Pensione anticipata lavori faticosi, a chi spetta?
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28 Nov 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensione anticipata lavori faticosi, a chi spetta?

Lavori usuranti, gravosi e rischiosi: chi sono i beneficiari dell’Ape sociale, della pensione anticipata quota 41 e della pensione di anzianità agevolata.

 

Non solo gli addetti al lavoro notturno, alle catene di montaggio o ai lavori alle alte temperature, ma anche gli infermieri e gli spazzini: la Legge di bilancio 2017 amplia notevolmente la categoria degli addetti ai lavori faticosi, prevedendo, per loro, diverse possibilità di accesso anticipato alla pensione. Si va dalla “vecchia” pensione di anzianità con quota 97,7, alla pensione anticipata quota 41, sino all’Ape sociale: vediamo, in questa breve guida, quali sono le possibilità di uscita anticipata dal lavoro per gli addetti a mansioni faticose, rischiose e pesanti.

 

 

Addetti ai lavori faticosi

Gli addetti ai lavori faticosi, a partire dalla Legge di bilancio 2017, possono essere divisi in due categorie: gli addetti ai lavori usuranti, individuati da un decreto del 2011 e gli addetti a mansioni gravose o rischiose, individuati dalla nuova Legge di bilancio.

Mentre gli addetti ai lavori usuranti possono beneficiare anche della pensione di anzianità agevolata, gli appartenenti alla nuova categoria possono soltanto fruire, se in possesso di determinati requisiti, della pensione anticipata quota 41 e dell’Ape sociale. Ma cerchiamo di capire, nel dettaglio, chi sono gli appartenenti alle due categorie.

 

 

Addetti ai lavori usuranti

I lavoratori adibiti a mansioni usuranti sono coloro che svolgono una delle lavorazioni elencate in un noto decreto del 2011 [1]: la norma stabilisce l’accesso anticipato alla pensione per chi svolge mansioni particolarmente faticose e pesanti o turni notturni.

La possibilità di pensionamento anticipato, nel dettaglio, vale per chi svolge le seguenti mansioni:

  • lavori in galleria, cava o miniera: si possono ricondurre a queste categorie anche mansioni svolte in ambienti sotterranei con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature;
  • lavorazione del vetro cavo;
  • lavori di asportazione dell’amianto;
  • lavori svolti in spazi ristretti, con carattere di prevalenza e continuità: la norma, per spazi ristretti, intende intercapedini, pozzetti, doppi fondi , blocchi e affini;
  • conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza superiore a 9 posti;
  • lavorazioni a catena o in serie: per quest’ultima casistica, sono comprese anche le ipotesi di chi sia vincolato all’osservanza di un determinato ritmo produttivo, o la cui prestazione sia valutata in base al risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione.

Il beneficio della pensione di anzianità agevolata non è limitato solo ai lavori usuranti in sé, ma è esteso alle mansioni particolarmente faticose e pesanti in base all’orario di lavoro: difatti, rientrano nell’agevolazione anche i lavoratori tenuti a svolgere turni notturni.

In particolare, ha diritto alla pensione anticipata:

  • chi ha svolto lavoro notturno per un numero pari o superiore a 78 giorni all’anno;
  • chi ha svolto lavoro notturno tra le 72 e le 78 giornate all’anno;
  • chi ha svolto lavoro notturno tra le 64 e le 71 giornate all’anno.

Il beneficio, sia per gli impieghi usuranti che per i lavori notturni, spetta se l’attività faticosa è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa. Secondo la Legge di bilancio 2017, non sarà più necessario aver svolto l’attività nell’ultimo anno di vita lavorativa.

 

 

Addetti ai lavori gravosi o rischiosi

Alla “storica” categoria degli addetti ai lavori usuranti si aggiungono, con la Legge di bilancio 2017, ulteriori gruppi di lavoratori che svolgono mansioni particolarmente difficoltose e rischiose:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

I lavoratori appartenenti a questi nuovi gruppi, però, non possono accedere alla pensione di anzianità con le quote alla quale hanno diritto gli addetti ai lavori usuranti, ma soltanto, sussistendone i requisiti, all’Ape sociale o alla pensione anticipata quota 41.

 

 

Pensione di anzianità con le quote: addetti a mansioni usuranti

Gli addetti ai lavori faticosi e pesanti, come individuati dal decreto del 2011, possono beneficiare, come abbiamo detto, della pensione di anzianità con le quote (le quote sono la somma del requisito di età e del requisito di contribuzione). Per ottenere questa pensione, in particolare, è necessario che il lavoratore maturi i seguenti requisiti, entro il 31 dicembre 2017:

– quota (la quota è la somma di età e anni di contributi) pari a 97,7, con:

  • almeno 61 anni e 7 mesi d’età;
  • almeno 35 anni di contributi.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, la quota richiesta è pari a 98,7, con almeno 62 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi.

Dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione, a partire dal 2017 non sarà più necessario attendere la cosiddetta finestra: si tratta del periodo di tempo, pari a 12 mesi per i dipendenti e a 18 mesi per gli autonomi, che deve trascorrere tra la data di maturazione dei requisiti e la decorrenza della pensione. La finestra, per la pensione agevolata per gli addetti ai lavori faticosi, è stata abolita dalla Legge di bilancio 2017.

