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Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2016

Lo sai che? Telecamere sulle strade statali: a che cosa servono?

> Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2016

Occhi elettronici per le multe, per controllare auto non assicurate grazie al numero di targa, per contare i veicoli. Non tutte sono autovelox. E Vergilius?

Alcune servono solo a controllare il traffico. Altre servono a controllare chi traffica. Le prime contano quante macchine transitano su una determinata strada. Le altre segnano il numero di targa di chi, su una determinata strada, commette un’infrazione. I dati delle prime finiscono sulle statistiche. I dati delle seconde, sulle multe che poi arriveranno agli automobilisti.

Le strade statali come le autostrade: ora sono seminate di occhi elettronici che scrutano chi viene e chi va. Ma a che cosa servono le telecamere sulle strade statali?

Telecamere sulle statali: il conteggio delle auto

Da Nord a Sud, alcune delle telecamere sulle strade statali seminate dall’Anas servono soltanto a scopo statistico. Almeno così dice l’Azienda che gestisce le statali. Un caso concreto, la superstrada ss36 che collega Milano all’alto lago di Como passando da Lecco. Dall’estate del 2016, il limite di velocità è stato abbassato a 90 km/h, tra le proteste di chi la percorre ogni giorno per lavoro o nel fine settimana per turismo. Tempo qualche settimana ed ecco le telecamere sulla strada che facevano alzare il piede dall’acceleratore o schiacciare di colpo il freno. Niente paura, dice l’Anas. Le telecamere sulla strada statale 36 non sono degli autovelox, ma sono state posizionate “per motivi legati alla pianificazione del traffico”. Che cosa vuol dire? Significa che l’Anas ha investito piloni e telecamere non per dare delle multe agli automobilisti indisciplinati ma per contare quanti veicoli transitano su quella strada in certe ore ed in certi giorni. Puro valore statistico per sapere come pianificare il traffico, cioè per sapere come regolarsi in situazioni particolarmente critiche. E’ probabile che questo valore statistico sia stato utile, ad esempio, quando ad ottobre è crollato proprio sulla ss36 il cavalcavia di Annone Brianza e, in pochi minuti, l’Anas ha dovuto prendere una decisione su come gestire il traffico sulla statale sapendo quanti veicoli transitano a quell’ora, ogni giorno, su quell’arteria. Parliamo, certamente, di un dettaglio in una situazione drammatica. Ma se non servono a questo, a che cosa servono sulle statali le telecamere che l’Anas definisce “di conteggio”?

Telecamere sulle statali: controllo di assicurazione e revisione

Passo successivo nelle intenzioni di chi installa le telecamere sulle strade statali: fare un controllo non solo di quanti veicoli transitano ma di quali sono i veicoli che transitano su un’arteria diversa dall’autostrada. Sono delle auto in regola? Le telecamere possono verificare se ho pagato l’assicurazione o se ho passato la revisione obbligatoria? Automobilisti fuorilegge, tremate: la risposta è sì. Non occorre uno zoom sul tagliando esposto sul parabrezza, tanto meno un infrarosso per vedere nella cartella dei documenti se c’è la ricevuta della revisione. Basta il numero di targa. Milioni di veicoli, secondo il Ministero dei Trasporti e l’Ania, l’Associazione delle compagnie assicurative, vanno in giro senza tagliando. Perché? Alcuni sono rubati, altri appartengono a chi vuole risparmiare sulla polizza senza valutare il danno che possono fare ad altri in caso di incidente. Non saranno così sfortunati da essere fermati dalla Polizia. Non occorre più: oggi basta passare sotto l’occhio delle telecamere sulle strade statali (ma anche sotto quelle posizionate nelle aree urbane).

Questo sistema punisce con una sanzione da 841 euro fino a 3.366 euro. Ma può scattare anche il sequestro del veicolo.

Telecamere sulle statali come autovelox

Naturalmente ci sono anche i cosiddetti “poliziotti elettronici”, cioè le telecamere sulle strade statali che hanno lo stesso scopo dell’autovelox e, quindi, di multare gli automobilisti con il piede pesante sull’acceleratore. Lo stesso concetto delle autostrade riportato sulle strade statali.

Il sistema più innovativo (e temuto) di vigilanza e controllo della velocità tramite telecamere ha un nome di tutto rispetto: Vergilius. Ma, in caso di infrazione, non manda la multa in latino: dice in italiano e a chiare lettere all’automobilista che ha esagerato con la velocità quando e dove è stato beccato e quanto deve pagare la multa. Vergilius è intelligente come gli antichi romani che inventarono, guarda caso, le strade: grazie all’aiuto delle telecamere, riesce a rilevare in contemporanea sia la velocità media sia la velocità istantanea. La prima, è quella con cui si percorre un tratto di strada, da telecamera a telecamera. Se il limite è di 90 km/h, per arrivare da un punto all’altro della statale entro i limiti di velocità ci si mette un certo tempo. Se l’automobilista ci mette di meno, vuol dire che ha avuto il piede più pesante.

La seconda, cioè la velocità istantanea, è quella a cui si passa sotto la telecamera nel punto in cui è collocata. Frenare di colpo potrebbe non bastare: se sotto l’occhio di Vergilius si passa a 130, serve a nulla fare il tratto fino alla prossima telecamera a 50. L’automobilista non verrà punito per la velocità media, ma per quella istantanea. Vergilius direbbe: Levius laedit, quicquid praevidimus ante, cioè ferisce meno tutto ciò che è stato previsto. Insomma: uomo avvisato, mezzo salvato. Così è più semplice.

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