Cani, vietato il collare elettronico
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30 Nov 2016
 
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Cani, vietato il collare elettronico

Commette reato di maltrattamento agli animali il padrone che impone al suo cane il collare elettronico.

 

Secco no della Cassazione al collare elettronico per i cani, anche se pericolosi. Con una sentenza pubblicata ieri [1], la Corte ha stabilito che il comportamento del padrone, il quale leghi al collo dell’animale tale strumento, integra il reato di maltrattamento agli animali.

 

Il collare elettronico viene spesso utilizzato per scopi di addestramento: viene attivato a distanza da un telecomando, in modo da provocare nel cane scosse elettriche aventi come conseguenza, oltre al dolore fisico, anche uno stress psicologico. Inutile scusarsi sostenendo che il collare viene utilizzato solo per emettere impulsi sonori e non anche scosse elettriche se poi non si riesce a dimostrare la completa inoffensività dello strumento: il fatto che il collare sia predisposto per entrambe le funzioni non esclude che il padrone non lo utilizzi anche per lo scopo più dannoso.

 

Secondo la giurisprudenza l’utilizzo del collare elettronico integra il reato di maltrattamento di animale: infatti l’inflizione di scariche elettriche determina sul cane delle sofferenze gratuite, con conseguenze anche sul suo sistema nervoso, in quanto volto ad addestrarlo attraverso lo spavento e la sofferenza.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 22 giugno – 29 novembre 2016, n. 50491
Presidente Amoresano – Relatore Liberati

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza del 14 ottobre 2015 il Tribunale di Trento ha condannato F.B. alla pena di euro 1.000,00 di ammenda in relazione al reato di cui all’art. 727 cod. pen. (per avere detenuto il suo cane in condizioni incompatibili con la sua natura, facendogli indossare un collare elettronico in grado di procurargli sofferenza mediante una scossa emessa dagli elettrodi del collare).
2. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso l’imputato, affidato a tre motivi.
2.1. Con il primo motivo ha denunciato vizio di motivazione in ordine al ritenuto effettivo utilizzo del collare elettronico sul segugio di razza italiana di proprietà dell’imputato, non essendo stati compiuti accertamenti sull’utilizzo del collare allo scopo di rilasciare una scarica elettrica, essendo stato utilizzato detto collare solo per emettere comandi sonori e non anche scariche elettriche a scopo addestrativo, come erroneamente ritenuto dal Tribunale.
2.2. Mediante il secondo motivo ha denunciato ulteriore vizio di motivazione a proposito della sofferenza che sarebbe stata procurata al cane attraverso l’utilizzo del collare elettronico, non

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[1] Cass. sent. n.50491/16 del 29.11.2016.

 


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