 

 

Pensione di anzianità con le quote: addetti al lavoro notturno

Per quanto riguarda i lavoratori adibiti a turni notturni, i requisiti sono differenti a seconda del numero di notti lavorate nell’anno:

  • per chi ha lavorato per almeno 78 notti nell’anno i requisiti sono gli stessi previsti per gli addetti agli impieghi particolarmente faticosi e pesanti, cioè quota 97,7, con almeno 61 anni e 7 mesi di età e almeno 35 anni di contributi;
  • per chi ha lavorato tra le 72 e le 77 notti, i requisiti sono:
    • quota 98,7;
    • con un minimo di 62 anni e 7 mesi d’età;
    • ed almeno 35 anni di contributi;
  • per chi ha prestato servizio per un numero di notti tra le 64 e le 71 l’anno, è necessario raggiungere i seguenti requisiti:
    • quota 99,7;
    • almeno 63 anni e 7 mesi d’età;
    • almeno 35 anni di contributi.

I requisiti sono elevati di un anno se il lavoratore possiede contributi da lavoro autonomo.

 

 

Pensione di anzianità: semplificate domande e procedura

Oltre alla semplificazione dei requisiti, la Legge di bilancio 2017 ha anche semplificato le procedure necessarie per la domanda di pensione di anzianità agevolata (ricordiamo che i lavoratori interessati devono presentare all’Inps, entro il 31 marzo dell’anno in cui maturano i requisiti per la pensione, il modulo AP 45 per dichiarare il possesso dei requisiti che danno diritto alla pensione agevolata, assieme alla documentazione necessaria). Una norma successiva dovrà chiarire le nuove modalità semplificate con cui accedere al beneficio.

 

 

Lavori faticosi: pensione anticipata quota 41

Per gli addetti ai lavori usuranti inclusi nel decreto del 2011, ai turni notturni o alle mansioni gravose e rischiose elencate nella Legge di bilancio 2017, è possibile accedere a una nuova tipologia di pensione agevolata, la pensione anticipata quota 41. Si tratta della possibilità di beneficiare della pensione anticipata, anziché con 42 anni e 10 mesi di contributi (per gli uomini) o con 41 anni e 10 mesi di contributi (per le donne), con soli 41 anni di contributi.

In particolare, gli addetti ai lavori faticosi possono pensionarsi con 41 anni di contributi se:

  • possiedono almeno 12 mesi di contributi accreditati prima del compimento del 19° anno di età;
  • i 12 mesi di contributi sono di effettivo lavoro.

Per ottenere questa tipologia di pensione anticipata, dunque, non basta essere addetti a mansioni faticose, ma si deve anche risultare lavoratori precoci.

Inoltre, se si tratta di lavoratori addetti alle mansioni faticose e rischiose elencate dalla nuova legge di bilancio, è necessario aver svolto tali mansioni in modo continuativo negli ultimi 6 anni di vita lavorativa.

La pensione anticipata non è decurtata da alcuna penalizzazione anche per chi si pensiona con meno di 62 anni di età, in quanto la Legge di bilancio 2017 ha abolito i tagli dell’assegno.

Tuttavia, nel periodo che intercorre tra la liquidazione della pensione e la maturazione dei requisiti della pensione anticipata ordinaria (cioè, come abbiamo detto, 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10mesi per le donne), non è possibile cumulare la pensione con i redditi da lavoro.

 

 

Lavori faticosi: Ape sociale

Gli addetti ai lavori faticosi e pesanti possono beneficiare di un’ulteriore possibilità di uscita anticipata dal lavoro, l’Ape agevolata, o Ape sociale. L’Ape sociale è una prestazione di assistenza che consente di pensionarsi prima della maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Per fruire dell’Ape sociale è necessario che gli addetti ai lavori faticosi:

  • possiedano almeno 63 anni di età;
  • possiedano almeno 36 anni di contributi;
  • abbiano trascorso gli ultimi 6 anni di vita lavorativa nello svolgimento di mansioni faticose o rischiose, tra quelle elencate dal decreto del 2011 o dalla Legge di bilancio 2017.

L’Ape sociale, calcolata sulla base della futura pensione, non può superare 1500 euro mensili; è incompatibile con gli ammortizzatori sociali e con i redditi da lavoro che superano 8.000 euro annui.

Per chi appartiene alle categorie elencate dal decreto del 2011, nonché per i lavoratori notturni, può essere più conveniente la pensione anticipata con le quote, se non si è lavoratori precoci, diversamente, se la vita lavorativa non risulta discontinua, riscontra una maggiore convenienza la pensione anticipata quota 41. L’Ape sociale rappresenta invece un’opportunità per gli addetti ai lavori gravosi, come individuati dalla Legge di Bilancio 2017.


[1] D.lgs. 67/2011.

 


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Commenti
4 Dic 2016 jack

i lavoratori automi artigiani sono compresi negli usuranti se pagano l INAIL come rischio alto? (900euro all anno)