Merce in esposizione scontata: che fare se presenta difetti?
Lo sai che?
21 Nov 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Merce in esposizione scontata: che fare se presenta difetti?

La garanzia per i difetti di funzionamento o per merce danneggiata non opera se l’acquirente era a conoscenza dei vizi, ma cosa succede nel caso di consegna a domicilio?

 

Tutte le volte in cui acquistiamo un bene che presenta dei difetti di qualità o di funzionamento abbiamo diritto allo scioglimento del contratto (cosiddetta «risoluzione contrattuale») con restituzione dei soldi pagati, oppure alla riduzione del prezzo. L’importante è contestare il difetto del bene, al venditore, entro 60 giorni dall’acquisto.

Questa tutela non ci spetta, però, se, al momento della vendita, eravamo a conoscenza di tali vizi o essi erano facilmente riconoscibili.

Questo principio trova ampia applicazione nel caso di vendita scontata di merce in esposizione.

 

La merce tolta dagli imballaggi e messa in bella mostra in vetrina, sui manichini o, comunque, all’interno del negozio per essere testata, provata o solo visionata dalla clientela è soggetta a una maggiore usura rispetto a quella che, invece, rimane in magazzino nelle scatole. Un’usura spesso generata solo dalla polvere o dalla luce che potrebbe impoverire il colore (si pensi a un mobile d’arredo esposto tutto il giorno alla luce). Ebbene, proprio il fatto che la merce sia in esposizione e venga scontata impedisce all’acquirente di recriminare, in un momento successivo, la presenza di eventuali difformità rispetto allo stesso bene “da catalogo” rimasto inutilizzato. Il cliente deve infatti immaginare che l’esposizione al pubblico del prodotto abbia potuto comportare dei piccoli danneggiamenti: vizi che oltre a poter essere facilmente notati con un’attenta analisi del prodotto prima dell’acquisto, sono resi evidenti anche dalla presenza dello sconto.

 

Dunque, in tutti i casi in cui la merce in esposizione presenti dei difetti non è possibile sciogliere il contratto se tali difetti erano conosciuti dall’acquirente o conoscibili con l’ordinaria diligenza.

 

Ma che succede se la merce viene spedita a domicilio dell’acquirente? Si pensi sempre al caso di un armadio, venduto coi saldi proprio perché presente nella vetrina del mobilificio. In questo caso, per valutare la conoscenza o la conoscibilità del difetto da parte dell’acquirente non si considera il momento in cui questi ha visto il prodotto nei locali commerciali del venditore, ma quando gli viene consegnato a casa. È da questo momento – e non da quello precedente della visione in negozio – che, se nota difetti o difformità, può far valere le sue contestazioni entro 60 giorni.

 

La sentenza in commento, infatti, ritiene – conformemente all’interpretazione costante della giurisprudenza – che la «facile riconoscibilità» dei vizi della cosa venduta debba essere valutata «con riferimento non al momento della conclusione del contratto, bensì a quello in cui il compratore abbia ricevuto la merce», poiché solo in questo momento, e non prima, egli può «esaminare lo stato in cui essa si trova».


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 4 Ottobre – 18 novembre 2016, n. 23521

Presidente Matera – Relatore Scarpa

Svolgimento del processo

  • R. conveniva in giudizio davanti al Tribunale di Catania, sezione distaccata di Acireale, l’impresa “Mobili e Arredamento L.” di L.G., per sentire dichiarare la risoluzione per inadempimento del contratto di acquisto di arredi stipulato verbalmente in data 22.12.2001, e ottenere la conseguente condanna della convenuta alla restituzione del prezzo di acquisto del mobilio pari a lire 8.000.000, in uno al risarcimento del danno, commisurato in lire 12.000.000, oltre accessori di legge. Si costituiva il convenuto L.G. il quale chiedeva il rigetto delle domande proposte dall’attrice, ed in via riconvenzionale avanzava la richiesta di condanna della L. al pagamento del residuo prezzo.
  • I1 Tribunale di Catania rigettava la domanda dell’attrice, ritenendo riscontrati i vizi dei beni venduti, ma facilmente riconoscibili dalla compratrice, la quale, prima del perfezionamento del contratto di acquisto, aveva verificato le condizioni del mobilio, che le era stato venduto ad un prezzo notevolmente scontato rispetto al prezzo di listino. La domanda riconvenzionale veniva invece dichiarata inammissibile in quanto formulata tardivamente. Avverso la sentenza di primo

    Mostra tutto

    [1] Cass. sent. n. 23521/16 del 18.11.2016.

     


    richiedi consulenza ai nostri professionisti

     
     
    Commenti