Lavoro, quali vacanze di Natale mi spettano?
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22 Nov 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Lavoro, quali vacanze di Natale mi spettano?

Festività Natalizie, ferie e permessi: a quali assenze ha diritto il lavoratore durante il periodo natalizio?

 

Vorresti partire per un viaggio, sotto Natale, ma le giornate di festività natalizie sono troppo poche e non te lo consentono? Forse non sai che, oltre alle assenze retribuite durante le giornate festive, hai il diritto di assentarti per ferie, o puoi utilizzare le ore di permessi retribuiti non godute, come rol ed ex-festività. L’importante è che tu concordi il periodo di assenza col datore di lavoro: il quale, comunque, ha tutto l’interesse di concederti ferie e permessi non goduti, per evitare di essere sanzionato o di liquidare le assenze a parte.

Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono le assenze retribuite di cui puoi fruire durante il periodo natalizio.

 

 

Festività natalizie

In primo luogo, come tutti i lavoratori, hai diritto ad assentarti durante i giorni festivi. Questi, nel periodo natalizio, sono:

  • 25 dicembre: Natale;
  • 26 dicembre: Santo Stefano;
  • 1 gennaio: Capodanno;
  • 6 gennaio: Epifania.

Il 24 dicembre, cioè la vigilia di Natale e il 31 dicembre, cioè San Silvestro, sono giornate lavorative come le altre (a meno che, ovviamente, non cadano di domenica): i contratti collettivi, anche territoriali o aziendali, possono però prevedere un orario ridotto durante queste giornate.

Le assenze per le giornate festive sono retribuite: in poche parole, significa che, anche se non sei al lavoro, la giornata ti viene pagata come una normale giornata lavorativa.

 

 

Ferie

Ogni anno, alla generalità dei lavoratori dipendenti, spettano 4 settimane di ferie, delle quali due devono essere godute entro l’anno di maturazione, possibilmente in modo consecutivo, mentre il periodo restante deve essere goduto entro 18 mesi dal periodo di maturazione.

Le ferie possono essere fruite anche durante il periodo natalizio, non solo nel periodo estivo. Naturalmente, devi concordarle in anticipo col datore di lavoro, anche se hai molte ferie maturate: il lavoratore, difatti, non può decidere unilateralmente quando andare in ferie, ma deve accordarsi con l’azienda. Il datore di lavoro, invece, potrebbe decidere quando mandarti in ferie, anche senza il tuo consenso: secondo la legge [1], è solo il datore ad avere il potere di stabilire quando mandare il lavoratore in vacanza, rispettando il periodo minimo di ferie previsto dalla normativa [2] e dai contratti collettivi.

In pratica, il datore di lavoro può scegliere il tuo periodo di ferie anche senza accordo, purché:

  • tenga conto delle tue esigenze, oltreché di quelle dell’impresa;
  • assicuri il godimento del periodo minimo di 2 settimane previsto dalla legge nell’anno di maturazione delle ferie (fanno eccezione i soli contratti a termine di durata minore di un anno ed ulteriori particolari ipotesi, come l’assunzione o la cessazione nel corso dell’anno), o del differente periodo stabilito dal contratto collettivo;
  • assicuri che il restante periodo di ferie (solitamente le ulteriori 2 settimane) sia goduto entro i successivi 18 mesi dall’anno di maturazione, a meno che il contratto collettivo non preveda un termine diverso;
  • ti comunichi con congruo anticipo il periodo spettante.

L’azienda deve quindi rispettare quanto previsto dalla legge e assicurarti il godimento delle ferie: per questo motivo, il datore, solitamente, ha tutto l’interesse di concedere al dipendente le ferie durante il periodo natalizio, in modo da smaltire gli eventuali arretrati.

 

 

Ferie non concesse dal datore di lavoro

A questo proposito, è utile ricordare che, se il datore non concede la fruizione delle ferie, sia quelle da godere nell’anno, che quelle da fruire entro i successivi 18 mesi, è soggetto a una sanzione amministrativa che va:

  • da 100 euro a 600 euro, nella generalità dei casi;
  • da 400 euro 500 euro, se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno 2 anni;
  • da 800 euro 500 euro, se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 4 anni. In questa ipotesi non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta.

Se, però, il rapporto di lavoro, nel corso dei 18 mesi, è sospeso per malattia, infortunio, maternità o assenze assimilabili, è sospeso anche il decorso del termine di godimento delle ferie, sino alla durata dell’assenza. Il termine ricomincia a decorrere dal giorno in cui riprende l’attività lavorativa.

Inoltre, il contratto collettivo applicato può prevedere un termine superiore ai 18 mesi per il godimento delle ferie: l’importante è che la funzione di queste assenze, che è quella di consentire un pieno recupero psico-fisico al dipendente, non risulti snaturata.

 

 

Ferie spostate all’ultimo minuto

Il datore di lavoro, avendo il potere di scegliere quando mandarti in ferie, ha anche il potere di spostarle, anche se già concesse, ma con congruo anticipo. Se non rispetta l’obbligo di preavviso nel comunicarti la modifica delle ferie e tu hai già prenotato le vacanze, puoi chiedere il risarcimento del danno, salvo il caso in cui si manifestino esigenze eccezionali e imprevedibili: il datore è dunque tenuto a rimborsare le spese sostenute per lo spostamento della prenotazione dell’albergo, dei voli e di eventuali costi aggiuntivi.

 

 

Rientro in servizio durante le ferie

Il datore di lavoro ha anche il potere di richiamarti in servizio durante le ferie: se lo fa, però, puoi chiedere il rimborso delle spese per il rientro anticipato, per gli spostamenti e per il periodo di ferie non goduto; il rimborso, inoltre, può essere previsto in automatico dal contratto collettivo applicato.

Inoltre, al potere del datore di interrompere le ferie non corrisponde il tuo dovere di renderti reperibile in vacanza [3]: la reperibilità durante le ferie, infatti, deve essere prevista da un apposito accordo, perché l’eventuale obbligo di reperibilità generico, valido per tutti i dipendenti, si riferisce ai periodi lavorativi.

Se non ti rendi disponibile durante le vacanze, non puoi essere licenziato.

 

 

Permessi

Se non hai ferie residue, ma hai parecchie ore di permessi retribuiti disponibili, come rol (riduzione orario di lavoro) o ex festività, puoi assentarti scalando le ore non lavorate dai permessi. Anche in questo caso, però, ci vuole un accordo col datore di lavoro. Inoltre, il datore potrebbe non accordarti la fruizione dei permessi e indennizzarli direttamente senza essere passibile di sanzioni, visto che non è la legge a prevederli, ma si tratta di un diritto aggiuntivo previsto, in maniera differente, dai contratti collettivi. Il divieto di monetizzazione, difatti, è previsto per le sole ferie e non per i permessi.


[1] Art. 2109 Cod. Civ.

[2] D.lgs n.66/2003.

[3] Cass. sent. n. 27057/2013.

 


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