Cos’è una sanatoria e come funziona?
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28 Nov 2016
 
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Cos’è una sanatoria e come funziona?

Cosa si intende per sanatoria: i vari casi di sanatoria edilizia, condono, sanatoria fiscale e sanatoria di lavoratori immigrati irregolari.

 

Quando si parla di sanatoria si intende un atto amministrativo (ad esempio, quello emesso dal Comune) o legislativo (una legge del Parlamento, un decreto del Governo, ecc.) che cancella le sanzioni previste dalla legge per un determinato comportamento posto dai cittadini. Con la sanatoria l’ordinamento rinuncia ad agire legalmente contro i responsabili di azioni illegali o normalizzano situazioni precarie o irregolari.

Dunque, la sanatoria rende automaticamente legale ciò che, al momento della sua realizzazione, era invece da considerarsi illegale. In altre parole, la sanatoria ha effetto retroattivo, poiché chi l’ottiene, può confidare nella non punizione anche per il passato.

 

Gli esempi più importanti di sanatoria sono nel settore edilizio e in quello fiscale. Nel primo caso, si parla di sanatoria tutte le volte in cui una costruzione, realizzata dal cittadino senza la dovuta autorizzazione amministrativa, ottiene una concessione a posteriori. La sanatoria, in questo caso, è subordinata al fatto che l’opera sia comunque conforme agli strumenti urbanistici sin dalla sua realizzazione. Si può sanare, cioè, un immobile per il quale non sia stato richiesto il permesso a costruire purché, comunque, esso non violi le norme in tema di sicurezza degli edifici, di impatto ambientale, ecc.; così, ad esempio, non si può mai sanare un abuso edilizio perché contrario alle regole antisismiche. Si può invece sanare una mansarda che non mina alla stabilità del palazzo se per essa il proprietario non ha mai presentato la richiesta di autorizzazione al Comune.

In materia edilizia, si distingue tra sanatoria, che proviene da un provvedimento amministrativo, e condono che invece è la conseguenza di una legge speciale. La prima quindi è rivolta solo a chi ne fa espressa richiesta, mentre la seconda si riferisce a tutti i cittadini che si trovino in una medesima condizione e si applica automaticamente ad essi (di norma, subordinatamente alla presentazione di una domanda). In questo modo con il condono e la sanatoria, i cittadini possono evitare le conseguenze penali di un eventuale reato di abuso edilizio.

 

Un secondo tipo di sanatoria è quello di natura fiscale. È il caso in cui, ad esempio, vengono condonati i debiti con l’erario per determinate prestazioni o importi mai pagati dal contribuente. L’Unione europea ha posto regole stringenti alla possibilità di “condonare” i debiti Iva, poiché si tratta di un’imposta comunitaria.

In passato, le sanatorie fiscali sono state concesse quasi sempre per importi di risicato valore, in modo da non incentivare l’evasione fiscale e rendere la stessa una sorta di scommessa. Inoltre, è piuttosto rara una sanatoria che cancelli l’intero debito: più frequente quella che abbuona solo alcune voci, come interessi, sanzioni, more.

La sanatoria si può collegare alle cartelle di pagamento – quando cioè il debito è ormai stato iscritto a ruolo – o al precedente atto di accertamento fiscale (prima, cioè, che lo stesso venga “passato” all’Agente della riscossione per il pignoramento).

L’ultima sanatoria di questo tipo è proprio dei nostri giorni e riguarda i ruoli affidati a Equitalia dal 2000 al 2016. Essa è meglio conosciuta con il nome rottamazione o definizione agevolata dei ruoli.

 

Esiste anche la sanatoria in materia di lavoratori immigrati irregolari. L’ultima è del 2013. Con essa si tende a regolarizzare e favorire l’emersione del lavoratori stranieri in nero privi peraltro dei permessi di soggiorno. Essa ha comportato l’archiviazione dei procedimenti penali e amministrativi a carico del lavoratore immigrato.

 

Per sapere come funziona una sanatoria è bene leggere il provvedimento legislativo che l’autorizza o, nel caso di atti amministrativi, affidarsi a un professionista del settore che possa svolgere le relative pratiche presso l’ente di competenza.


Autore immagine: Pixabay.com

 


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