Termine di grazia: cosa è e come ottenerlo
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22 Nov 2016
 
L'autore
Guglielmo Mossuto
 


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Termine di grazia: cosa è e come ottenerlo

L’inquilino di un immobile condotto in locazione che viene sfrattato dal proprietario per mancato pagamento delle mensilità, ha diritto ad ottenere il termine di grazia per provvedere al pagamento degli arretrati ed evitare così di dover abbandonare l’immobile abitato.

 

Se il proprietario di un immobile, per tutelare i propri interessi, ricorre al tribunale, è previsto dalla legge sull’equo canone la possibilità per l’inquilino di provvedere, al massimo per quattro volte nell’arco di quattro anni, al pagamento degli arretrati, sanando così la sua posizione. [1]
Il pagamento potrà avvenire in udienza dinanzi al giudice oppure in un momento successivo, a seguito della concessione del termine di grazia.

 

 

Termine di grazia: cos’è e quanto dura

Il termine di grazia è un periodo di 90 giorni, concesso all’inquilino che abbia provato le proprie condizioni di difficoltà, così da permettergli di provvedere a sanare la propria posizione mediante il pagamento di quanto dovuto.
Questo termine è prolungato a 120 giorni se la morosità è causata da serie difficoltà economiche dell’inquilino per disoccupazione o malattia.
Nel caso in cui conceda il suddetto termine, il giudice fisserà un’udienza per verificare la correttezza del versamento nei 10 giorni successivi alla scadenza del termine.

 

 

Termine di grazia: cosa pagare entro la scadenza

In caso di concessione del termine di grazia, l’inquilino dovrà pagare interamente:
– le mensilità non corrisposte;
– gli oneri accessori, come le spese condominiali;
– gli interessi legali;
– le spese legali, cosi come individuate dal giudice.
Tutte queste somme dovranno essere calcolate fino alla data di ricezione dell’atto di intimazione di sfratto (restano quindi esclusi gli eventuali canoni non pagati successivamente alla ricezione).

 

 

Termine di grazia: cosa succede se l’inquilino non paga entro la scadenza?

Nel caso in cui risulti che l’inquilino continua a non provvedere al pagamento di quanto dovuto, il Giudice procederà con la convalida di sfratto. L’inquilino dovrà quindi rilasciare l’immobile occupato entro la data stabilita dal tribunale.
L’inquilino è obbligato a rilasciare l’immobile, se non vi provvede, il proprietario potrà procedere allo sfratto tramite l’intervento dell’ufficiale giudiziario che potrà ricorrere anche alla forza pubblica.

 

 

E se continua a non pagare?

Abbiamo visto che entro la scadenza del termine l’inquilino deve pagare i canoni scaduti alla data di ricezione dell’atto, non anche gli eventuali canoni scaduti nei mesi successivi.
Alla luce di questo, è evidente come l’inquilino potrebbe salvarsi dal rilascio dell’immobile attraverso il pagamento della suddetta somma e continuare però a essere moroso, non pagando le mensilità successive. Il locatore in questo caso sarà obbligato allora ad iniziare nuovamente la procedura di sfratto per morosità.
Tuttavia questa situazione non potrà ripetersi in eterno. L’inquilino, infatti, perde il diritto ad ottenere il termine di grazia dopo che vi ha fatto ricorso per quattro volte nell’arco di quattro anni. A questo punto, se continua ad essere moroso, subirà lo sfratto e sarà obbligato a rilasciare l’immobile occupato.

 


In pratica

Tizio è proprietario di un immobile affittato a Caio che si obbliga a corrispondere mensilmente €. 500,00 di canone di locazione.
Nel mese di novembre 2015 Tizio si rivolge a un legale per tutelare i propri interessi visto che Caio non ha pagato le ultime cinque mensilità.
Caio, all’udienza di gennaio 2016, si dichiara disponibile al pagamento delle mensilità arretrate e, pertanto, richiede il termine di grazia.
Il giudice fissa l’udienza nel mese di maggio 2016 per verificare che Caio abbia pagato la somma di €. 2.500,00 (€. 500,00 per cinque mensilità) oltre interessi, spese accessorie e compensi del legale di Tizio.
All’udienza però Tizio fa presente al giudice che Caio non ha pagato quanto dovuto. Il giudice quindi convalida lo sfratto e Tizio potrà procedere, mediante l’intervento dell’ufficiale giudiziario, per ottenere la liberazione del proprio immobile.

[1] Art. 55 legge 392/1978.

 


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