Pensione, quando va presentato il modello Red Est?
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1 Dic 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Pensione, quando va presentato il modello Red Est?

Dichiarazione reddituale Red Est per i pensionati residenti all’estero: chi è obbligato a inviarla, come va compilata, che cosa succede se non si invia.

 

La dichiarazione Red Est è l’equivalente della dichiarazione reddituale Red, che va inviata, però, da parte dei residenti all’estero che percepiscono una pensione in Italia. Sia la dichiarazione Red che la dichiarazione Red Est devono essere inviate all’Inps ogni anno da parte di chi percepisce una prestazione collegata al reddito, come la pensione di reversibilità o l’integrazione al trattamento minimo.

L’Inps, difatti, è tenuta, per obbligo di legge, a verificare annualmente i redditi dei pensionati che possono incidere sul diritto o sulla misura delle prestazioni pensionistiche, inclusi i redditi rilevanti prodotti all’estero [1]: da qui discende, dunque, l’obbligo di presentare la dichiarazione Red Est.

 

 

Red Est: quando sono obbligato a inviarlo?

Come per il modello Red, si è obbligati a inviare il modello Red Est se si percepisce una delle seguenti prestazioni:

  • integrazione al minimo della pensione e dell’assegno d’invalidità;
  • pensione di invalidità e assegno ordinario di invalidità;
  • maggiorazione sociale, maggiorazione sociale per gli assegni sociali e incremento delle maggiorazioni;
  • pensione sociale, aumento della pensione sociale ed assegno sociale;
  • assegno per il nucleo familiare (da non confondere con l’assegno al nucleo familiare- ANF);
  • trattamenti di famiglia;
  • pensione ai superstiti, sia indiretta che di reversibilità;
  • aumenti per le prestazioni di invalidità civile erogate con le regole della pensione o dell’assegno sociale;
  • maggiorazione della pensione o dell’assegno di invalidità per invalidi civili, ciechi civili e sordomuti con età inferiore ai 65 anni;
  • importo aggiuntivo di 154,94 euro;
  • prestazioni erogate a minorati civili prima del compimento del 65° anno;
  • quattordicesima.

 

 

Red Est: cumulo della pensione con i redditi

La pensione ai superstiti, sia essa di reversibilità (erogata nel caso in cui il dante causa fosse già pensionato al momento del decesso) o indiretta (erogata quando il dante causa fosse ancora lavoratore), obbliga all’invio del modello Red e del modello Red Est in quanto, secondo la Legge Dini [2], è possibile cumulare la pensione ai superstiti o indiretta con gli altri redditi del beneficiario soltanto sino alle seguenti soglie:

  • se il reddito del pensionato è superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld), la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 75%: in parole semplici, la reversibilità è ridotta del 25% se il reddito dell’interessato supera i 19.573,71 euro (pari a 3 volte il trattamento minimo del 2016 moltiplicato per 13 mensilità);
  • se il reddito del pensionato è superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo Fpld, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 60%: in pratica, la reversibilità è ridotta del 40% se il reddito dell’interessato supera i 26.098,28 euro;
  • se il reddito del pensionato è superiore a 5 volte il trattamento minimo annuo Fpld, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 50%: in pratica, la reversibilità è dimezzata se il reddito dell’interessato supera i 32.622,85 euro.

Pertanto, essendovi un collegamento tra i redditi del pensionato e la reversibilità, la presentazione della dichiarazione Red, o Red Est, è indispensabile perché l’Inps possa conoscere l’entità dei redditi e operare, se dovute, le eventuali trattenute sulla pensione.

Lo stesso principio vale per tutte le prestazioni collegate con il reddito: senza l’invio del modello Red, o Red Est per i residenti all’estero, non è possibile, per l’Inps, conoscere i redditi posseduti dal pensionato e il superamento, o meno, dei limiti di cumulo.

 

 

Red Est: quando sono esonerato?

Si è esonerati dalla presentazione del Red o Red Est se è stata presentata la dichiarazione dei redditi (modello Unico o 730). Si è però obbligati sia al Red- Red Est che alla dichiarazione dei redditi se si possiedono:

  • redditi da lavoro parasubordinato (co.co.co. e simili), perché questi redditi, pur essendo assimilati a quelli da lavoro dipendente ai fini delle imposte, ai fini previdenziali sono assimilati al lavoro autonomo;
  • redditi che derivano da indennità di funzione o gettoni di presenza;
  • pensioni estere o rendite estere;
  • redditi da lavoro autonomo e assimilati, anche occasionale: in questo caso, nel Red deve essere indicato l’imponibile al netto dei contributi.

 

 

Red Est: quali redditi vanno dichiarati?

I redditi prodotti all’estero possono essere accertati sulla base di certificazioni rilasciate dalle competenti autorità estere [3], oppure possono essere autocertificati. I redditi rilevanti per l’accertamento dei requisiti reddituali previsti per l’accesso alle prestazioni pensionistiche sono valutati dall’Inps, sulla base di una comparazione con le disposizioni nazionali.

