Lanciare uova in faccia a una persona è reato?
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24 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Lanciare uova in faccia a una persona è reato?

Configura il getto di cose pericolose la condotta di lanciare uova, marce o meno che siano, contro le persone anche se per contestazione politica.

 

Non importa quale sia la ragione del gesto: scherzo di carnevale o contestazione politico-sociale, chi getta uova contro un’altra persona commette reato. In particolare, l’ipotesi delittuosa che, in questi casi, viene in rilievo è quella di getto pericoloso. È quanto chiarito a più riprese dalla Cassazione [1]

 

Ci si potrebbe chiedere «cosa hanno di “pericoloso” delle semplici uova?». In realtà, quando si parla di questo reato, si dice «getto pericoloso» solo per velocità, mentre, a ben leggere l’articolo del codice penale [2], l’illecito scatta anche nei casi in cui si getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato, ma di comune o di altrui uso, cose in grado di imbrattare o molestare persone (…). E non vi è dubbio che le uova sporchino non solo il viso, ma anche gli indumenti del bersaglio.

 

In particolare, la norma in commento individua come prima ipotesi di condotta vietata il getto di cose atte ad offendere, imbrattare e molestare le persone. La norma vieta così, oltre la condotta potenzialmente idonea a cagionare un’offesa diretta della integrità personale, anche il semplice imbrattamento o molestia della persona.

Ecco perché, se la persona offesa viene imbrattata con il tuorlo e l’albume, fuoriusciti da uova lanciatele contro, ben può sporgere querela contro il colpevole di tale gesto.

 

Ma attenzione: il reato scatta non solo se viene colpita anche una persona, ma anche eventuali oggetti di sua disponibilità. Si potrebbe certamente pensare a un vestito, una borsa, anche al fascicolo di carte e documenti che si porta con sé. Ma non solo. Secondo la Cassazione, si può condannare anche chi lancia uova contro il palco di alcuni politici durante una campagna elettorale, colpendo però con alcune di esse il mezzo di trasporto utilizzato come palco (il classico “carretto” itinerante). E quindi, anche chi lancia uova contro il parabrezza dell’auto altrui o, peggio, dentro l’abitacolo della stessa, contro i sedili, o anche sul terrazzo di una persona risponde del reato. Tanto è vero che la giurisprudenza ha detto che il semplice far cadere, dal balcone del piano di sopra su quello del vicino sottostante l’acqua sporca che trabocca dai vasi integra lo stesso tipo di illecito penale.

 

Neanche carnevale potrebbe giustificare l’eventuale responsabile o la presenza di un corteo durante una manifestazione politica o a sfondo sociale: gettare uova contro le vetrine dei negozi o, peggio, contro i vetri degli uffici pubblici fa scattare il reato di getto pericoloso.


La sentenza

Cassazione sentenza n. 44187/2013 del 19.09.2013.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

  • Con sentenza del 7 gennaio 2013 il Tribunale di Bologna ha condannato D.B.F. alla pena di Euro 200 di ammenda per il reato di cui agli artt. 110 e 674 c.p. per aver gettato uova contro il palco di alcuni politici durante una campagna elettorale, e colpendo con alcune di esse il mezzo di trasporto utilizzato come palco.
  • Ha presentato ricorso l’imputato adducendo, quale primo motivo, la mancanza di motivazione – essendovi stato quanto alla sua responsabilità un mero richiamo alla testimonianza del commissario M.G., senza accenno alcuno al suo contenuto e alla descrizione della condotta tenuta dall’imputato stesso – e, quale secondo motivo, la violazione di legge – non integrando il reato il lancio diretto a cose e non a persone, e l’imputazione stessa indicando che “il lancio ha attinto esclusivamente il veicolo ove si trovavano le persone offese e non le persone stesse”. Quale terzo motivo, infine, lamentava la mancata assunzione di prova decisiva non essendo stata “condotta alcuna indagine sulla circostanza dell’idoneità ad imbrattare o molestare del materiale che si assume come gettato all’indirizzo della persona offesa”, soprattutto non essendosi “sentite le persone offese
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    [1] Cass. sent. n. 44187/2013 del 19.09.2013. Cfr. anche Cass. sent. n. 7443/1995.

    [2] Art. 674 cod. pen.

     


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