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Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2016

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Lo sai che? Tfs e pensione anticipata, quando viene pagata la liquidazione?

> Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2016

Raggiungo la pensione anticipata nel 2017 a 65 anni di età, il mio Tfs ammonta a 120.000 euro: quando e come mi viene pagato?

Le norme sul Tfs sono cambiate di recente e prevedono il pagamento del trattamento, per i dipendenti pubblici, da un minimo di 105 giorni a un massimo di 24 mesi, con l’aggiunta di ulteriori 90 giorni. Inoltre, il Tfs, se supera i 50.000 euro, è erogato in più rate annuali. Ma procediamo per ordine e vediamo con quali tempistiche deve essere liquidato il trattamento, con particolare riguardo ai dipendenti statali che raggiungono la pensione anticipata.

Tfs: che cos’è e come si calcola

Il Tfs, trattamento di fine servizio, meglio noto come buonuscita, è, in pratica, la liquidazione spettante ai dipendenti pubblici assicurati presso l’ex Inpdap (ora gestiti dall’Inps), assunti a tempo indeterminato prima del 31 dicembre 2000.

A differenza del Tfr (il trattamento di fine rapporto, spettante alla generalità dei lavoratori dipendenti), che è pari al 6,91% dell’imponibile annuo, il Tfs è rapportato all’ultima retribuzione percepita dal dipendente: nel dettaglio, è pari a un dodicesimo dell’80% della retribuzione annuale lorda alla cessazione dal servizio, compresa la tredicesima, moltiplicata per il numero di anni utili.

Tra gli anni utili possono essere inclusi anche i periodi riscattati ai fini del servizio, compresi gli anni di laurea.

Tfs a rate

Il Tfs, se supera i 50.000 euro, non è erogato in un’unica soluzione, ma a rate:

  • in 2 rate annuali, se l’importo è entro i 100.000 euro;
  • in 3 rate annuali, se si supera tale soglia.

Ad esempio, nel caso del lettore, il cui Tfs è pari a 120.000 euro, le rate sono tre, in quanto l’importo lordo supera i 100.000 euro; la prima rata sarà pari a 50.000 euro lordi, così la seconda, mentre la terza rata sarà pari alla cifra rimanente, cioè a 25.300 euro lordi.

In merito alle tempistiche di pagamento, la seconda e la terza rata vengono erogate, rispettivamente, dopo 1 anno e 2 anni dalla liquidazione della prima rata.

Tfs e pensione anticipata: pagamento

Ma quando viene pagata la prima rata del Tfs, se il dipendente pubblico, come il lettore, raggiunge i requisiti per la pensione anticipata?

Nel caso della pensione anticipata, si ritiene che le tempistiche di pagamento siano pari a 12 mesi (più 90 giorni)nel caso in cui la cessazione dal servizio avvenga d’ufficio, o a 24 mesi (più 90 giorni) nel caso in cui avvenga volontariamente: vediamo subito perché.

Tfs e pensione anticipata: cosa cambia dopo il 2017

In base alla nuova normativa, che ha modificato, di recente, le tempistiche di erogazione del Tfs per i dipendenti pubblici, il trattamento deve essere riconosciuto:

  • dopo 12 mesi (più 90 giorni), in caso di conseguimento dei seguenti trattamenti:
    • pensione di vecchiaia;
    • pensione anticipata (nel caso di cessazione dal servizio non avvenuta per dimissioni volontarie);
    • raggiungimento dei limiti di servizio in generale;
  • dopo 24 mesi (più 90 giorni), in caso di dimissioni volontarie senza diritto a pensione, o di dimissioni volontarie per raggiungimento dei requisiti della pensione anticipata.

Dopo il 2017, il termine di 24 mesi varrà per tutti i casi di raggiungimento della pensione anticipata con penalizzazioni, anche se il lavoratore non presenterà dimissioni volontarie.