Devono essere dichiarati col Red Est, in particolare, i seguenti redditi:

  • redditi previdenziali italiani ed esteri;
  • redditi da lavoro;
  • redditi immobiliari, o meglio fondiari(con esclusione della prima casa di abitazione);
  • redditi di capitali e di partecipazione;
  • redditi relativi ad arretrati riferiti ad anni precedenti;
  • rendite vitalizie o a tempo determinato;
  • redditi a carattere assistenziale.

 

 

Red Est: i redditi possono essere autocertificati?

Un noto decreto ministeriale [4] precisa in quali casi l’accertamento reddituale debba effettuarsi con l’acquisizione di certificazioni rilasciate dagli organismi esteri ed in quali altri possa essere sufficiente l’autocertificazione.

In particolare, i redditi derivanti dalla percezione di prestazioni previdenziali ed assistenziali devono essere certificati dagli organismi che erogano le prestazioni nei singoli Paesi esteri: ad esempio, chi percepisce una pensione in Svizzera deve procurarsi l’apposita certificazione dall’ente previdenziale svizzero.

A titolo esemplificativo, sono considerate certificazioni valide:

  • le certificazioni già in possesso del pensionato, assimilabili ai modelli ObisM e Cud– Cu;
  • le certificazioni, rilasciate a richiesta dell’interessato, dalle quali risulti la titolarità della prestazione ed il relativo importo;
  • le ricevute o gli avvisi di pagamento, solo nel caso in cui sia evidenziato l’organismo ordinante e si possa desumere l’importo complessivo annuo della pensione.

Le autocertificazioni previste espressamente dalla norma, invece, devono essere rese all’autorità consolare italiana o ad uno degli enti di patronato autorizzati. Al riguardo, il Consolato o l’ente di patronato annotano sull’autocertificazione l’avvenuto accertamento dell’identità personale del dichiarante e la presentazione delle citate certificazioni.

Sulla regolarità delle autocertificazioni, l’Inps effettua controlli a campione secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni in materia.

 

 

Red Est: come si compila

Per quanto concerne la compilazione del modello Red Est, i pensionati possono avvalersi dell’assistenza degli enti di patronato all’estero, che provvedono anche all’inoltro dei modelli all’Inps in via telematica, oppure possono spedire i modelli compilati e sottoscritti, con allegata la documentazione richiesta e una fotocopia di un documento di identità valido, alla sede Inps che ha in carico la pensione.

Il modello Red/Est prevede quattro sezioni:

  • nella prima sono presenti le avvertenze sulla compilazione del modulo;
  • nella seconda si devono indicare i dati del titolare della pensione, del coniuge e dei familiari e i dati reddituali: pensioni italiane, pensioni non italiane, altri redditi;
  • nella terza deve essere resa la dichiarazione di responsabilità e l’informativa sul trattamento dei dati personali;
  • nella quarta può essere riportata l’eventuale delega al patronato.

Il modello spedito ai pensionati è precompilato con le informazioni relative alle pensioni presenti nel casellario dei pensionati (solitamente sono già presenti i dati personali, la categoria della pensione, la sede Inps e il numero della pensione).

Il pensionato deve utilizzare le righe in bianco per la comunicazione delle informazioni relative ad eventuali ulteriori pensioni estere di cui sia titolare: in particolare l’interessato deve indicare l’importo di ogni trattamento pensionistico percepito nell’anno oggetto della campagna Red /Est, al netto di eventuali arretrati corrisposti nell’anno, ma di competenza degli anni precedenti, dei trattamenti di famiglia e degli eventuali contributi previdenziali. Bisogna anche indicare il numero dei mesi nell’anno di percezione della pensione. Gli importi delle pensioni devono essere esposti nella valuta del Paese che eroga il trattamento.

Si devono poi dichiarare i redditi percepiti sia in Italia sia all’estero, compresi quelli del coniuge e, se titolari di trattamenti di famiglia, quelli degli altri appartenenti al nucleo familiare.

Le tipologie dei rediti da dichiarare sono, come abbiamo già detto:

  • redditi da lavoro dipendente e derivanti da prestazioni previdenziali;
  • redditi da lavoro autonomo professionale o di partecipazione;
  • redditi da immobili;
  • redditi da capitali;
  • redditi da arretrati riferiti ad anni precedenti compresi arretrati di pensioni estere per anni precedenti;
  • rendite vitalizie o a tempo determinato a titolo oneroso;
  • redditi assistenziali.

Il possesso della cittadinanza italiana deve essere autocertificato dal pensionato: l’Inps verifica, in seguito, la veridicità della dichiarazione con diversi mezzi (documento di identità italiano, presenza del nominativo negli archivi Aire o del Ministero degli Affari Esteri, comunicazioni o certificazioni delle competenti autorità consolari, etc.).

 

 

Red Est: che cosa succede se non lo invio?

Il modulo Red/Est deve essere inviato anche se il pensionato non ha altri redditi oltre alla pensione italiana.

Se il modulo Red/Est non viene trasmesso o se non è correttamente compilato, sottoscritto e completo della documentazione richiesta, l’Inps sospende qualsiasi pagamento relativo alle prestazioni oggetto della dichiarazione reddituale. Chi rinuncia a dichiarare i redditi, pur essendone obbligato, perde la prestazione.

 


[1] Art.13, Legge 412/1991.

[2] L. n. 335/1995.

[3] Art.49, Legge 289/2002.

[4] DM 12.05.2003.

 


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