Il proprietario di casa risponde della morosità dell’inquilino
Lo sai che?
29 Nov 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Il proprietario di casa risponde della morosità dell’inquilino

L’amministratore di condominio può esigere dal condomino, padrone di casa che ha dato in affitto l’immobile a un inquilino, somme non pagate da quest’ultimo a condizione che non siano decorsi cinque anni.

 

Che succede se, dopo aver dato in affitto un appartamento, a distanza di diversi mesi da quando l’inquilino se n’è andato, l’amministratore ci chiede alcuni arretrati per spese di condominio da quest’ultimo non versate, ma in verità mai richieste, a suo tempo, dall’amministratore medesimo? Le morosità lasciate dal conduttore (volontariamente o involontariamente) devono essere sanate dal padrone di casa oppure è il condominio che deve andare a perseguire il precedente inquilino?

La risposta è data dalla Cassazione [1]: l’unico soggetto tenuto al pagamento delle spese condominiali, almeno nei confronti del condominio, è il padrone di casa, salvo poi la possibilità per questi di rivalersi contro il proprio affittuario. Anche se nel contratto di locazione è previsto che oneri di condominio siano addebitati all’inquilino, l’amministratore può bussare solo alla porta del padrone di casa, che è, tra i due, il vero condomino.

In ogni caso, la possibilità per l’amministratore di condominio di richiedere arretrati deve essere verificata alla luce della prescrizione che, per gli oneri di condominio, è di 5 anni.

 

Per comprendere meglio la questione facciamo un esempio. Mettiamo che l’amministratore non abbia mai richiesto, per due anni, ai singoli condomini, le quote acqua. Quando lo fa, però, l’inquilino a cui avevamo affittato la nostra casa ha già lasciato l’appartamento. L’amministratore si rivolge a noi, che siamo i padroni dell’immobile, pretendendo il pagamento. Dal canto nostro contestiamo questo comportamento: non essendo mai arrivata, per diversi mesi, una fattura dell’acqua da pagare, non ci è stata data possibilità di chiedere la quota al nostro inquilino, così come il contratto di affitto prevedeva. Chiediamo quindi che sia l’amministratore a pagare per conto nostro a causa della sua negligenza e incuria. Chi ha ragione?

 

La soluzione è abbastanza semplice. Gli oneri condominiali si prescrivono, come detto, dopo cinque anni. Questo significa che l’amministratore è ancora in tempo per chiederci il pagamento delle due annualità precedenti. Peraltro il termine dei cinque anni decorre dalla approvazione delle spese condominiali tramite il consuntivo di gestione da parte dell’assemblea condominiale.

Inoltre in caso di locazione di immobile sito in un condominio, il locatore è l’unico responsabile per le spese di gestione condominiale anche per quelle di competenza del conduttore. Secondo la giurisprudenza, «in tema di spese condominiali non pagate, il debitore è sempre il condomino locatore che, tuttavia, può rivalersi sul conduttore. L’amministratore del condominio, infatti, è legittimato solo nei confronti del proprietario, che è il soggetto tenuto a corrispondere i contributi concernenti i beni e i servizi comuni. Mentre il proprietario può pretendere il versamento dall’inquilino che non vi abbia provveduto direttamente, secondo gli accordi convenuti con il contratto di locazione».


[1] Cass. sent. n. 25781/2009.

[2] Art. 2948 cod. civ., co. 1, n. 4.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti