Posso garantire il fitto con un’assicurazione?
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2 Dic 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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Posso garantire il fitto con un’assicurazione?

Tutte le caratteristiche della polizza assicurativa e fideiussoria. L’applicabilità alla locazione di immobili.

 

Che cos’è una polizza fideiussoria?

La polizza fideiussoria, più tecnicamente denominata contratto di fideiussione, è un negozio giuridico in cui una parte, chiamata fideiussore, garantisce con il suo patrimonio, l’adempimento, verso il creditore, di un’obbligazione altrui.

 

Disciplinata dalla legge [1], la polizza fideiussoria si caratterizza per la presenza di tre soggetti:

il garante, che emette la polizza, denominato anche fideiussore;

l’altro contraente, cioè il debitore che vuole offrire garanzia per una propria obbligazione;

il beneficiario della polizza, cioè il creditore, che vuole essere garantito per l’obbligo scaturente a suo favore da un altro contratto.

 

Appare evidente, pertanto, che la fideiussione sia richiesta a garanzia dei contratti caratterizzati dalla presenza delle obbligazioni.

 

Il costo che si affronta per ottenere la garanzia descritta è assolutamente variabile: esso dipende dal garante e dalle sue caratteristiche, dalla solidità e capacità economica del debitore garantito nonché dal tipo di garanzia richiesta.

 

Nella pratica, le polizze fideiussorie sono rilasciate da una banca oppure da un assicurazione o da società finanziaria specializzate nel ramo.

 

La procedura, che conduce all’emissione della polizza, varia a seconda della società emittente.

 

In linea di massima, lo scopo del garante è quello di calcolare il livello di rischio della polizza. Eseguita tale valutazione, si procede al calcolo del premio, che si commisura anche in relazione al valore della prestazione garantita e alla durata del contratto.

 

In genere le polizze assicurative o finanziarie richiedono un istruttoria più rapida e meno complessa. Quelle di natura bancaria, sono invece più lente e spesso si caratterizzano per il fatto che la banca pretende a sua volta una garanzia a carico del debitore.

 

In buona sostanza il fideiussore, nel caso di inadempimento del debitore, garantisce e paga al creditore insoddisfatto, dopo di che agisce in rivalsa verso il debitore per ottenere il regresso di quanto è stato versato al creditore. La banca, quindi, si garantisce a sua volta, per questa evenienza.

 

 

Posso chiedere all’inquilino una polizza fideiussoria?

È risaputo che la locazione, soprattutto negli ultimi tempi, sia un contratto rischioso rispetto alla concreta possibilità che l’inquilino non paghi i canoni pattuiti. La procedura di sfratto, infatti, per quanto teoricamente veloce, nella pratica, invece, si rivela abbastanza lunga e farraginosa. Nel frattempo, inoltre, il proprietario è costretto ad affrontare i costi della procedura (spese di giustizia, avvocato e quant’altro) oltre ai canoni non ricevuti. Spesso, infine, il conduttore debitore non ha nulla da perdere da un punto di vista economico e quindi, il proprietario rimane con un danno non recuperabile.

 

La garanzia più comune adottata in tal caso è quella del deposito cauzionale, ma sappiamo un po’ tutti che è assolutamente insufficiente.

 

Un’ottima soluzione, invece, è stipulare una polizza fideiussoria. Con questo contratto, infatti, sarà il fideiussore a garantire il pagamento del fitto non percepito ed eventualmente anche i danni provocati dal conduttore,  per poi rivalersi nei riguardi del medesimo.

 

Tuttavia, non si può negare che i costi di una polizza fideiussoria potrebbero rivelarsi abbastanza alti, rendendo, quindi, poco conveniente per l’inquilino la locazione del vostro immobile.

 

Per questa ragione, il deposito cauzionale resta sempre la garanzia più diffusa adottata per le locazioni.


[1] Artt. 1936 e seg. cod. civ.

 


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