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Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2016

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Lo sai che? Ricovero ospedaliero: come, quando, perché

> Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2016

Il ricovero ospedaliero è una fase molto delicata della vita di ciascun paziente. Vediamo come avviene e cosa succede durante e dopo questo periodo di tempo.

 

 

Ricovero ospedaliero: cos’è?

Il ricovero ospedaliero è il periodo di tempo che il paziente trascorre presso le strutture dell’azienda ospedaliera, necessario per assicurargli le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione delle malattie che richiedono interventi che non possono essere affrontati o risolti a domicilio. È gratuito per i cittadini italiani e stranieri iscritti al Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), mentre per i cittadini stranieri non iscritti al Ssn è garantita l’assistenza limitatamente a prestazioni urgenti ed essenziali.

Ricovero ospedaliero: quando?

Il ricovero può essere disposto sia per interventi chirurgici, sia per esami diagnostici: in entrambi i casi rappresenta una fase particolarmente delicata della vita di una persona, in cui è in gioco la sua salute e la sua stessa integrità fisica, soprattutto se si considera che ci si trova in un ambiente estraneo, a contatto di persone che non si conoscono.

Ricovero ospedaliero: come avviene?

Il ricovero può avvenire in via d’urgenza, di solito attraverso il Pronto Soccorso (a tal proposito si veda Se al pronto soccorso il medico rifiuta il ricovero al malato grave commette reato), a seguito di chiamata al 118 o della guardia medica, o attraverso una scelta programmata (ricovero ordinario), tramite una richiesta di visita specialistica da parte del medico di base, all’esito della quale il medico specialista esprime il proprio parere mediante il referto ambulatoriale. Sono, inoltre, possibili ricoveri in regime di:

  • day hospital: si tratta di un ricovero giornaliero programmato idoneo allo svolgimento di indagini diagnostiche specialistiche, per la somministrazione di terapie o per trattamenti specifici, la cui esecuzione richiede assistenza non garantita ambulatoriamente. Può articolarsi anche in più giornate ed è predisposto dal medico di reparto;
  • ricovero in day surgery: è quello programmato per interventi chirurgici di complessità relativamente limitata; può prevedere anche il pernottamento di una notte successiva all’intervento.

Resta inteso che l’ultima parola sull’intervento chirurgico, il trattamento terapeutico o l’esecuzione di esami diagnostici, spetta sempre al paziente, che deve essere messo in condizioni di fare una scelta consapevole attraverso una adeguata informazione: si parla, a tal proposito, di consenso informato. Sarà sempre il paziente, inoltre, a decidere presso quale struttura farsi ricoverare: non è detto, infatti, che sia sempre l’ospedale più vicino o quello della nostra città.

Durante il periodo di ricovero, il medico di base ha il diritto di visitare il suo paziente presso il reparto di degenza se egli stesso lo ritenga opportuno e ha il dovere di farlo se richiesto dal paziente o dai medici del reparto.

La data di dimissione viene comunicata, fatti salvi casi di urgenza, con anticipo utile ed è il medico del reparto a stabilire la dimissione del paziente. L’orario viene concordato con il coordinatore infermieristico del reparto. Al momento della dimissione occorre richiedere la restituzione della documentazione sanitaria personale consegnata durante il ricovero.

A seguito della dimissione dal reparto ospedaliero, il ritorno a domicilio è a carico del paziente; sulla base delle condizioni cliniche può essere disposto il trasferimento ad altro ospedale, a carico dell’Azienda Ospedaliera; in casi particolari, può essere richiesta l’attivazione dell’assistenza a domicilio, o viene concordata con l’Asl di residenza la sistemazione in struttura per cure intermedie.

Per essere dimessi contrariamente al parere medico occorre firmare una dichiarazione in cui ci si assume la responsabilità della scelta e delle eventuali conseguenze.

Al termine del periodo di ricovero, al paziente viene rilasciata una lettera di dimissioni, nella quale dovrà essere descritta:

  • l’attività diagnostica, chirurgica, e terapeutica svolta durante il ricovero;
  • il decorso previsto e le possibili complicazioni;
  • le terapie post-operatorie suggerite;
  • l’eventuale programma di visite di controllo.

Avviso di analogo contenuto deve essere trasmesso al medico di base, che, eventualmente sollecitato in ciò dal paziente stesso o dai suoi familiari, dovrà valutare anche l’opportunità di attivare qualche forma di dimissione assistita, al fine di garantire la continuità assistenziale.

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