Il tricolore e la bandiera italiana: articolo 12 costituzione
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25 Nov 2016
 
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Il tricolore e la bandiera italiana: articolo 12 costituzione

L’articolo 12 della Costituzione: la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

 

 

L’articolo 12 della costituzione

La bandiera costituisce il vessillo scelto dal Costituente, caratterizzato da tre fasce verticali di uguali dimensioni e ispirato al modello francese del 1790 ove le tre bande uguali (utilizzate successivamente da tutte le democrazie europee con differenti colorazioni) rappresentano i tre cardini (libertà, uguaglianza, fraternità) che costituiscono la matrice ideologica e libertaria comune degli Stati democratici.

Il tricolore fu utilizzato occasionalmente dai giacobini italiani per affermare la loro vicinanza ideologica alla Rivoluzione francese, che quel simbolo aveva adottato.

Il suo ingresso ufficiale nella storia italiana, come emblema della libertà repubblicana, va, però, fissato al 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, lo decretò «Bandiera Cispadana».

Napoleone Bonaparte lo adottò come bandiera nazionale del Regno d’Italia nel 1805; nel 1848 il tricolore sostituì lo stendardo azzurro sabaudo quale insegna del Regno di Sardegna, con l’aggiunta al centro dello scudo dei Savoia. Nel 1861 fu adottato come bandiera italiana, scelta che fu confermata anche nel 1946, senza però lo stemma sabaudo (quale logica conseguenza della vittoria repubblicana).

 

Particolarmente vivo fu il dibattito dell’Assemblea Costituente sull’inserimento e sulla formulazione stessa della norma costituzionale; alla fine, in ossequio alla tradizione costituzionale europea ed in risposta a ragioni internazionali, si addivenne all’attuale formulazione dell’articolo 12.

La collocazione della disposizione sulla bandiera nazionale, all’interno dei principi fondamentali, è particolarmente significativa, in quanto si è voluto attribuire alla norma un forte grado di rigidità tale da sottrarla alla «revisione ordinaria» e a un eventuale attacco di un «ideologia contraria e antidemocratica».

Con l’avvento della Costituzione repubblicana, dunque, la bandiera si carica di una valenza simbolica ben diversa da quella assunta nel regime fascista laddove si identificava come simbolo ed emblema esclusivo della sovranità nazionale «d’uno Stato che non riconosce altri valori oltre quelli dei quali si fa detentore ed impositore» tanto che la legge n. 1085 del 1929 vietava l’esposizione di bandiere estere senza preventiva autorizzazione.

Pertanto, come sottolineato dalla Corte costituzionale, la bandiera, nell’ottica democratica, rappresenta «simbolicamente un certo Paese, l’identità di un determinato Stato e se mai, anche l’ideologia che la maggioranza del popolo di quest’ultimo accetta e propone al confronto democratico» (sent. 189/1987).

 

 

Gli altri simboli della Repubblica

Oltre alla bandiera, costituiscono altri simboli della Repubblica italiana:

 

— l’emblema, che rappresenta simbolicamente la Nazione e che, in base a quanto stabilito dall’art. 1 del D.Lgs. 5 maggio 1948, n. 535 (Foggia ed uso dell’emblema dello Stato) in base a quanto stabilito dall’Assemblea Costituente (deliberazione del 31 gennaio 1948), è composto di una stella a cinque raggi di bianco, bordata di rosso, accollata agli assi di una ruota di acciaio dentata, tra due rami di olivo e di quercia, legati da un nastro di rosso, con la scritta di bianco «Repubblica italiana»;

 

— lo stendardo (presidenziale), che costituisce il segno distintivo della presenza del Presidente della Repubblica.

Tale simbolo, che segue il Capo dello Stato in tutti i suoi spostamenti, viene innalzato:

— sulle automobili, sulle navi e sugli aeroplani che ricevono a bordo il Presidente;

— all’esterno delle Prefetture, quando il Capo dello Stato visita una città;

— all’interno delle sale dove egli interviene ufficialmente.

 

Lo stendardo, che si ispira alla bandiera della Repubblica Italiana del 1802-1805, segna il legame del Presidente della Repubblica al tricolore sia come rinvio al periodo del Risorgimento sia come simbolo dell’unità nazionale. In particolare, in tale simbolo, oltre al richiamo dei colori della Bandiera nazionale, è stata associata una bordatura di azzurro che rappresentano le Forze Armate, di cui il Presidente della Repubblica è Capo.

manuale diritto costituzionale 2016


 


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