Fatture false, bonifico inutile contro l’accertamento fiscale
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23 Nov 2016
 
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Fatture false, bonifico inutile contro l’accertamento fiscale

Operazioni inesistenti: contro l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate servono prove diverse dal semplice bonifico.

 

In caso di contestazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di operazioni inesistenti e fatture false, il bonifico non è una sufficiente prova a favore del contribuente. Per vincere l’accertamento fiscale, dunque, il contribuente deve trovare, a propria difesa, elementi più consistenti della semplice movimentazione bancaria. A detta infatti di una sentenza della Cassazione di poche ore fa [1], la presenza di un bonifico bancario non dimostra che l’operazione è effettiva e non fittizia. Difatti il bonifico è proprio lo strumento con cui vengono eseguite tali condotte illecite.

 

Il bonifico bancario non prova che l’operazione sia stata effettivamente realizzata e la veridicità della fattura: legittimo, pertanto, l’accertamento sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti e che mette in evidenza il meccanismo della frode carosello.

 

L’emissione di fatture per operazioni inesistenti è una delle più ricorrenti ipotesi che fanno scattare gli avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se il fisco, però, può basare le proprie accuse sulla base di presunzioni (gravi, precise e concordanti tra loro), il contribuente deve fondare la sua difesa su documenti che dimostrino l’effettività delle transazioni e dell’erogazione del servizio o della vendita della merce: la semplice presenza di un bonifico bancario è difatti insufficiente per vincere il ricorso.


[1] Cass. sent. n. 23804/16 del 23.11.2016.

 


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