Le libertà fondamentali nella Costituzione italiana
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25 Nov 2016
 
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Le libertà fondamentali nella Costituzione italiana

I principi generali dei diritti di libertà e le loro garanzie costituzionali: inviolabilità e riconoscimento tanto al singolo, quanto alle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità.

 

La Costituzione, garantisce il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, ossia di quei diritti basilari che fanno direttamente capo all’essere umano e che coinvolgono tutte le principali esternazioni della sua personalità.

La disciplina dei diritti di libertà e le loro garanzie costituzionali sono la componente principale per la determinazione della forma di regime di un determinato Stato.

 

La nostra Carta fondamentale si riallaccia, sviluppandole, alle istanze garantistiche di altri documenti di notevole importanza storica, come l’Habeas Corpus (1215), il Bill of Rights (1689) e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789), documenti fondamentali che sono stati successivamente ripresi dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo adottata dall’Assemblea dell’ONU il 10 dicembre 1948.

 

Tali diritti presentano le seguenti peculiarità:

 

—     in molti casi sono dichiarati inviolabili, nel senso che non possono essere cancellati neppure dal legislatore costituzionale, né tantomeno essere compressi nel loro nucleo essenziale;

 

—     sono riconosciuti non soltanto al singolo, ma anche alle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità (famiglia, scuola, impresa, comunità religiosa, associazioni laiche);

 

—     sono riconosciuti per la maggior parte a tutti gli individui, compresi stranieri ed apolidi, in quanto considerati attributo essenziale della persona umana. Peraltro, in considerazione dell’adesione dell’Italia a molte convenzioni internazionali che tutelano le libertà ed i diritti fondamentali, anche quei diritti che sono riconosciuti dalla Costituzione soltanto ai cittadini (es. diritto di riunione, associazione, ex art. 18 Cost etc.) devono considerarsi estesi a tutti;

 

—     la disciplina dei limiti e delle condizioni dell’esercizio di tali diritti è affidata alla sola attività del legislatore (riserva di legge), con esclusione pressoché totale del potere regolamentare del Governo se non in via di mera attuazione;

 

—     i provvedimenti di limitazione di tali diritti devono essere motivati ed affidati ad un potere terzo, quello giudiziario, cui spetta anche verificare i presupposti applicativi ed eventualmente annullare i provvedimenti assunti temporaneamente dall’autorità di pubblica sicurezza che non corrispondono al dettato costituzionale;

 

—     tutte le libertà fondamentali hanno, infine, sia un risvolto positivo che negativo: se è garantita la segretezza della corrispondenza, la libera circolazione, la libera riunione ed associazione etc., è ugualmente tutelato il diritto a non render nota la propria corrispondenza, a non spostarsi mai, a non riunirsi con nessuno, a non professare alcuna fede religiosa etc.

manuale diritto costituzionale 2016


 


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