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Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2016

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Lo sai che? Come rispondere a una contestazione

> Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2016

In presenza di infrazioni non gravi del regolamento aziendale, il datore di lavoro può inviare al lavoratore una lettera di contestazione: come rispondere?

 

 

Contestazione: cos’è?

Una lettera di richiamo è un ammonimento redatto in forma scritta e utilizzato dal datore di lavoro per riprendere un lavoratore che si è comportato in maniera inadeguata sul luogo di lavoro. Non si deve trattare per forza di cose di comportamenti gravi (se così fosse di procederebbe direttamente al licenziamento per giusta causa) ma di piccole infrazioni, soprattutto se previste dal regolamento aziendale. Si persi a Tizio, dipendente dell’azienda Alfa, che si assenta dal lavoro spesso e senza giustificazioni o che arriva sul posto di lavoro in ritardo, rallentando i tempi dei colleghi nello svolgimento delle loro mansioni o, ancora, che utilizza il computer aziendale per usi personali. Egli si vedrà sicuramente recapitare una lettera di contestazione di cui, nel caso di una futura causa legale, il datore potrà avvalersi come prova di essersi prodigato nel cercare di salvaguardare il rapporto di lavoro con il dipendente ammonito.

Contestazione: cosa c’è scritto?

La lettera di richiamo è inviata dal datore di lavoro al lavoratore tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o consegnata a mani: al suo interno, solitamente, il lavoratore leggerà un avvertimento in cui gli si dice, in sostanza, che se non modificherà l’atteggiamento potrà subire conseguenze gravi fino ad arrivare al licenziamento, in caso di comportamenti recidivi. Naturalmente, sarà cura del datore di lavoro indicare nella lettera il motivo del richiamo.

Dunque, ricapitolando, una lettera di richiamo ben redatta deve necessariamente contenere:

  1. l’indicazione esatta del comportamento illegittimo e contestato,
  2. la richiesta esplicita di correggerlo,
  3. le eventuali conseguenze giuridiche a cui il dipendente va incontro se continua nell’errore.

Contestazione: come rispondere?

Il fatto che il lavoratore si veda ricapitare una lettera di tal genere non significa, in automatico, che sia lui ad essere nel torto: molto spesso, la lettera costituisce manifestazione di un vero e proprio abuso di potere della parte datoriale (si veda, sull’argomento Mobbing: per le vessazioni responsabile il datore e il capo reparto). Cosa si deve fare in questi casi? Innanzitutto, la regola di base, è che sul posto di lavoro, soprattutto quando si tratta dei rapporti con il proprio capo, l’obiettivo principale è quello di preservare la stima e il rispetto reciproci. Dunque, è inutile scrivere una risposta dai toni e dai contenuti provocatori, con l’effetto di inasprire notevolmente la situazione.

La legge dice che sia in caso di comportamento scorretto del dipendente, sia in caso di un abuso di potere da parte del datore di lavoro, si deve rispondere alla lettera di contestazione con una lettera di difesa entro cinque giorni, anche chiedendo l’intervento del sindacato e l’aiuto da parte di un assistente sindacale. La risposta può avvenire sia per iscritto che in forma orale.

Per quanto concerne, nello specifico, il contenuto della risposta il lavoratore può scegliere tra due alternative:

  1. riconoscere la condotta scorretta, rendendo al datore di lavoro le proprie scuse, meglio se accompagnate da una indicazione delle ragioni per le quali si è tenuto un certo comportamento;
  2. non riconoscere la scorrettezza della condotta o, addirittura, l’esistenza dei fatti che gli vengono imputati. In questo caso, bisogna essere molto precisi nell’indicare tutte le circostanze e gli elementi in proprio favore (sono vere le accuse che ci vengono fatte? O sono frutto di un malinteso?), avendo cura, allo stesso tempo, di evitare un linguaggio rissoso, nervoso, al fine di conservare un buon rapporto con l’impresa per la quale si lavora.

Come si può capire è bene, comunque, adottare un comportamento educato, considerando che il solo fatto di avere ricevuto una lettera di richiamo implica che il datore di lavoro ci tiene sotto osservazione. Si ricorda, infatti, che anche nel caso in cui abbiamo deciso di lasciare il posto di lavoro per andare altrove, può accadere che la nuova impresa chieda al vecchio datore di lavoro le referenze, motivo che ci dovrebbe spingere da solo ad evitare scontri evitabili.

 

Contestazione: cosa può succedere dopo la risposta?

Dopo aver ricevuto la risposta, il datore di lavoro potrà scegliere se procedere o meno con il provvedimento disciplinare: nel primo caso, egli deve registrare per iscritto le proprie motivazioni, specificando le ragioni per le quali ritiene che le difese del lavoratore non meritino accoglimento e comunicando tale decisione entro 10 giorni. Nel secondo caso può decidere di accogliere le giustificazioni del dipendente e proseguire nel rapporto di lavoro standard, senza che sia necessaria alcuna comunicazione per iscritto: semplicemente, la questione si dovrà considerare risolta trascorso il decimo giorno dal colloquio chiarificatore (o di ricevimento della lettera di risposta).

Contestazione: e se il dipendente decide di non replicare?

Resta inteso che il dipendente non è assolutamente obbligato a rispondere ad una lettera di richiamo. Facile intuire, tuttavia, che, rimanendo nel silenzio e non fornendo alcun cenno di riscontro, si accettano in modo implicito i richiami e tutte le conseguenze che potrebbero derivarne.


Contestazione: fac-simile lettera di risposta

RACCOMANDATA A.R.

Oggetto: risposta a lettera di richiamo

Spett.le…,

con la presente desidero rispondere alla lettera di richiamo del … da me ricevuta il giorno … nella quale mi viene contestato ……

Desidero fare presente …… (spiegare il comportamento contestato)

(Se si ammettono colpe)

Vi chiedo di scusarmi per avere tenuto un comportamento contrario ai miei doveri e mi impegno per evitare che in futuro si ripetano situazioni di questo tipo.

(Se non si ammettono colpe)

Spero che possiate comprendere le mie ragioni e mi impegno per evitare che in futuro possano ripetersi incomprensioni di questo tipo.

Cordiali saluti

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