Addio Equitalia, è cosa fatta! Cosa cambia per gli italiani?
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25 Nov 2016
 
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Addio Equitalia, è cosa fatta! Cosa cambia per gli italiani?

Approvato il decreto fiscale: ecco cosa cambia per i contribuenti.

 

Equitalia sparisce: è stato approvato definitivamente ieri il cosiddetto decreto fiscale che, oltre alla rottamazione dei ruoli dell’ormai ex agente della riscossione, ne decreta anche la sostituzione con un ente pubblico dal nome Agenzia delle Entrate-Riscossione.

 

– Che lavoro schifoso!

– Potrebbe essere peggio.

– E come?

– potrebbe piovere…

 

La famosa battuta del film “Frankenstein Junior”, interrotta da un fragoroso tuono e lo scroscio d’acqua, ci riporta a solo qualche mese fa, quando il problema principale degli italiani sembrava essere Equitalia. Poteva esserci qualcosa di peggio di Equitalia? Apparentemente no! Anzi, si: si chiama appunto Agenzia delle Entrate-Riscossione e unisce il lato “oscuro” dell’Agente della riscossione (personale, tecniche, strumenti, cartelle e metodi coattivi) con quelli dell’Agenzia delle Entrate (super poteri di indagine per intercettare i redditi dei contribuenti ai fini del pignoramento).

 

L’addio a Equitalia parte dal 1° luglio 2017: in quella data le cartelle di pagamento porteranno la firma «Agenzia delle Entrate – Riscossione», ente che sarà sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Mef. A gestire la transizione sarà l’amministratore delegato dell’attuale concessionario pubblico della riscossione che entro il 30 aprile 2017 avrà il ruolo e i poteri di commissario straordinario per adottare lo statuto e “governare” tutto l’iter. Come abbiamo già detto in precedenza, nella conversione parlamentare è stata eliminata la prova di selezione per il passaggio del personale di Equitalia al nuovo soggetto prevista una «ricognizione delle competenze possedute, ai fini di una collocazione organizzativa coerente e funzionale alle esigenze» del nuovo Ente ed è stata soppressa la norma che prevedeva la ricollocazione del personale di altre amministrazioni pubbliche in quella di provenienza.

 

Di tanto stanno parlando ormai a sufficienza giornali più autorevoli del nostro, pertanto non staremo qui a ripetervi le stesse cose. Ci piace soltanto ricordare alcuni punti tragicomici di questa riforma, che porterà gli italiani a rimpiangere il loro ex carnefice.

 

Il primo: l’ampiamento di poteri di indagine attribuiti al nuovo agente della riscossione senza che ancora sia stata approvata alcuna disciplina sulla privacy in materia di accesso a banche dati sensibili come quelle sui redditi degli italiani (leggi Agenzia delle Entrate-Riscossione è peggio di Equitalia).

 

Il secondo: il personale che potrà mettere mani a questi dati è lo stesso di Equitalia, che verrà trasferito a un ente pubblico senza nessun concorso né prova selettiva. Insomma i poteri più penetranti che la nostra legge prevede – quelli dati al fisco – verranno consegnati agli stessi soggetti che, sino a ieri, con le loro inefficienze, hanno decretato il fallimento stesso di Equitalia e i noti problemi ai contribuenti. Con tutti i rischi che potrebbero crearsi anche in termini di nullità delle future cartelle di pagamento (leggi: Che differenza tra Equitalia e Agenzia delle Entrate-Riscossione e Cartelle, maxi poteri di riscossione anche senza competenze).

 

Il terzo: come un negozio che, prima di chiudere, mette in liquidazione la merce, anche l’evasione fiscale viene scontata con la rottamazione delle cartelle di pagamento. «Sconti pazzi a tutti!».

 

Il quarto: chi aderirà alla sanatoria ammetterà il debito e non potrà più far valere la prescrizione (ma questo nessuno lo dice), prescrizione che verosimilmente si formerà per numerose cartelle, per via dello stand-by del funzionamento di uffici e computer. Insomma, come dire «pagate spontaneamente voi, che noi saremo impegnati in altro» (leggi: Rottamazione: conviene aspettare?).

 

Una manovra passata come populista ma le cui finalità non era difficile scoprire in poco tempo. E ora tutti a piangere sulla tomba di Equitalia.


 


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