Pensione professionisti, cumulo gratuito dei contributi
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25 Nov 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Pensione professionisti, cumulo gratuito dei contributi

Possibile sommare gratuitamente i contributi di tutte le gestioni, comprese le casse professionali, per ottenere il diritto a pensione.

 

Cumulo gratuito per tutti, senza l’esclusione dei professionisti: è questa la principale novità, appena introdotta da un emendamento della Legge di bilancio 2017. La possibilità di sommare gratuitamente i contributi, dunque, varrà anche per coloro che hanno dei versamenti nelle casse professionali. Grazie a questa nuova possibilità, nei prossimi 3 anni potranno pensionarsi tra i 34.000 e i 35.000 professionisti in più, poiché raggiungeranno prima il diritto a pensione: negli anni successivi, è stato stimato che la platea di coloro che potranno trarre vantaggi dal cumulo dei contributi nelle casse professionali sarà di circa 13.000- 15.000 professionisti all’anno.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona il cumulo gratuito e che cosa cambia con l’ampliamento di questo strumento ad opera della Legge di bilancio.

 

 

Cumulo gratuito 2016

Innanzitutto, va chiarito che il cumulo gratuito non è uno strumento completamente nuovo: è stato istituito, difatti, dalla Legge di stabilità 2013 [3].

La versione attuale, però, offre delle opportunità notevolmente più limitate rispetto al nuovo cumulo 2017.

Il cumulo consiste nella possibilità di sommare i contributi versati in casse previdenziali diverse ai fini del diritto alla pensione, mentre ai fini della misura della pensione ogni cassa liquida esclusivamente il trattamento maturato presso la gestione stessa.

In parole semplici, i contributi sono sommati solo per raggiungere una determinata anzianità contributiva: ad esempio, se possiedo 66 anni e 7 mesi di età, 10 anni di contributi versati all’Inps e 10 anni all’Inpdap e non voglio ricongiungerli in un’unica cassa, perché la ricongiunzione è onerosa, senza il cumulo non potrei andare in pensione, perché per la pensione di vecchiaia sono richiesti 20 anni di contributi. Utilizzando il  cumulo, però, raggiungo i 20 anni di anzianità contributiva richiesti e posso andare in pensione: l’Inps liquiderà la sua quota di pensione e lo stesso farà l’Inpdap.

Con l’attuale cumulo, però, si possono sommare i contributi solo per ottenere la pensione di vecchiaia e non quella anticipata; inoltre, l’istituto non si può utilizzare se si raggiunge un autonomo diritto a pensione presso una qualsiasi delle gestioni previdenziali e le casse professionali sono escluse.

 

 

Cumulo e calcolo della pensione

Il calcolo della pensione con il cumulo non è effettuato per forza con il sistema contributivo, come avviene per la totalizzazione: ecco perché il cumulo viene chiamato anche totalizzazione retributiva.

Il calcolo è effettuato secondo l’anzianità contributiva complessiva (cioè contando tutte le casse) dell’interessato, ma ogni cassa liquida la quota di propria competenza. In particolare il calcolo è:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011 per chi possiede oltre 18 anni di contributi (considerando tutte le casse) al 31 dicembre 1995, poi contributivo;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995 per chi possiede meno di 18 anni di contributi (considerando tutte le casse) al 31 dicembre 1995, poi contributivo: si tratta del calcolo misto;
  • esclusivamente contributivo, per chi non possiede contributi anteriori al 1996.

 

 

Cumulo gratuito 2017

Dal 2017, il cumulo interesserà tutte le casse, comprese le gestioni previdenziali dei liberi professionisti e servirà anche per ottenere la pensione anticipata. In particolare, il cumulo servirà per raggiungere:

  • la pensione anticipata;
  • la pensione di vecchiaia;
  • la pensione d’inabilità;
  • la pensione ai superstiti.

I requisiti da applicare, per accedere alla pensione sommando i contributi di fondi diversi, sono quelli di  vecchiaia o anzianità contributiva più elevati tra i requisiti di tutti gli ordinamenti che disciplinano le singole gestioni.

 

 

Cumulo gratuito e ricongiunzione

Naturalmente il cumulo gratuito risulta molto più conveniente della ricongiunzione (che consiste nella possibilità di riunire tutti i contributi in un solo fondo, ma a titolo oneroso), in quanto consente di sommare tutti i contributi, di tutte le casse, senza operare il ricalcolo contributivo, notevolmente penalizzante e senza pagare alcun costo.

Pertanto, per coloro che hanno già richiesto la ricongiunzione e hanno una rateazione in corso, la Legge di bilancio 2017 prevede la possibilità di revocarla, con la restituzione di quanto versato. In base al nuovo emendamento, che consente il cumulo anche nelle casse professionali, dovrà però essere chiarito se la possibilità è valida anche per le gestioni private o soltanto per quelle facenti capo all’Inps.


[1] L.228/2012.

 


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