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Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2016

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Lo sai che? Cos’è il patrocinio legale

> Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2016

Il  patrocinio legale è l’assistenza legale che un avvocato (di fiducia o di ufficio) assicura al proprio cliente durante un giudizio.

Il patrocinio legale può essere obbligatorio (se si tratta di un processo penale) o facoltativo (se si tratta di una procedura civilistica) e consente al cittadino di far valere le proprie ragioni e tutelare i propri diritti. Ma cerchiamo di capire bene come funziona, in base al tipo di giudizio.

Cos’è il patrocinio legale nel processo penale?

Nel processo penale, il patrocinio legale di un avvocato è obbligatorio.

Ciò è tanto vero che anche l’avvocato stesso, qualora sia coinvolto in una questione penale, non potrà rappresentarsi da solo ma dovrà ricorrere al patrocinio di un altro legale [1].

Ciascun cittadino potrà scegliere di farsi difendere da non più di due difensori di fiducia ed, in assenza (per il principio suesposto di obbligatorietà della difesa), da un avvocato nominato d’ufficio dal giudice che:

  • dovrà essere retribuito (al pari del difensore di fiducia);
  • in qualsiasi momento, potrà essere sostituito con uno di fiducia.

L’indagato o imputato non può mai rinunciare all’avvocato.

Cosa accade se non posso pagare l’avvocato?

Se un cittadino ha un reddito basso, potrà avvalersi del gratuito patrocinio ed in tal modo non pagherà il difensore, sia esso di fiducia ovvero di ufficio.

Discorso diverso è per la persona offesa (chi ha subito l’illecito) che non ha l’obbligo di farsi assistere da un difensore per cui, in mancanza, il giudice non nominerà un avvocato d’ufficio.

Quanti avvocati posso avere?

Il numero dei difensori che l’indagato (o l’imputato) può avere sono:

  • massimo due in caso di difensori di fiducia;
  • uno in caso di difensore di ufficio;
  • uno in caso di persona offesa.

Cos’è il patrocinio legale nel processo civile?

Il patrocinio legale nel processo civile non è sempre obbligatorio.

Davanti al giudice di pace si può agire in giudizio personalmente, in qualità di attore o convenuto, entro certi limiti.
Per poter far valere i propri diritti davanti all’autorità giudiziaria, senza l’intervento di un legale è necessario che:

  • la causa sia di competenza del giudice di pace;
  • la controversia abbia un valore inferiore a 1.100 euro o, diversamente, vi sia l’autorizzazione del giudice stesso, previa richiesta dell’interessato e tenuto conto della natura e dell’entità della causa.

Soltanto per processi pendenti davanti al giudice di pace con queste caratteristiche il cittadino può comparire e difendersi personalmente; al di fuori di questi casi il patrocinio legale è sempre necessario.

note

[1] Artt. 96 e 97 cod. proc. pen.

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