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Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

Lo sai che? La lavanderia deve essere assicurata?

> Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2016

Chi paga il danno procurato ad un capo mandato in tintoria? C’è l’obbligo di una polizza da parte della lavanderia? Diritti e doveri di artigiano e cliente.

Non esiste alcuna norma che obblighi la lavanderia a stipulare una polizza assicurativa. Esiste, però, un accordo tra le associazioni di categoria e quelle dei consumatori per tutelare chi manda un capo a lavare e poi si trova una brutta sorpresa. Ma per tutelare anche chi deve lavare un capo e poi nessuno lo ritira.

Insomma, la lavanderia non deve essere per forza assicurata. Altro discorso è che decida per conto proprio di sottoscrivere una polizza contro i danni procurati ai capi di abbigliamento o contro lo smarrimento di maglioni, pantaloni o coperte. Scelta, peraltro, sempre più frequente.

Quindi, se la lavanderia non è obbligata ad essere assicurata, cosa può fare il cliente in caso di danneggiamento o smarrimento dei capi che ha mandato a lavare?

Danni da lavanderia: cosa fare

Appurato che la lavanderia non è obbligata ad essere assicurata per forza, per contestare un disservizio il cliente può fare riferimento all’accordo tra associazioni di settore e di consumatori. Adiconsum, Adoc, Federconsumatori e Acu da una parte e con Anil Confartigianato, Satla-Cna e Casartigiani dall’altra hanno sottoscritto la Convenzione Nazionale sulle condizioni generali di prestazione del servizio tintoria e lavanderia. L’intesa stabilisce obblighi e responsabilità, sancisce chi paga il danno provocato da una lavanderia e quando un cliente può reclamare o quando, invece, non può fare nulla.

Quali sono gli obblighi della lavanderia?

  • rilasciare al cliente una ricevuta datata con la descrizione dei capi ed il termine di consegna;
  • osservare le indicazioni dell’etichetta del capo. Se l’etichetta mancasse, la lavanderia deve farlo presente al cliente ed, eventualmente, attenersi alle sue istruzioni per trattare il capo;
  • dire al cliente che non è in grado di effettuare il lavoro in modo accurato ed, in questo caso, rifiutare la commessa. A meno che, per iscritto, concordi con il cliente di tentare il miglior risultato possibile, anche se non perfetto;
  • la lavanderia è responsabile della consegna dei capi ad una persona non munita di ricevuta.

Invece, quali sono i doveri ed i diritti del cliente della lavanderia?

  • il cliente ha diritto allo sconto del 20% se la lavanderia consegna il capo con un ritardo di 10 giorni rispetto alla data concordata. Ma ha il dovere di pagare il 10% in più per ogni mese o frazione di mese di ritardo nel ritiro del capo consegnato alla lavanderia. I capi non ritirati rimangono sotto la responsabilità del negozio per sei mesi;
  • il cliente deve controllare lo stato dei capi consegnati al momento del ritiro. Se ha qualcosa da ridire, deve presentare reclamo entro e non oltre due giorni;
  • il cliente deve comunicare alla lavanderia il valore di un capo se supera i 500 euro;
  • il cliente può ritenere smarrito un capo consegnato alla lavanderia dopo 90 giorni dalla data di consegna stabilita.

Ma quando il danno, ormai, è fatto cosa può fare il cliente? Innanzitutto, chiedere alla lavanderia il risarcimento o, nel caso fosse assicurata, avanzare alla compagnia di assicurazioni la richiesta del risarcimento. In entrambi i casi basta una raccomandata a/r in cui si spiega il danno e alla quale, se possibile, si allega lo scontrino che riporta il prezzo pagato per il capo danneggiato.

Se la richiesta di risarcimento viene rifiutata, il cliente ha il diritto di rivolgersi al Giudice di pace, il quale si pronuncerà in merito. Il cliente può presentare come prove lo scontrino riguardante l’acquisto del capo ed una semplice fotografia che dimostri i danni riportati. La lavanderia può liberarsi dalle sue responsabilità solo se riesce a dimostrare che il danno è stato procurato in modo fortuito, cioè per cause ignote.

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