Professionisti Pubblicato il 25 novembre 2016

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Professionisti Il principio internazionalista e l’articolo 10 Costituzione

> Professionisti Pubblicato il 25 novembre 2016

Cosa dice l’articolo 10 della Costituzione, le norme del diritto internazionale generalmente riconosciute e la condizione dello straniero.

Articolo 10 Cost.

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici

Il dettato della Costituzione

L’art. 10 Cost., comma 1, prevede: «l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute» che in questo modo godono di un rango costituzionale fermo restando il rispetto dei principi costituzionali (v. lett. B).

Non è agevole stabilire quali norme il Costituente abbia voluto ricondurre a tale categoria: indubbiamente, in esse rientrano le consuetudini internazionali.

Secondo GIULIANO-SCOVAZZI-TREVES sono riconducibili alla definizione di cui all’art. 10 le sole norme consuetudinarie; dello stesso parere è CONFORTI che, però, annovera tra le norme consuetudinarie anche i princìpi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili.

L’obbligo di conformarsi agli obblighi derivanti dal diritto internazionale vige per:

  • il Parlamento, che non potrà approvare leggi contrarie alle norme internazionali e dovrà emendare o abrogare quelle vigenti eventualmente contrastanti;
  • la Pubblica Amministrazione, in particolare il Governo nell’adozione di decreti legge e decreti legislativi;
  • la Magistratura, che dovrà applicare le prescrizioni del diritto internazionale ratificate dallo Stato italiano ed assicurarne il rispetto.

Alcuni autori (QUADRI) hanno sostenuto che l’art. 10, introducendo nel nostro ordinamento il principio pacta sunt servanda, renderebbe automatico l’adattamento anche alle norme del diritto internazionale pattizio.

La giurisprudenza sembra sollevare le medesime obiezioni; esemplificativa in merito è la posizione della Corte costituzionale (sent. 6 giugno 1989, n. 23), secondo la quale «emerge in modo inequivocabile dai lavori dell’Assemblea costituente — dottrina e giurisprudenza sono concordi — che l’art. 10, co. 1 Cost. prevede l’adattamento automatico del nostro ordinamento esclusivamente alle norme internazionali consuetudinarie. L’adattamento alle norme internazionali pattizie avviene invece per ogni singolo trattato con un atto ad hoc consistente nell’ordine di esecuzione».

Altra parte della dottrina (CONFORTI) nega la validità di tale tesi perché:

  • nei lavori preparatori i Costituenti scartarono apertamente l’ipotesi di equiparare il diritto pattizio a quello consuetudinario;
  • la prassi italiana provvede sempre all’adattamento al diritto pattizio mediante procedimenti diversi da quello contemplato all’art. 10.

Rango delle norme consuetudinarie

Per definire il rango delle norme internazionali recepite nell’ordinamento italiano mediante diverse procedure di adattamento, occorre procedere ad alcune precisazioni.

Le consuetudini hanno rango costituzionale poiché il loro recepimento si ha per espressa previsione costituzionale.

Non desta problemi il loro rapporto con le leggi ordinarie, che risultano essere gerarchicamente inferiori e pertanto, qualora confliggenti, sono da dichiarare costituzionalmente illegittime per violazione dell’art. 10 Cost.

Appare, invece, più ostico da risolvere il contrasto con norme interne di rango costituzionale, su cui è intervenuta la Corte costituzionale (sent. 18 giugno 1979, n. 48).

La Corte, in particolare, ha affermato che «per quanto attiene alle norme di DI generalmente riconosciute che venissero in esistenza dopo l’entrata in vigore della Costituzione, il meccanismo di adeguamento automatico previsto dall’art. 10, non potrà in alcun modo consentire la violazione dei princìpi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale…».

manuale diritto costituzionale 2016

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