Il principio pacifista e l’adesione all’Unione europea
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25 Nov 2016
 
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Il principio pacifista e l’adesione all’Unione europea

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 

 

L’articolo 11 della Costituzione

L’art. 11 della Costituzione dispone: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

Il ripudio della guerra si riferisce alla guerra offensiva e, quindi, viene considerata lecita la guerra difensiva in caso di attacco militare da parte di una potenza straniera. Ciò è costituzionalmente suffragato dagli artt. 78 (che conferisce alle Camere il potere di deliberare lo stato di guerra) e 87 (che attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di dichiarare lo stato di guerra).

Le limitazioni cui si fa riferimento sono quelle relative ad operazioni di carattere militare: esse si giustificano se si pensa al contesto storico in cui l’Italia, da poco uscita dalla seconda guerra mondiale, rinunciava all’uso della forza bellica e aderiva ai meccanismi di risoluzione delle controversie previste dall’ONU.

 

Nonostante fosse questa la ratio dell’art. 11 Cost., si ritenne che il riferimento alle «limitazioni di sovranità» si potesse interpretare anche in un’accezione più ampia, tale, cioè, da consentire anche l’adesione dell’Italia alle Comunità europee.

Tali limitazioni, infine, concernono non solo l’attività normativa dello Stato, ma anche quella amministrativa e giurisdizionale sicché in conseguenza della stipulazione dei trattati dell’Unione europea, i cittadini possono essere sottoposti, oltre che alle autorità nazionali, ad un sistema di pubblici poteri estraneo e indipendente rispetto ad esse.

La stessa Corte costituzionale, nella sent. 14/1964 (caso Costa c. Enel), ha invocato l’art. 11 come fondamento costituzionale dell’adesione alle Comunità europee affermando in particolare che: «È consentito stipulare trat- tati con cui si assumono limitazioni di sovranità ed è consentito darvi esecuzione con legge ordinaria».

Qualche anno dopo, al fine di contrastare l’argomentazione secondo cui la parte essenziale dell’azione comuni- taria non è volta a conseguire finalità di pace e giustizia, la Corte ha rilevato (sent. 183/1973) che la formula dell’articolo 11 risulta ispirata «a principi programmatici di valore generale di cui la Comunità europea e le altre organizzazioni regionali europee costituiscono concreta attuazione».

 

I controlimiti

La norma costituzionale sancita dall’articolo 11, fa riferimento a specifiche «limitazioni» di sovranità e non a una sua totale cessione.

La limitazione, infatti, non può comportare la compromissione dei valori fondamentali del nostro ordinamento: da qui è sorta l’elaborazione della dottrina dei «controlimiti» dalla Corte costituzionale.

Secondo la Corte costituzionale il rispetto dei diritti inviolabili della persona umana e dei principi fondamentali costituisce anche un limite invalicabile al recepimento di qualunque disposizione comunitaria contraria a tale principio.

Nella sentenza Frontini (n. 183/1973), infatti, si legge che «deve quindi escludersi che siffatte limitazioni, concretamente puntualizzate nel Trattato di Roma sottoscritto da paesi i cui ordinamenti si ispirano ai principi dello Stato di diritto e garantiscono le libertà essenziali dei cittadini, possano comunque comportare per gli organi della CEE un inammissibile potere di violare i principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, o i diritti inalienabili della persona umana».

 

manuale diritto costituzionale 2016


 


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