Pensione, salvacondotto per i nati sino al 52 anche ai disoccupati
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21 Nov 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensione, salvacondotto per i nati sino al 52 anche ai disoccupati

Pensione anticipata con salvacondotto per i nati nel 1951 e 1952 possibile anche se lavoratori disoccupati: i nuovi chiarimenti dell’Inps.

 

Salvacondotto per i nati nel 51 e nel 52 aperto anche ai lavoratori che risultavano disoccupati al 28 dicembre 2011: è stata infatti chiarita, dal Ministero del lavoro e dall’Inps, la disposizione che forniva un’interpretazione “distorta” della Legge Fornero, bloccando l’accesso alla pensione a tutti coloro che non risultavano occupati come dipendenti alla data menzionata.

La pensione con 64 anni di età, dunque, può essere raggiunta a prescindere dal requisito occupazionale: ci sono, però, ulteriori requisiti da rispettare per ottenere il beneficio del cosiddetto salvacondotto. Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire in che cosa consiste quest’agevolazione previdenziale e chi può beneficiarne, alla luce degli ultimi chiarimenti dell’Inps.

 

 

Salvacondotto per la pensione: che cos’è?

Il cosiddetto salvacondotto è un beneficio che consente di pensionarsi a 64 anni di età (64 anni e 7 mesi, nel 2016, per effetto degli incrementi legati alla speranza di vita), senza penalizzazioni, per coloro che sono nati sino al 31 dicembre 1952. Per beneficiare del salvacondotto, però, è necessario possedere:

  • almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per gli uomini;
  • almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per le donne.

Inoltre, possono ottenere l’agevolazione i soli dipendenti del settore privato.

 

 

Salvacondotto per la pensione: i disoccupati sono esclusi?

In base a una vecchia circolare Inps, potevano essere ammessi al salvacondotto soltanto coloro che, alla data del 28 dicembre 2011, svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato. Questa previsione, però, derivava da un’interpretazione non corretta della Legge Fornero, nel punto in cui disponeva i requisiti necessari per accedere al salvacondotto [1].

Ora, invece, l’Inps [2], recependo l’indirizzo del Ministero del lavoro, ha chiarito che il beneficio si applica anche a coloro che alla data del 28 dicembre 2011 non svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato, purché alla data del 31 dicembre 2012:

  • se uomini, risultino in possesso del requisito contributivo minimo per l’accesso alla pensione di anzianità con le quote [3], con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato;
  • se donne, risultino in possesso del requisito contributivo minimo richiesto per l’accesso alla pensione di vecchiaia, cioè pari a 20 anni, con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratrici dipendenti del settore privato.

In parole povere, le donne, anche se non occupate come dipendenti al 28 dicembre 2011, possono pensionarsi col salvacondotto con gli ordinari requisiti, cioè col possesso di 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, purché si tratti di contributi da lavoro dipendente svolto nel settore privato.

Gli uomini, invece, se non occupati come dipendenti al 28 dicembre 2011, oltre a soddisfare il requisito di 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012 devono anche possedere, alla stessa data, la quota allora richiesta per pensionarsi, intesa come somma di età e contributi (nel 2012 la quota richiesta era 96). Tutti i contributi, anche in questo caso, devono derivare da lavoro dipendente nel settore privato.

Sono dunque esclusi i contributi volontari, i contributi figurativi maturati per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato, i contributi da riscatto non correlato ad attività lavorativa.

 

 

Salvacondotto per la pensione: i lavoratori autonomi possono accedere?

Se si possiedono, oltre ai contributi da lavoro dipendente nel settore privato, anche contributi da lavoro autonomo, come quelli accreditati presso la gestione Artigiani e commercianti, questi possono essere contati ai fini del salvacondotto, a condizione che alla data del 28 dicembre 2011 l’interessato risulti occupato come dipendente del settore privato [4].

In caso contrario, vale quanto esposto nel precedente paragrafo: bisogna, cioè, raggiungere l’anzianità contributiva richiesta con i contributi da lavoro dipendente del settore privato, nel caso in cui non si risulti occupati (come lavoratori subordinati del settore privato) al 28 dicembre 2011.


Autore immagine: Pixabay.com

 


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