Noemi Secci
Noemi Secci
24 Nov 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Quando posso andare in pensione a 63 anni?

Ho 63 anni di età e 30 anni di contributi come dipendente, Gestione commercianti e Gestione separata, posso andare in pensione?

 

Ci sono diverse possibilità di anticipare la pensione, per chi ha almeno 63 anni di età e un minimo di 20 anni di contributi: non solo l’Ape e l’Ape sociale, delle quali si sta parlando moltissimo in questi giorni, ma anche la pensione anticipata contributiva, che viene raggiunta, nella maggior parte dei casi, grazie al computo nella Gestione Separata. Ma procediamo per ordine e vediamo tutti i modi per pensionarsi a 63 anni.

 

 

Pensione anticipata contributiva: computo nella Gestione Separata

Se si possiedono meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e più di 5 anni di contributi versati dal 1996 in poi, si può ottenere, utilizzando la facoltà di computo dei contributi presso la Gestione separata, la pensione anticipata contributiva, con 63 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi. È importante ricordare, a tal proposito, che questa pensione può essere ottenuta solo se l’assegno calcolato risulta superiore a 2,8 volte l’assegno sociale. Considerando che l’assegno sociale ammonta a 448,07 euro mensili, è necessario che la pensione ammonti almeno a 1.254,60 euro mensili.

Per calcolare l’ammontare dell’assegno di pensione con il computo, bisogna prima calcolare il montante contributivo di ciascun fondo, cioè i contributi accumulati presso ciascuna gestione (ad esempio, oltre alla Gestione separata, il Fondo pensione lavoratori dipendenti, la Gestione artigiani e la Gestione commercianti): a tal fine, bisogna utilizzare le aliquote di computo proprie di ciascuna gestione (pari al 33%, dal 1996 in poi, per il Fondo pensione lavoratori dipendenti, vigente anno per anno, negli altri casi).

La pensione è liquidata dalla Gestione separata, dunque utilizzando il metodo interamente contributivo, computando i contributi accantonati presso tutte le gestioni, comprese le annualità precedenti al 1996.

Il calcolo della pensione con il computo non è dunque semplice da effettuare e richiede uno studio previdenziale articolato, data la complessità delle regole e i diversi passaggi da eseguire.

 

 

Pensione di vecchiaia e cumulo gratuito

Nel caso in cui la pensione calcolata risulti inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, è comunque possibile riunire gratuitamente tutti i contributi posseduti senza il computo, utilizzando il cumulo gratuito. È necessario però attendere l’età di 66 anni e 7 mesi: questo è, difatti, il parametro ordinario per la pensione di vecchiaia. Questo requisito dovrebbe aumentare, nel 2019, a 66 anni e 11 mesi, ma soltanto se si registrerà un incremento della speranza di vita, secondo le indagini Istat, diversamente resterà invariato.

 

 

Ape volontaria e Ape sociale

Se non si raggiunge l’ammontare della pensione utile alla pensione anticipata contributiva, è possibile ugualmente pensionarsi a 63 anni di età utilizzando l’Ape, il nuovo anticipo pensionistico: per ottenere l’anticipo sono sufficienti 20 anni di contributi, come per la pensione anticipata contributiva, ma la pensione viene decurtata di una percentuale, che dovrebbe essere pari al 4,7% per ogni anno di anticipo. Questo succede perché l’anticipo si ottiene grazie al prestito di una banca, che deve essere restituito in rate ventennali, che determinano (assieme all’importo dell’assicurazione obbligatoria per il rischio di premorienza), appunto, la penalizzazione della pensione.

Se si possiedono, come il lettore, almeno 30 anni di contributi e:

  • ci si trovi in stato di disoccupazione involontaria;
  • si assiste il coniuge o un familiare di 1° grado portatore di handicap grave da almeno 6 mesi;
  • si possiede un’invalidità superiore al 74%;

è possibile beneficiare dell’Ape sociale: si tratta di una prestazione erogata dallo Stato, dell’importo massimo di 1.500 euro mensile, spettante fino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia, proprio come l’Ape volontaria. L’Ape sociale, però, al contrario dell’Ape volontaria, non determina una penalizzazione della pensione. Possono ottenere l’Ape sociale anche gli addetti ai lavori usuranti e a mansioni gravose o rischiose, questi ultimi, però, con almeno 36 anni di contributi, di cui gli ultimi 6 nello svolgimento delle suddette mansioni.

 

 

Ape e cumulo gratuito dei contributi

Purtroppo, in merito all’Ape, non è stato ancora chiarito se il requisito contributivo richiesto debba essere maturato in una cassa sola o possa essere raggiunto cumulando i contributi versati in gestioni diverse. La Legge di bilancio 2017, nella versione attuale, parla in maniera generica di anzianità contributiva, senza specificare se la stessa debba essere ottenuta in una cassa sola o in più casse: sembrerebbe, dunque, che non ci siano ostacoli alla possibilità di ottenere l’Ape anche cumulando gratuitamente i contributi di casse diverse.


 


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