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Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

Lo sai che? Quanto dura una causa di separazione o di divorzio?

> Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

Poche settimane per una separazione consensuale, qualche mese per quella giudiziale. Da sei a 12 mesi per il divorzio breve. Dipende dai figli (e dai soldi).

Un secondo a pronunciare la parola «addio». Qualche mese per metterla in pratica. Tanto dura mettere la parola fine ad un matrimonio. La legge [1] ha accorciato i tempi per sciogliere il vincolo coniugale, che sia tramite una separazione o un divorzio. Certo, i tempi si possono allungare se sorgono delle complicazioni, soprattutto se le parti (cioè il marito e la moglie) non trovano un accordo e si danno appuntamento davanti al giudice. Quindi, quanto dura una causa di separazione o di divorzio?

E’ importante avere ben chiaro il concetto di separazione e di divorzio perché sono due cose diverse. La prima pone fine alla convivenza, la seconda implica lo scioglimento completo di ogni vincolo, eredità compresa.

Quanto dura una causa di separazione

Partiamo dalla separazione, cioè dall’atto formale tramite il quale marito e moglie decidono di non essere più in grado di vivere un solo minuto di più insieme. Non solo per il loro benessere psicologico ma anche per quello dei loro figli, se ce ne fossero. Il primo passo è ovvio: uno dei due, valige in mano, chiude dietro di sé la porta di casa e se ne va per conto proprio. Tuttavia, è meglio che si porti dietro le chiavi: può sempre ripensarci (naturalmente con il consenso dell’altro o dell’altra). Il Codice civile, infatti, sancisce che la separazione non cessa soltanto gli obblighi contratti dalla coppia nel momento in cui si è sposata: la convivenza sotto lo stesso tetto, la comunione dei beni e l’obbligo di fedeltà reciproco. Non necessariamente in quest’ordine. Non cambia nulla, invece, per quanto riguarda gli altri obblighi: vincoli economici e rapporti con i figli, specie se minorenni, con disabilità o maggiorenni non autosufficienti.

Quanto dura una causa di separazione? La nuova legge consente di completare le pratiche per la separazione in modo più veloce e semplice grazie alla negoziazione assistita di un avvocato e senza dover scomodare un giudice. Ma i tempi, comunque, dipendono dal fatto che si tratti di una separazione consensuale o giudiziale. A meno che non si scelga la separazione di fatto. Uno dei due se ne va via, senza bisogno di sottoscrivere alcunché. Ovviamente, questa scelta non comporta legalmente la fine del matrimonio e nemmeno la decorrenza dei termini per ottenere il divorzio.

La separazione consensuale comporta lo scioglimento legale del matrimonio di comune accordo tra marito e moglie. Si tratta di un atto formale temporaneo in attesa dell’eventuale successivo divorzio (a meno che quello con le valige e le chiavi in tasca non torni indietro e tutto si risolva come minimo con un abbraccio). Saranno sempre i coniugi a stabilire le condizioni della separazione e l’affidamento dei figli minorenni.

In caso di separazione consensuale, i coniugi si recano presso la cancelleria del Tribunale per chiedere udienza con il presidente ed ottenere il decreto di omologazione. In pratica il timbro per essere ufficialmente separati. Entrambi devono presentare al cancelliere il proprio documento d’identità ed il ricorso contenente:

  • l’indicazione del Tribunale competente;
  • i dati anagrafici dei coniugi;
  • le ragioni che hanno portato alla richiesta di separazione;
  • l’eventuale presenza di figli e le indicazioni sull’accordo per il loro affidamento;
  • certificato di residenza;
  • stato di famiglia;
  • estratto dell’atto di matrimonio;
  • scheda Istat (rilevazione statistica su chi, come e perché si separa);
  • contributo unificato di 43 euro.

Depositato il ricorso, nell’arco di 15 giorni si contatta la cancelleria per sapere a che punto è la pratica e la data dell’udienza. Dopo essersi presentati davanti al giudice, in pochi giorni si avrà la copia autenticata dell’omologazione, da presentare allo Stato civile. A quel punto, la separazione è effettiva.

Separazione consensuale senza Tribunale

La legge propone due alternative al Tribunale quando si vuole accorciare i tempi della separazione consensuale: la negoziazione assistita e la separazione presso gli uffici del Comune.

La negoziazione assistita evita il ricorso al giudice se ogni coniuge si fa assistere da un avvocato. Se la coppia non ha dei figli minori, gli accordi presi da marito e moglie vengono trasmessi al Procuratore della Repubblica. Se ci sono, invece, dei figli minori, il pubblico ministero dovrà avere l’accordo entro 10 giorni per valutare se è stato definito nell’interesse dei ragazzini. Se tutto fila liscio, l’intesa viene approvata e la separazione diventa effettiva.

Se, però, il pubblico ministero ritiene che l’accordo non tutela gli interessi dei figli, invia entro 6 giorni gli atti in Tribunale affinché nell’arco di un mese venga fissata un’udienza. Quanto dura la causa di separazione in questo caso? Ovviamente si allunga, sempre per salvaguardare gli interessi dei più deboli. Ma il tutto dovrebbe risolversi in un paio di mesi.

L’altra possibilità è quella della separazione presso gli uffici del Comune. Possibilità, però, esclusa per le coppie che hanno figli minori. Chi, invece, non ha figli oppure ce li ha maggiorenni può recarsi presso l’ufficio dello Stato Civile, anche senza l’avvocato, e sottoscrivere un accordo. In poche settimane, la separazione è fatta.

Quanto dura la causa per separazione giudiziale

A differenza della separazione consensuale, la separazione giudiziale prevede un passaggio obbligato in Tribunale per la mancanza di un accordo tra i coniugi che vogliono mettere la parola fine al loro matrimonio. In questo caso, marito e moglie avranno bisogno dell’assistenza di un avvocato. I tempi dettati dalle udienze (ed i costi) saranno più elevati. Qui si parla di qualche mese, a seconda della cadenza con cui verranno fissate le udienze da Tribunale.

Quanto dura una causa per divorzio breve

La nuova legge sul divorzio breve [2] accorcia i tempi per rompere definitivamente un matrimonio, ma con una distinzione: chi, con le modalità che abbiamo visto prima, avrà intrapreso la via della separazione consensuale potrà divorziare entro sei mesi anziché tre anni anche in presenza di figli minorenni. Chi, invece, è finito in Tribunale con una causa di separazione giudiziale, dovrà attendere 12 mesi anziché tre anni.

Come per la causa di separazione, anche la causa di divorzio prevede la possibilità della negoziazione assistita da un avvocato per ciascun coniuge. Ci sarà sempre un pubblico ministero che valuterà se l’accordo raggiunto tra marito e moglie tutela i figli. Se l’esito è negativo, l’intesa finisce entro cinque giorni sul tavolo del presidente del Tribunale competente. Gli avvocati devono poi trasmettere l’atto all’ufficiale di stato civile del Comune entro 10 giorni. A distanza di sei mesi, marito e moglie diventeranno “ex”.

Ma anche per un divorzio è possibile fare a meno dell’avvocato, recandosi direttamente dal sindaco del Comune di residenza. Purché non ci siano figli minori o maggiorenni bisognosi di tutela, oppure ci sia la necessità di effettuare dei trasferimenti patrimoniali.

note

[1] Legge n. 162/2014.

[2] Legge n. 55/2015.

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