Disoccupazione a chi rinuncia al rinnovo del contratto di lavoro?
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27 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Disoccupazione a chi rinuncia al rinnovo del contratto di lavoro?

Se l’azienda mi volesse rinnovare il contratto ma io rifiutassi per alcuni motivi personali e di salute, avrei comunque diritto alla disoccupazione?

 

L’assegno di disoccupazione, la cosiddetta Naspi, spetta solo nel caso di interruzione involontaria del rapporto di lavoro: il che significa che vi rientra solo il caso di licenziamento, anche quello per giusta causa, determinato cioè dalla condotta colpevole del dipendente.

 

Le dimissioni volontarie, invece, così come il rifiuto al rinnovo del precedente contratto di lavoro, non danno diritto all’assegno di disoccupazione.

Pertanto, nel caso del lettore cui l’azienda vuole rinnovare il contratto di lavoro, l’Inps sarà tenuta a negare la Naspi se dovesse risultare che l’interruzione del rapporto è avvenuta per volontà del dipendente e non del datore di lavoro.

 

In teoria, quindi, ragionando per ipotesi e senza ovviamente voler suggerire un tale comportamento, il dipendente che voglia ottenere l’assegno di disoccupazione dall’Inps dovrebbe commettere una condotta tanto grave da decretarne il licenziamento, sia esso per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. In alternativa, e più semplicemente, l’interessato potrebbe chiedere al datore di lavoro un licenziamento formale con rinuncia all’impugnazione fatta davanti ai sindacati (così garantendo a quest’ultimo la non impugnazione del licenziamento medesimo).

Insomma, per ottenere la Naspi, deve essere l’azienda a mandare via il lavoratore e non quest’ultimo a farlo di sua spontanea volontà.


 


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