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Le Guide Pubblicato il 13 dicembre 2016

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Le Guide Cos’è la certificazione unica semplificata

> Le Guide Pubblicato il 13 dicembre 2016

Nuovo modello Cu: che cos’è, a che cosa serve, chi e quando deve riceverlo.

La certificazione unica semplificata, meglio nota come Cu, è il modello che sostituisce il vecchio Cud: si tratta del documento che contiene i redditi percepiti nell’anno e le ritenute subite da lavoratori, pensionati e disoccupati, indispensabile per compilare la dichiarazione dei redditi.

Questo modello deve essere consegnato ai lavoratori, dipendenti, collaboratori e autonomi, da parte del datore di lavoro o committente, mentre ai disoccupati e ai pensionati viene consegnato direttamente dall’Inps o dal diverso ente previdenziale.

Il modello è poi trasmesso dal datore, dal committente o dall’ente che eroga la pensione o l’indennità all’Agenzia delle Entrate, che lo rende disponibile per la compilazione del 730 fai-da-te o del modello Unico.

Vediamo com’è strutturato il documento e che cosa contiene.

Certificazione unica: quali dati contiene

I dati contenuti nella certificazione Cu sono molteplici, basti sapere che i campi che possono essere compilati, considerando anche il modello 770 (che però non va consegnato al lavoratore, ma solo inviato all’Agenzia delle entrate) sono circa 900. Riassumiamo, di seguito, i dati principali:

  • prima pagina: nella prima pagina della Cu sono indicati i dati identificativi del datore di lavoro (ragione sociale, codice fiscale, indirizzo) o dell’ente previdenziale e quelli del lavoratore (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, domicilio fiscale);
  • seconda pagina: in questa pagina sono indicati:
    • il reddito imponibile (di lavoro, a tempo determinato o indeterminato pensione, o redditi assimilati);
    • i giorni di lavoro o pensione;
    • eventuali assegni periodici corrisposti al coniuge;
    • le ritenute effettuate nell’anno (Irpef, addizionale regionale e comunale);
    • gli acconti Irpef addebitati a seguito della liquidazione della dichiarazione dei redditi o i crediti Irpef rimborsati e non rimborsati;
    • gli oneri detraibili;
    • le detrazioni effettuate;
    • il credito bonus Irpef riconosciuto (il famoso bonus Renzi da 80 euro);
    • i contributi versati alla previdenza complementare;
    • gli oneri deducibili;
  • nella terza pagina sono indicati:
    • l’eventuale addebito del contributo di solidarietà;
    • i redditi esenti e i redditi dei lavoratori frontalieri;
    • se il contribuente è risultato incapiente in sede di conguaglio e risulta Irpef da trattenere;
    • i redditi assoggettati a ritenuta a titolo di imposta;
    • i redditi per lavori socialmente utili (Lsu);
    • gli arretrati;
    • i conguagli effettuati sui redditi erogati da altri soggetti (nel caso in cui il lavoratore abbia più Cu, ad esempio perché ha svolto rapporti di lavoro diversi nell’anno);
    • i dati del coniuge e dei familiari a carico;
    • i dati relativi al Tfr (liquidazione) maturato, accantonato ed erogato;
  • nella quarta pagina sono indicati:
    • l’imponibile previdenziale e i contributi a carico del lavoratore trattenuti, differenziati a seconda della gestione;
    • i dati assicurativi Inail (assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali);
  • nella quinta pagina vanno indicate le annotazioni con i relativi codici;
  • nella sesta e nella settima pagina vanno indicate:
    • la scelta per la destinazione dell’8 per mille dell’Irpef (Chiesa- Stato e altre istituzioni religiose);
    • la scelta per la destinazione del 5 per mille dell’Irpef:
      • sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute;
      • finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;
      • finanziamento della ricerca sanitaria;
      • finanziamento a favore di organismi privati delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;
      • sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale;
      • sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza;
    • la scelta per la destinazione del 2 per mille dell’Irpef a un partito politico;
    • la scelta per la destinazione del 2 per mille dell’Irpef a un’associazione culturale;
  • nell ottava pagina, infine, sono indicati i prospetti riepilogativi.

Certificazione unica: come si ottiene

Per i lavoratori dipendenti, autonomi ed i co.co.co. (parasubordinati) la Cu è consegnata direttamente dal datore di lavoro, o committente. Per i redditi del 2016, deve essere consegnata:

  • entro il 31 marzo 2017 (non più entro il 28 febbraio);
  • se il rapporto di lavoro è cessato, entro 12 giorni dalla data del termine del contratto.

Per i pensionati, si possono utilizzare i servizi web dell’Inps per il cittadino, all’interno del sito dell’istituto. Per accedere ai servizi è però necessario premunirsi del codice pin o di un’identità digitale almeno di livello 2:

  • l’identità digitale unica, o Spid (che serve non solo per accedere ai servizi Inps, ma anche dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inail e delle principali amministrazioni), è rilasciata, previa procedura di riconoscimento, da Telecom, Poste Italiane o Infocert (i tre provider Spid);
  • il codice pin può essere richiesto direttamente dal sito dell’Inps (in questo caso metà del codice è rilasciato immediatamente, e l’altra metà è spedita per posta), oppure recandosi presso una sede dell’Istituto (in questo caso è rilasciato al momento per intero).

Una volta ottenute le credenziali, si deve accedere al sito, recarsi sulla pagina Servizi web per il cittadino, e successivamente alla sezione Cu 2016. Qui può essere scaricato e stampato il modello per la dichiarazione dei redditi.

La certificazione unica per pensionati e disoccupati può essere anche ottenuta:

  • presso gli sportelli di tutte le sedi locali dell’Inps;
  • presso le postazioni informatiche self service, accessibili tramite Pin o tessera sanitaria: nelle postazioni è possibile stampare le Cu anche avvalendosi dell’aiuto del personale;
  • tramite pec: per chi possiede un indirizzo di posta elettronica certificata, è possibile richiedere la Cu tramite pec scrivendo a richiestaCertificazioneUnica@postacert.inps.gov.it; all’istanza deve essere allegata una copia del documento di identità del richiedente. La Cu è poi recapitata alla pec del richiedente;
  • tramite Patronato, Caf o un professionista compreso tra quelli abilitati all’assistenza fiscale o alla presentazione delle dichiarazioni reddituali in via telematica;
  • presso i Comuni e le altre pubbliche amministrazioni che hanno sottoscritto un protocollo con l’Inps per attivare un punto cliente di servizio
  • tramite Sportello Mobile per utenti ultra ottantacinquenni: tali utenti ricevono una comunicazione apposita e, contattando il numero telefonico contenuto nella comunicazione, possono richiedere l’invio della Cu al proprio domicilio;
  • i pensionati residenti all’estero possono richiedere la certificazione Cu, fornendo i propri dati anagrafici e il numero di codice fiscale, ai seguenti numeri telefonici dedicati:
    • 0039-06.59058000;
    • 0039-06.59053132.
  • infine, telefonando al contact center multicanale, al numero 803.164 ( o al numero 06 164164 per chi chiama da cellulare), gli utenti con particolari difficoltà possono richiedere l’invio della Cu 2016 al proprio domicilio.

Certificazione unica precaricata

Non bisogna comunque dimenticare che i dati della Cu 2016 si troveranno già caricati nel modello 730 precompilato, per chi decide di avvalersi di tale modalità di dichiarazione.

Il 730 precompilato è accessibile dal sito dell’Inps e da quello dell’Agenzia delle Entrate.

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