I bitcoin non sono tracciabili
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23 Nov 2016
 
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I bitcoin non sono tracciabili

Controlli impossibili sul denaro telematico: quando si parla di bitcoin, i soldi non solo non si pignorano, ma è impossibile anche la tracciabilità da parte dalla polizia.

 

Allarme bitcoin: il denaro telematico rende impossibili le indagini della polizia, è facilmente riciclabile e, di fatto, sfugge a qualsiasi controllo di tracciabilità. Insomma, una moneta sicura non solo per gli evasori e per chi vuole, serenamente, disporre di “credito” sul web senza problemi di finanza e Agenzia delle Entrate, ma anche per i loschi affari della criminalità organizzata e del terrorismo.

 

L’utilizzo della «cripto valuta» – così vengono metaforicamente chiamati i bitcoin – è oggi un terreno fertile per chi non vuole gli “scagnozzi” alle spalle, tant’è che a farne ampiamente ricorso sono i sistemi di finanziamento dello Stato islamico. Ma non è l’unico problema legato alla moneta elettronica: essa favorisce anche il reato di riciclaggio del denaro sporco. Difatti, i pagamenti, non essendo tracciabili in alcun modo, consentono all’economia sommersa e all’evasione fiscale di continuare a vivere indisturbata.

È anche questa la ragione per cui, chi vuol sottrarsi ai creditori, alimenta il proprio gruzzolo di bitcoin: il conto, in questo caso, non si può pignorare perché non c’è un soggetto “terzo” presso cui andare a bloccare le somme e prelevarle (soggetto che, nel normale pignoramento presso terzi, è la banca). Di tanto abbiamo già parlato nell’articolo Bitcoin, il conto non si pignora.

 

Non si tratta di semplici previsioni. I dati parlano chiaro e un caso emblematico è l’India dove, parallelamente a una riduzione dell’80% del denaro circolante, si è assistito a un incremento del 30% della domanda di bitcoin, via di fuga dalla tracciabilità. In particolare, nello Stato: per frenare il nero e l’evasione fiscale, il governo ha ritirato dalla circolazione le banconote con taglio 500 e 1.000 ruphie (corrispondenti a circa 7 e 13 euro); a fronte di ciò, la moneta elettronica è cresciuta tra il 20 e il 30%.

 

Che i bitcoin non siano tracciabili e che, quindi, sfuggano ai controlli delle autorità di polizia è la nostra stessa intelligence a dirlo; intelligence che ha stilato, lo scorso 15 novembre, un report dal titolo «Bitcoin e riciclaggio» in cui vengono evidenziati tutti i limiti (che per alcuni possono essere, invece, vantaggi) della cripto valuta: riciclo di denaro sporco, difficile disciplina fiscale e facile via di fuga per l’evasione, non tracciabilità dei pagamenti.

 

Ma perché i bitcoin non sono tracciabili? Facile: non trattandosi di una normale valuta (non avendo corso legale e non tutelando le operazioni di acquisto e scambio), né di uno strumento finanziario (non dando luogo ad alcuna obbligazione in capo all’emittente e non comportando diritti per il titolare), essi circolano senza intermediari finanziari. Insomma, non ci sono banche che ne gestiscono il deposito, le transazioni, gli spostamenti, ecc. L’assenza di un circuito internazionale, trasparente alle autorità e alla finanza, rende i movimenti di bitcoin impossibili da tracciare: insomma, risalire a chi spende, a chi compra e a chi accumula non è affatto facile per la polizia.


 


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Commenti
23 Nov 2016 Luciano

si cerca di rovesciare la frittate guardandone solo il lato negativo.
Dite piuttosto che nessuno del sistema convenzionale ci può guadagnare sulle transazioni con le commissioni e varie tassazioni assurde. Con gli smart contract poi ci sarà finalmente la possibilità di comprare una casa senza pagare cifroni ai notai. Non si può bloccare l’evoluzione e il grande fratello avrà l’occhi bendato. La malavita va combattuta alla fonte ma forse non c’è proprio questa intenzione

 
23 Nov 2016 Pino Maiuli

Vi accorgerete tra pochissimo tempo che tutte le azioni aventi per “garante” le banche centrali o gli stati sovrani, con le loro valute FIAT, perderanno ogni significato e valore.
Le tecnologie correlate alla block-chain ed alle cryptocurrency diventeranno a brevissimo le relazioni ed i meccanismi di trust per ogni interazione tra soggetti fisici o giuridici.
Quella che declinate come l’assenza di terze parti elette “a garanzia” (del nulla), garanzia finalizzata al solo mantenimento della plutonomia , sarà semplicemente scalzata dalla garanzia che nessuno è padrone di questi protocolli se non possiede il 51% della capacità di elaborazione della block-chain che è di pubblico accesso.
Un invito a riflettere, non appena la vostra banca vi proporrà a garanzia delle vostre transazioni una tecnologia correlata alla block-chain, considerate l’ipotesi di reinvestire la sequenza di zero e uno che vivono nei mainframe della Vs banca, in bit che non gestiscono loro, e se siete ancor più retrogradi, in carta straccia…