Garante del contribuente, cos’è e come funziona
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28 Nov 2016
 
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Garante del contribuente, cos’è e come funziona

Come presentare un ricorso al garante del contribuente e come denunciare la violazione di uno dei diritti da parte dell’Agenzia delle Entrate, dell’Agente della riscossione o di qualsiasi altro organo dell’amministrazione finanziaria.

 

Il Garante del contribuente è un organo a disposizione dei cittadini che hanno problemi con il fisco: sebbene poco utilizzato, esso può essere una valida alternativa al ricorso in autotutela o al tribunale. Come dice, infatti, la parola stessa, il Garante corre in soccorso del contribuente tutte le volte in cui questi presenti un apposito ricorso (leggi Come fare ricorso al Garante del contribuente).

 

 

Come funziona il Garante del Contribuente?

A stabilire il funzionamento del Garante del Contribuente è una legge del 2000 il cui testo riportiamo integralmente in nota [1]. È nominato dal presidente della Commissione tributaria regionale, è presente in ogni direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate ed è organo monocratico.

 

Tutte le volte in cui il cittadino intende denunciare una disfunzione, un’irregolarità o una scorrettezza commessa dall’amministrazione finanziaria, non ha che da presentare un ricorso scritto (o meglio, segnalazione) al Garante affinché questi ripristini il rispetto della legge.

 

Si può ricorrere al Garante a condizione che non si sia già iniziato il ricorso in tribunale. Questo è il terzo limite del Garante. Poiché infatti il ricorso al Garante del Contribuente non sospende i termini per l’impugnazione dell’atto e poiché la sua risposta potrebbe intervenire quando ormai è troppo tardi per procedere giudizialmente, il contribuente potrebbe ritenere più conveniente presentare subito un regolare ricorso al giudice. Il ricorso al Garante, allora, assume una funzione residuale, come estrema spiaggia in tutti quei casi in cui siano spirati i termini per l’impugnazione.

 

Ricevuta la denuncia del contribuente, il Garante verifica se, effettivamente, sussiste qualche irregolarità nell’operato dell’amministrazione e, in caso positivo, tenta di convincere l’ufficio a modificare il proprio comportamento. Il vero limite del Garante è proprio qui: a differenza del giudice, egli non può influire sull’operato dell’Agenzia delle Entrate o di qualsiasi altro ente, ma può solo richiedere una correzione del comportamento, senza che il suo parere sia vincolante. In buona sostanza, l’amministrazione può continuare «a fare di testa sua». Non è detto, quindi, che il ricorso al Garante del contribuente abbia effetto risolutivo, ma – come si suol dire spesso in questi casi – è «qualcosa in più» e, visto che è anche gratuito e non richiede l’intervento di professionisti a difesa dell’interessato, val la pena tentare, specie quando è in gioco una vistosa anomalia.

 

Per iniziare un ricorso al Garante del contribuente è necessario redigere per iscritto la vicenda e denunciare le proprie ragioni. Il cittadino dovrà anche allegare tutta la documentazione con cui dimostra quanto affermato, assumendosene anche la responsabilità.

 

Qui ci si scontra con il secondo limite del Garante: egli è preposto a tutelare il contribuente nei confronti di “comportamenti” e non di atti di amministrazione, per i quali, invece, esiste l’impugnazione specifica davanti alla Commissione Tributaria Provinciale. In questo senso, il Garante assicura il rispetto dei principi dello Statuto dei diritti del contribuente, con riguardo alla tutela dell’affidamento e della buona fede.

Questo significa, in termini più pratici, che le denunce del contribuente riguardano di solito i cosiddetti “interessi semplici”, quelle posizioni cioè che non potrebbero essere tutelate davanti al giudice. Qualche esempio? Il garante potrebbe entrare in gioco per correggere un errore grossolano come il calcolo dell’avviamento commerciale per la vendita dell’attività, in cui l’ufficio – nonostante le ripetute segnalazioni del contribuente – anziché prendere come base imponibile da tassare l’importo dell’aggio (vendita di un’edicola) abbia considerato il volume d’affari dell’incasso dei giornali e riviste (importo di copertina). Ed ancora: il garante potrebbe essere chiamato a intervenire in caso di ritardo nell’erogazione di un rimborso Iva per inattività del funzionario.

 

 

Entro quanto tempo deve rispondere il Garante del Contribuente?

La legge gli assegna trenta giorni e gli impone di attivare le procedure di autotutela nei confronti di atti amministrativi di accertamento o di riscossione notificati al contribuente.

Al termine del procedimento il Garante comunica l’esito dell’attività svolta sia alla direzione regionale o compartimentale o al comando di zona della Guardia di finanza competente sia agli organi di controllo, informandone l’autore della segnalazione.

 

A tal fine il Garante del contribuente può rivolgere raccomandazioni ai dirigenti degli uffici ai fini della tutela del contribuente e della migliore organizzazione dei servizi.

 

Il Garante del contribuente ha inoltre il potere di accedere agli uffici finanziari e di controllare la funzionalità dei servizi di assistenza e di informazione al contribuente nonché l’agibilità degli spazi aperti al pubblico.

 

Qualora il Garante dovesse riscontrare casi di particolare rilevanza in cui i comportamenti dell’amministrazione determinano un pregiudizio dei contribuenti o conseguenze negative nei loro rapporti con l’amministrazione, li segnala al direttore regionale o compartimentale o al comandante di zona della Guardia di finanza competente e all’ufficio centrale per l’informazione del contribuente, al fine di un eventuale avvio del procedimento disciplinare.

 

Come detto, l’utilità del ricorso al Garante si basa sulla sua capacità di persuasione verso gli uffici, ai quali comunque non può imporre la condotta che ritiene doverosa.


[1] Art.13 L. 212/2000.

