Cumulo gratuito, serve per la pensione supplementare?
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2 Dic 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Cumulo gratuito, serve per la pensione supplementare?

Pensione supplementare ottenuta sommando i contributi di gestioni diverse col cumulo gratuito: è possibile?

 

Niente pensione supplementare col cumulo gratuito: è quanto emerso, sinora, dal testo della Legge di bilancio 2017. Il cumulo gratuito, difatti, cioè la possibilità di sommare senza costi i contributi presenti in casse diverse, è possibile soltanto per ottenere la pensione di vecchiaia, d’inabilità, anticipata e ai superstiti, mentre non è consentito ricorrere al cumulo per ottenere la pensione supplementare. Peraltro, questa tipologia di pensione può essere ottenuta solo in alcune gestioni previdenziali, tra cui la Gestione Separata. Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire in quali casi può essere ottenuta la pensione supplementare e quando, invece, è utile il cumulo gratuito.

 

 

Che cos’è la pensione supplementare?

Innanzitutto, bisogna chiarire che la pensione supplementare è una pensione aggiuntiva, che spetta quando in una determinata gestione previdenziale i contributi non sono sufficienti per ottenere una pensione autonoma, se l’interessato percepisce già un’altra pensione, detta principale, da una cassa diversa.

In questo caso, la gestione interessata liquida la pensione supplementare in base ai contributi in essa presenti e la prestazione va ad aggiungersi alla pensione principale.

 

 

Pensione supplementare e supplemento di pensione

Non bisogna confondere la pensione supplementare col supplemento di pensione: quest’ultimo è una quota di prestazione aggiuntiva che va ad aggiungersi alla pensione liquidata, qualora l’interessato, pensionato presso una determinata cassa, continui a lavorare e a versare i contributi nella stessa cassa. In questo caso, periodicamente il suo trattamento viene incrementato di una quota aggiuntiva, solitamente calcolata dopo ulteriori 5 anni di versamenti.

 

 

Quali casse liquidano la pensione supplementare?

Non tutte le gestioni previdenziali liquidano la prestazione supplementare: molte, come la Cassa forense e Inarcassa, la cassa degli ingegneri e degli architetti, liquidano soltanto il supplemento di pensione.

Altre gestioni, come il fondo pensioni lavoratori dipendenti dell’Inps, liquidano la pensione soltanto se la pensione principale è a carico dei fondi sostitutivi o esclusivi dell’Inps, come l’Inpdap, mentre non liquidano la prestazione supplementare se la pensione principale è a carico della Gestione separata o delle casse dei liberi professionisti.

La Gestione separata, invece, è la più “generosa” di tutte, in quanto liquida la pensione supplementare a prescindere dalla gestione in cui l’interessato detiene la pensione principale.

 

 

Pensione supplementare nella Gestione separata

In particolare, si ha diritto alla pensione supplementare nella Gestione separata se:

  • si risulta titolari di una pensione a carico dell’Ago (Fondo pensione lavoratori dipendenti e Gestioni Artigiani, Commercianti, Coltivatori diretti e mezzadri), di una gestione alternativa (ad esempio Ipost, Inpdap…) o di una gestione previdenziale obbligatoria dei liberi professionisti (per esempio, la Cassa Forense);
  • è stato raggiunto il requisito d’età per la pensione di vecchiaia, pari a 66 anni e 7 mesi, per tutti, dal 2018;
  • non è stato raggiunto il diritto ad autonoma pensione nella Gestione Separata;
  • la pensione supplementare calcolata è inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo.

 

 

Cumulo dei contributi

Come inizialmente esposto, non è possibile effettuare il cumulo dei contributi per conseguire la pensione supplementare, ma solo per ottenere la pensione anticipata, di vecchiaia, d’inabilità e di reversibilità (o indiretta).

Il cumulo consiste nella possibilità di sommare i contributi versati in casse previdenziali diverse ai fini del diritto alla pensione, mentre ai fini della misura della pensione ogni cassa liquida esclusivamente il trattamento maturato presso la gestione stessa.

Ad esempio, se un lavoratore possiede 22 anni di contributi nell’Inps e 20 anni e 10 mesi nell’Inpdap, può sommare i contributi per ottenere la pensione anticipata, per conseguire la quale sono necessari 42 anni e 10 mesi di contribuzione.

Il calcolo della pensione con il cumulo non è effettuato per forza con il sistema contributivo, come avviene per la totalizzazione: ecco perché il cumulo viene chiamato anche totalizzazione retributiva.

Il calcolo della prestazione è effettuato secondo l’anzianità contributiva complessiva (cioè contando tutte le casse) dell’interessato, ma ogni cassa liquida la quota di propria competenza. In particolare il calcolo è:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011 per chi possiede oltre 18 anni di contributi (considerando tutte le casse) al 31 dicembre 1995, poi contributivo;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995 per chi possiede meno di 18 anni di contributi (considerando tutte le casse) al 31 dicembre 1995, poi contributivo: si tratta del calcolo misto;
  • esclusivamente contributivo, per chi non possiede contributi anteriori al 1996.

 


 


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