Se mia moglie sta con un altro uomo devo pagarle il mantenimento?
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24 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Se mia moglie sta con un altro uomo devo pagarle il mantenimento?

Niente mantenimento all’ex coniuge che inizia una nuova relazione, purché la convivenza sia stabile e duratura.

 

Nel caso di separazione o divorzio, il coniuge che percepisce il mantenimento, se vuol continuare a godere dell’assegno mensile da parte dell’ex, non deve né risposarsi né andare a vivere stabilmente con un’altra persona formando una cosiddetta «coppia di fatto» (convivenza more uxorio, per usare una terminologia legale). Difatti, secondo l’orientamento ormai condiviso da tutta la giurisprudenza – sia di Cassazione che di merito – chi inizia una nuova relazione basata su una convivenza non precaria (come potrebbe essere quella occasionale o dettata solo dalla necessità di dividere i costi dell’affitto) non può addossare i costi del proprio sostentamento sull’ex coniuge; al contrario deve accettare non solo i vantaggi, ma anche tutti i rischi che la nuova famiglia implica, ivi compresi quelli legati al sostentamento.

 

A ricordare che l’ex marito non può mantenere l’ex moglie andata a vivere con un’altra persona è stato, di recente, il tribunale di Milano [1]. Secondo il giudice meneghino, la convivenza con un’altra persona comporta il venir meno del diritto all’assegno di mantenimento o divorzile: i due concetti, benché nella sostanza siano identici, nella forma vengono chiamati con due nomi diversi a seconda che siano il risultato di una separazione (assegno di mantenimento) o del divorzio (assegno divorzile).

 

Ma attenzione: la moglie perde il diritto al mantenimento solo se  la nuova convivenza sia «stabile e duratura e se si traduca in un progetto di vita in comune che consente di ritenere rescissa ogni connessione con la vita matrimoniale precedente». Se tali elementi non sussistono, l’assegno continua ad essere dovuto.

 

Ma come si fa a capire se una convivenza è stabile o meno? Ci sono tanti elementi sintomatici della continuità della convivenza: ad esempio il cambio di residenza di uno dei due partner; l’acquisto di mobilia o la partecipazione del soggetto non proprietario dell’immobile alle spese di ristrutturazione dell’appartamento. Ed ancora, la testimonianza dei vicini potrebbe confermare il fatto che, ormai da diversi mesi, se non anni, la moglie vive a casa del nuovo compagno, di cui ha le chiavi e che gestisce come se fosse la propria. La presenza poi della nascita di un bambino taglierebbe la testa al toro: se l’ex moglie aspetta un figlio dal nuovo partner sarà difficile smentire che tra i due conviventi non si sia formata una «famiglia di fatto» benché non confluita nel matrimonio.

 

Nel caso specifico deciso dal Tribunale di Milano, l’ex marito aveva chiesto la revoca dell’assegno divorzile che già da tempo stava pagando in favore dell’ex moglie, ma quest’ultima da quattro anni conviveva già con un nuovo compagno. Un tempo sufficiente, secondo l’uomo, a far ritenere tra i due ormai insorta una convivenza stabile. A sorpresa, però, il giudice ha rigettato la richiesta: nel giudizio infatti era emerso che non era una relazione di convivenza, ma semplice coabitazione per ragioni di amicizia e ospitalità. Lo spirito di questa sentenza offre lo spunto per capire la severità della prova che deve essere fornita davanti al tribunale quando si inizia una causa di questo tipo. Certo, se poi si perde il giudizio, non vi sono ostacoli per intraprenderlo nuovamente, dopo qualche anno, quando si potrà affermare, con maggiore certezza, che la convivenza dell’ex moglie sia ormai diventata stabile e basata sugli stessi presupposti di una normale famiglia.

 


La sentenza

Tribunale di Milano – Sezione IX civile – Sentenza 23 luglio 2016 n. 9280

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO

SEZIONE NONA CIVILE

Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati:

Dott.ssa Laura Maria Cosmai Presidente

Dott.ssa Rosa Muscio Giudice Relatore

Dott. Giuseppe Buffone Giudice

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al numero di ruolo in epigrafe indicato, promossa da

Pe.Lu. rappresentato e difeso dall’avvocato Lo.GU. presso il cui studio in Milano via (…) è elettivamente domiciliato, giusta delega a margine del ricorso

– ATTORE – contro

La.Ol. rappresentata e difesa dall’avvocato Da.GR. presso il cui studio in Milano via (…) è elettivamente domiciliata, giusta delega a margine della memoria difensiva

– CONVENUTO –

OGGETTO: Divorzio contenzioso.

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

Il Processo: i provvedimenti presidenziali provvisori e i provvedimenti del Giudice Istruttore.

Con ricorso, depositato in data 25.6.2014, Pe.Lu. chiedeva a questo Tribunale di dichiarare lo scioglimento del matrimonio contratto in Milano il 24.7.1982 con La.Ol. dalla quale

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[1] Trib. Milano, sent. n. 9280/2016 del 23.07.2016.

 


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