Sull’argomento è tuttavia intervenuta, incidentalmente, la Legge di bilancio 2017, che ha abolito le penalizzazioni in via definitiva.

Tfs, pensione anticipata e abolizione delle penalizzazioni

Ricordiamo, a proposito delle penalizzazioni, che queste sono, o meglio erano, applicate quando il lavoratore si pensionava con il requisito contributivo richiesto (pari, sino al 31 dicembre 2018, a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne), ma con un’età inferiore a 62 anni: in questo caso, la pensione era decurtata dell’1% annuo, per ogni anno mancante al 62°, se il lavoratore aveva compiuto almeno 60 anni; per ogni anno precedente al 60°, la penalizzazione saliva, invece, al 2%.

Come si concilia, allora, l’abolizione definitiva delle penalizzazioni con la normativa che impone l’erogazione del Tfs dopo 24 mesi solo a chi raggiunge la pensione anticipata con le penalizzazioni? Il Tfs dovrà essere erogato dopo 12 mesi a tutti coloro che raggiungono la pensione anticipata?

Tfs, pensione anticipata con penalizzazioni e cessazione d’ufficio

A tal proposito, si deve in primo luogo far riferimento alla ratio, cioè allo scopo, della disposizione che riconosce il Tfs più tardi a chi raggiunge la pensione anticipata con penalizzazioni: subisce, o meglio subiva, come abbiamo detto, i tagli dell’assegno chi si pensionava con meno di 62 anni di età.

Per questi dipendenti, in base a una recente circolare della Funzione Pubblica [1], la Pubblica Amministrazione non può disporre la cessazione dal servizio d’ufficio, ma la può disporre solo per chi, oltre ad aver raggiunto il requisito contributivo per la pensione anticipata, ha raggiunto anche i 62 anni di età: in particolare, la cessazione d’ufficio è “obbligatoria” se, oltre ad aver raggiunto il requisito d’età per la pensione anticipata senza decurtazioni, l’interessato ha anche raggiunto il limite d’età ordinamentale, mentre è facoltativa nel caso in cui sia maturato il solo requisito dei 62 anni di età ma non sia raggiunto il limite d’età dello specifico ordinamento applicato.

L’Inps, con una recente circolare [2], è successivamente intervenuta sull’argomento, chiarendo che, a seguito dell’abolizione delle penalizzazioni, per le risoluzioni che intervengono da parte della Pubblica Amministrazione, fino al 31 dicembre 2017, il termine di pagamento del Tfs è pari 12 mesi, poiché le prestazioni pensionistiche collegate sono in ogni caso senza riduzioni percentuali.

Rimane fermo anche il termine di 24 mesi per il pagamento delle prestazioni di fine servizio e di fine rapporto conseguenti a dimissioni da parte degli interessati che maturano il diritto alla pensione anticipata.

Il “filo conduttore” che emerge dalla circolare dell’Inps, pertanto, è abbastanza chiaro: Tfs dopo 24 mesi per chi si dimette volontariamente e dopo 12 mesi, invece, per chi viene cessato dal servizio. In pratica, la disposizione sembrerebbe operare una sorta di “dissuasione” per chi se ne va via di propria volontà, avendo conseguito il diritto alla pensione anticipata, mentre non vuole penalizzare chi viene cessato d’ufficio per decisione dell’Amministrazione.

Tfs dopo il 2018

Considerata, in ultimo, l’abolizione definitiva delle penalizzazioni sulla pensione anticipata da parte della Legge di bilancio 2017, è molto probabile che le disposizioni, riguardo al pagamento del Tfs, restino quelle attuali, in quanto non avrebbe alcun senso distinguere le tempistiche di erogazione in base a decurtazioni non più esistenti. Si attende, ad ogni modo, una circolare che faccia chiarezza in merito.

note

[1] Circ. Min. per la Semplificazione e la P.A. n. 2 del 19/02/2014.

[2] Inps Circ. n.154/2015.

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