Si può fare un pignoramento senza avvocato?
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23 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Si può fare un pignoramento senza avvocato?

Ho ottenuto una sentenza che condanna il mio ex datore di lavoro a versarmi dei soldi: visto che non riesco a trovare un avvocato a buon prezzo, posso fare un pignoramento da solo e come si fa?

 

Quanto stiamo per dire vale per qualsiasi tipo di credito da recuperare e non solo per l’ipotesi prospettata dal lettore. La procedura di recupero dei crediti consta di alcune attività che possono essere fatte anche senza avvocato e altre, invece, che ne richiedono la necessaria assistenza. A conti fatti, però, la tipicità delle forme del processo esecutivo, il rispetto di termini e di procedure particolarmente complesse, il contenuto degli atti da notificare – che in teoria dovrebbero essere di provenienza dell’ufficiale giudiziario, ma che di fatto vengono redatti dalla parte – richiedono sempre l’intervento del legale di fiducia. Così, ad esempio, se anche – tanto per fare un esempio – l’atto di precetto è un «atto di parte», nel senso che può essere scritto e notificato anche direttamente dal cliente, è meglio che ad occuparsene sia l’avvocato o, comunque, una persona che abbia studiato attentamente la procedura civile e la giurisprudenza sul tema. Anche l’iscrizione di un’ipoteca è un’attività che può essere eseguita direttamente dal creditore – in presenza di una sentenza che costituisca titolo esecutivo, ossia provvisoriamente esecutiva – ma anche in questo caso bisogna essere a conoscenza di come compilare la nota, attività tutt’altro che semplice.

 

Al limite, ciò che il creditore può agevolmente fare, senza bisogno di un avvocato è la cosiddetta «insinuazione al fallimento» che è una richiesta, fatta al tribunale, nel caso in cui il debitore sia fallito, con cui si presenta domanda di essere pagati non appena il curatore avrà recuperato dell’attivo. La domanda è piuttosto informale e basterà che la richiesta rispetti un contenuto minimo di cui abbiamo parlato in questo articolo.

 

Per tutti gli altri casi, a prescindere dal tipo di pignoramento che si intende azionare – sia esso un pignoramento mobiliare, che un pignoramento presso terzi (ossia del conto corrente in banca, dello stipendio, della pensione), che un pignoramento immobiliare (casa e altri immobili) è sempre opportuno e in parte necessario procedere con l’assistenza di un avvocato.

 

Magari, per poter agevolare il compito dell’avvocato e, magari, sperare con ciò di ridurre la parcella, il creditore potrà avviare, da solo, una prima attività volta a ottenere “con le buone” i soldi a cui ha diritto, ad esempio inviando una raccomandata di diffida al debitore, contenente un sollecito di pagamento. All’esito egli potrebbe eseguire degli accertamenti per verificare la sussistenza di beni a quest’ultimo intestati come delle visure presso i Registri Immobiliari (Ufficio del Territorio, presso l’Agenzia delle Entrate) per verificare se il debitore ha degli immobili intestati. Potrebbe anche effettuare delle indagini per rilevare presso quale banca il debitore ha il conto corrente (ad esempio, chiedendo agli altri dipendenti da qualche banca ricevono il bonifico con lo stipendio), oppure verificando se la sede dell’azienda è ancora aperta e vi sono beni da pignorare, auto intestate alla società (anche quest’ultime pignorabili con estrema facilità).

 

Insomma, mai come nel pignoramento, l’ausilio del cliente può essere di supporto all’avvocato nella ricerca dei beni da aggredire, così rendendo più celere la procedura e meno costosa la parcella.


 


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