Presso ogni direzione regionale delle entrate e direzione delle entrate delle province autonome é istituito il Garante del contribuente.

Il Garante del contribuente, operante in piena autonomia, è organo monocratico scelto e nominato dal presidente della commissione tributaria regionale o sua sezione distaccata nella cui circoscrizione è compresa la direzione regionale dell’Agenzia delle entrate, tra gli appartenenti alle seguenti categorie: (3)

a) magistrati, professori universitari di materie giuridiche ed economiche, notai, sia a riposo sia in attività di servizio;

[b) dirigenti dell’amministrazione finanziaria e ufficiali generali e superiori della Guardia di finanza, a riposo da almeno due anni, scelti in una terna formata, per ciascuna direzione regionale delle entrate, rispettivamente, per i primi, dal direttore generale del Dipartimento delle entrate e, per i secondi, dal Comandante generale della Guardia di finanza;] (4)

c) avvocati, dottori commercialisti e ragionieri collegiati, pensionati, scelti in una terna formata, per ciascuna direzione regionale delle entrate, dai rispettivi ordini di appartenenza.

L’incarico ha durata quadriennale ed e’ rinnovabile tenendo presenti professionalita’, produttivita’ ed attivita’ gia’ svolta. (1)

Con decreto del Ministro delle finanze sono determinati il compenso ed i rimborsi spettanti ai componenti del Garante del contribuente.

Le funzioni di segreteria e tecniche sono assicurate al Garante del contribuente dagli uffici delle direzioni regionali delle entrate presso le quali lo stesso é istituito.

Il Garante del contribuente, anche sulla base di segnalazioni inoltrate per iscritto dal contribuente o da qualsiasi altro soggetto interessato che lamenti disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative anomale o irragionevoli o qualunque altro comportamento suscettibile di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione finanziaria, rivolge richieste di documenti o chiarimenti agli uffici competenti, i quali rispondono entro trenta giorni, e attiva le procedure di autotutela nei confronti di atti amministrativi di accertamento o di riscossione notificati al contribuente. Il Garante del contribuente comunica l’esito dell’attività svolta alla direzione regionale o compartimentale o al comando di zona della Guardia di finanza competente nonché agli organi di controllo, informandone l’autore della segnalazione.

Il Garante del contribuente rivolge raccomandazioni ai dirigenti degli uffici ai fini della tutela del contribuente e della migliore organizzazione dei servizi.

Il Garante del contribuente ha il potere di accedere agli uffici finanziari e di controllare la funzionalità dei servizi di assistenza e di informazione al contribuente nonché l’agibilità degli spazi aperti al pubblico.

Il Garante del contribuente richiama gli uffici al rispetto di quanto previsto dagli articoli 5 e 12 della presente legge. 10. Il Garante del contribuente richiama gli uffici al rispetto dei termini previsti per il rimborso d’imposta.

Il Garante del contribuente individua i casi di particolare rilevanza in cui le disposizioni in vigore ovvero i comportamenti dell’amministrazione determinano un pregiudizio dei contribuenti o conseguenze negative nei loro rapporti con l’amministrazione, segnalandoli al direttore regionale o compartimentale o al comandante di zona della Guardia di finanza competente e all’ufficio centrale per l’informazione del contribuente, al fine di un eventuale avvio del procedimento disciplinare. Prospetta al Ministro delle finanze i casi in cui possono essere esercitati i poteri di rimessione in termini previsti dall’articolo 9.

Ogni sei mesi il Garante del contribuente presenta una relazione sull’attività svolta al Ministro delle finanze, al direttore regionale delle entrate, ai direttori compartimentali delle dogane e del territorio nonché al comandante di zona della Guardia di finanza, individuando gli aspetti critici più rilevanti e prospettando le relative soluzioni.

Il Ministro delle finanze riferisce annualmente alle competenti Commissioni parlamentari in ordine al funzionamento del Garante del contribuente, all’efficacia dell’azione da esso svolta ed alla natura delle questioni segnalate nonché ai provvedimenti adottati a seguito delle segnalazioni del Garante stesso.

13 bis. Con relazione annuale, il Garante fornisce al Governo ed al Parlamento dati e notizie sullo stato dei rapporti tra fisco e contribuenti nel campo della politica fiscale. (2)

—–

(1) Il presente comma è stato così modificato prima dall’art. 94 L. 27.12.2002, n. 289 con decorrenza dal 01.01.2003 e poi dall’art. 4, comma 36, L. 12.11.2011, n. 183 (Legge di stabilità) con decorrenza dal 01.01.2012. Si riporta di seguito il testo previgente:

“3. L’incarico ha durata quadriennale ed e’ rinnovabile tenendo presenti professionalita’, produttivita’ ed attivita’ gia’ svolta . Gli altri due componenti sono scelti uno nell’ambito delle categorie di cui alla lettera b) e l’altro nell’ambito delle categorie di cui alla lettera c) del comma 2. ”

(2) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 94 , L. 27.12.2002, n. 289 con decorrenza dal 01.01.2003.

(3) Il presente alinea è stato così sostituito dall’art. 4, comma 36, L. 12.11.2011, n. 183 (Legge di stabilità) con decorrenza dal 01.01.2012. Si riporta di seguito il testo previgente:

“2. Il Garante del contribuente, operante in piena autonomia, é organo collegiale costituito da tre componenti scelti e nominati dal presidente della commissione tributaria regionale o sua sezione distaccata nella cui circoscrizione é compresa la direzione regionale delle entrate e appartenenti alle seguenti categorie:”.

(4) La presente lettera è stata abrogata dall’art. 4, comma 36, L. 12.11.2011, n. 183 (Legge di stabilità) con decorrenza dal 01.01.2012.

 

 

Autore immagine: 123rf com

 


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