Come stabilire i turni per l’assistenza ai genitori
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29 Nov 2016
 
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Come stabilire i turni per l’assistenza ai genitori

Genitori invalidi e malati: a chi dei figli spetta l’obbligo di provvedere alle cure, al mantenimento e all’assistenza?

 

L’assistenza agli anziani è un problema avvertito in molte famiglie, un po’ per l’assenza di servizi sociali, un po’ per i costi che i servizi privati comportano, un po’ infine perché le famiglie non sono più «strette» come una volta e i genitori, per quanto vecchi e inabili, vengono spesso lasciati a vivere da soli. Cosa prevede la legge in questi casi? Chi è tenuto a prestare assistenza ai genitori, specie se invalidi e malati?

 

 

Sono obbligato ad assistere i miei genitori?

Non esiste una norma che impartisca ai figli l’obbligo di prestare assistenza ai propri genitori: si tratta di un adempimento spontaneo e rimesso alla buona volontà delle persone coinvolte nel legame affettivo. L’anziano lasciato solo non può che far affidamento ai servizi sociali eventualmente prestati dallo Stato. Pertanto non esiste neanche una legge che stabilisca i turni per l’assistenza ai genitori, salvo quanto andremo a dire di qui a breve.

 

 

Sono obbligato a mantenere i miei genitori?

In generale, un figlio non è tenuto a mantenere il proprio genitore, perché l’unico obbligo previsto dal codice civile è quello degli alimenti: in pratica, se il genitore è rimasto solo, nel senso che ha perso il coniuge ed è in una situazione di totale indigenza, tale cioè da non potersi procurare i mezzi di cui vivere, i figli sono tenuti a garantirgli le somme necessarie per la sopravvivenza. Un obbligo che non viene ripartito in maniera paritaria tra di essi, ma ciascuno è tenuto secondo le sue capacità economiche. Così ben potrebbe essere che, nel caso in cui due figli abbiano redditi tra loro molto differenti, l’uno possa essere tenuto a versare di più dell’altro se non “tutto”.

Potrebbe comunque avvenire che l’anziano abbia sottoscritto, con uno dei parenti, un contratto di mantenimento, in virtù del quale abbia ceduto la propria casa ad uno dei familiari, con impegno, da parte di questi, di occuparsi del vecchietto sia moralmente che materialmente fino all’ultimo dei suoi giorni. In tal caso, l’anziano vanta un vero e proprio diritto al mantenimento cui la controparte beneficiaria dell’immobile non si può sottrarre.

 

 

Che cosa succede se non assisto i miei genitori?

Qualora uno dei figli si trovi a convivere con il genitore malato e incapace di provvedere a sé stesso, questi è tenuto a evitare ogni situazione di pericolo anche solo potenziale: questo significa non poterlo lasciare solo se non ha provveduto a delegare un’altra persona o una badante. Diversamente risponde del reato di abbandono di persone incapaci. Nel dettaglio, la legge [1] punisce non solo chi abbandona un minore, ma anche chi lascia da solo un soggetto incapace (a causa di un’infermità, della vecchiaia o per altri motivi), se ne ha l’obbligo di cura o di custodia: è considerato incapace non soltanto chi è stato interdetto, ma chi è, in generale, impossibilitato a provvedere a sé stesso salvaguardando la propria incolumità.

 

 

Permessi Legge 104 per assistere i genitori

Infine non dobbiamo dimenticare la possibilità che uno dei figli possa aver richiesto, al proprio datore di lavoro, i benefici previsti dalla legge 104 del 1992, legge che dà diritto a tre giorni di permesso retribuiti al mese per poter assistere il parente portatore di handicap o invalido. In tal caso, però, non è possibile stabilire turni per l’assistenza con altri familiari: secondo la giurisprudenza, infatti, chi utilizza uno dei permessi retribuiti deve impiegare l’intera giornata all’assistenza del familiare, non potendosi dedicare ad altro.


[1] Art.591 cod.pen.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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