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Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2016

Lo sai che? Scuola: i diritti dell’insegnante supplente

> Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2016

La Cassazione detta le regole sul rinnovo dei contratti degli insegnanti precari. Ma come funzionano le proroghe per maternità o per cambio di tipo di assenza?

Ci è voluta una sentenza della Corte di Cassazione [1] per fare chiarezza sulle regole che devono essere applicate sui contratti a termine di insegnanti supplenti e personale ausiliario, tecnico e amministrativo della scuola.

L’importanza di questa sentenza consiste nel fatto che la Suprema Corte elenca i diritti dell’insegnante supplente ma anche del resto del personale precario. É possibile, così, avere un percorso netto da seguire ed evitare inutili litigi. Inoltre, chiarisce ogni dubbio a riguardo, la legge che disciplina il rapporto di lavoro a tempo determinato del personale della scuola [2]. Vediamo, allora, quali sono i diritti dell’insegnante supplente sanciti dalla Cassazione.

Punto primo: l’insegnante (come il personale ausiliario) che ha lavorato con un contratto a termine per 36 mesi – anche non continuativi – non può essere costretto a firmare un nuovo contratto a tempo determinato. La reiterazione per un periodo superiore a 3 anni, dice la Cassazione, è illegittima, soprattutto se proposta per coprire cattedre e posti vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre di ogni anno.

Tuttavia, ciò non significa che debba essere instaurato un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, perché questa procedura sarebbe contraria alle norme costituzionali sull’accesso al lavoro pubblico. Se sono previsti 100 posti, non si può avere 101.

Quali diritti ha l’insegnante supplente allora? Se il suo contratto a termine ha superato in modo illegittimo il tetto dei 36 mesi prima del 16 luglio 2915 [3], succede questo: la misura di stabilizzazione prevista dalla legge deve diventare proporzionata, effettiva e sufficiente a sanzionare l’abuso. Come? Attraverso il piano di copertura dei posti in organico di diritto, o con l’assegnazione effettiva del posto o con l’accesso privilegiato al pubblico impiego non appena sia possibile.

In altre parole: quando un insegnante supplente ha lavorato per più di 36 mesi a tempo determinato deve ottenere il primo posto fisso libero o quello appena disponibile. Se sono previsti 100 posti e ad oggi l’organico è di 99, ha diritto ad occuparne il 100esimo.

Se, di fronte ad una reiterazione illegittima del contratto a termine, l’insegnante supplente non è stato stabilizzato o non ha ricevuto alcuna certezza sul suo futuro, il docente precario ha diritto al risarcimento del danno con una somma compresa tra le 2,5 e le 12 mensilità.

Fin qui ciò che ha stabilito la Corte di Cassazione in termini generali, per quanto riguarda il tetto dei 36 mesi dei contratti a termine. Ma quali sono i diritti dell’insegnante supplente a seconda del tipo stesso di supplenza?

Diciamo intanto che, secondo la legge, se per ragioni di continuità didattica, quando al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro o altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo, da giorno libero dall’insegnamento o da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei confronti dello stesso supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto [5]. Insomma, per sostituire lo stesso insegnante non si manda a casa un supplente e se ne prende un altro.

Ma vediamo caso per caso come devono essere trattate le proroghe dei contratti.

Insegnante supplente: la proroga per cambio di tipologia di assenza

Se cambia il tipo di assenza del titolare, quali sono i diritti dell’insegnante supplente? Il suo diritto alla proroga del contratto non decade: quello che conta, infatti, è che il titolare è assente per un ulteriore periodo di tempo, non il motivo per cui c’è bisogno ancora del supplente. Tanto più che nessuna normativa impone al titolare di rientrare tra un’assenza e l’altra, anche se cambia il motivo del congedo. Pertanto se, ad esempio, il contratto dell’insegnante supplente è fino al venerdì ma il titolare presenta un nuovo certificato il giorno stesso, il supplente ha diritto al rinnovo della proroga del contratto dal giorno successivo.

Insegnante supplente in effettivo servizio o in maternità

A volte la vita, e quindi anche la scuola, presenta delle casualità. Così può darsi che un insegnante supplente abbia bisogno a sua volta di una supplenza. Chi dei due docenti ha diritto alla proroga del contratto?

La legge prevede che, per tutelare la continuità didattica della scuola, l’insegnante  supplente che presta effettivo servizio abbia diritto alla proroga del contratto. Quindi il supplente del supplente. Ma che succede con il supplente del titolare?

Non perdiamoci in giochi di parole e facciamo un esempio concreto. Il titolare non c’è (perché in malattia oppure usufruisce del congedo previsto dalla legge 104 per assistere a lungo un parente gravemente malato). Deve rientrare il 1 giugno. Al suo posto arriva una supplente. Che, però, dopo pochi mesi deve assentarsi per un motivo diverso da quello della maternità (deve assistere il figlio in ospedale, deve sottoporsi ad un breve intervento). Anche lei, a questo punto, ha bisogno di essere sostituita da un altro insegnante. La prima supplente avrà diritto a vedersi riconosciuto il servizio fino alla fine del congedo del titolare, non fino al giorno in cui viene sostituita [6]. Quindi fino al 1 giugno. L’insegnante che sostituisce la supplente avrà un contratto fino alla scadenza del congedo del titolare. Sempre fino al 1 giugno. Ma se il titolare non rientra in quella data perché deve prolungare l’assenza, sarà il sostituto della prima supplente ad avere diritto alla proroga del contratto, in quanto è l’insegnante in effettivo servizio al 1 giugno.

A meno che la prima supplente rientri al lavoro almeno il 31 maggio. In questo caso sarà lei ad essere in effettivo servizio e ad avere diritto alla proroga del contratto.

Ma quali sono i diritti dell’insegnante supplente se resta incinta? E quali sono quelli dell’insegnante supplente che deve sostituirla? Chi dei due ha diritto alla proroga del contratto? Entrambi. Perché?

Perché il contratto nazionale prevede che, solo nel caso in cui la supplente del titolare sia in stato di gravidanza, la sua assenza venga considerata come servizio effettivamente prestato. E che, quindi, abbia diritto alla proroga del contratto. Così come avrà diritto alla proroga l’insegnante che abbia sostituito la supplente in maternità. In altre parole: la proroga del contratto spetterà ad entrambi perché entrambi saranno legalmente in effettivo servizio. Devono solo sperare che il titolare rientri il più tardi possibile. Purché stia bene di salute, si capisce.

note

[1] Cass. sent. 23866/2016.

[2] Dlgs. n. 297/94 non sostituito dal Dlgs. n. 368/2001.

[3] Entrata in vigore della legge n. 107/2015.

[4] Cass. sent. 5072/2016.

[5] Art. 7, co. 4, D.M. 131/2007.

[6] Art. 12, co. 2, CCNL/2007.

Autore immagine: Pixabay.com

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