Multe: giudice competente per primo grado e appello
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30 Nov 2016
 
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Multe: giudice competente per primo grado e appello

Competenza territoriale: contro le sentenze di primo grado, emesse dal giudice di pace, nei ricorsi contro le multe, vale il foro erariale ossia ove ha sede l’ufficio dell’avvocatura dello Stato.

 

Attenzione a non sbagliare nel fare ricorso contro la multa per violazione del codice della strada: se in primo grado la regola della competenza del giudice di Pace è abbastanza chiara (vale il luogo ove è stata elevata l’infrazione), per il secondo grado, invece, la questione non è così scontata: secondo il tribunale di Aosta [1], infatti, non è competente il tribunale che decide per le cause del giudice di pace del proprio distretto, ma quello del cosiddetto «foro erariale» ossia ove ha sede l’avvocatura di Stato. Ma procediamo con ordine.

 

 

In primo grado: competenza territoriale del giudice di pace

Presso quale giudice di pace si deve presentare il ricorso contro una multa? Non vi è dubbio che si tratta del giudice competente per il luogo ove l’infrazione è avvenuta [2]. Come giustamente chiarito dalla giurisprudenza, nei giudizi di opposizione avverso il verbale di contestazione e pagamento per infrazioni al codice della strada, la competenza per territorio si individua con riferimento al luogo nel quale è stata accertata la violazione; invero il luogo nel quale è stata commessa la violazione coincide con quella nel quale la stessa è stata accertata, in quanto istantanea o permanente che sia la violazione non può ritenersi commessa se non nel tempo e nel luogo risultanti da quell’accertamento.

 

Chi è il giudice competente nel caso in cui si faccia ricorso contro la multa per mancata comunicazione dei dati del conducente (sanzione che consegue se, entro 60 giorni dalla notifica della multa il proprietario dell’auto non abbia informato la polizia su chi era alla guida del mezzo)? La Cassazione ha detto [3] che spetta al giudice di pace del luogo dove ha sede l’organo di polizia che ha accertato una infrazione alle norme del codice della strada, la competenza a pronunciarsi sul ricorso contro la multa con cui è stato sanzionato il proprietario del veicolo che, senza giustificato motivo, non abbia adempiuto all’obbligo di comunicare, nel termine previsto dalla legge, le generalità del soggetto che era alla guida al momento della commessa infrazione. La violazione di tale obbligo deve, infatti, ritenersi consumata nel luogo in cui avrebbe dovuto pervenire la comunicazione che è stata omessa.

 

Che succede se vengono poste in essere più violazioni del codice della strada? Secondo la Cassazione [4], in tema di competenza per territorio del giudice dell’opposizione a sanzioni amministrative, ove siano contestate più violazioni verificatesi in luoghi diversi, nell’impossibilità di applicare il criterio del luogo di commissione degli illeciti continuati o di quello unico permanente, deve trovare applicazione il criterio del luogo del relativo accertamento. (Fattispecie concernente plurime infrazioni al codice della strada commesse in località differenti dall’autista di una ditta di trasporti, accertate mediante il successivo esame dei dischi cronotachigrafi).

 

 

In secondo grado: competenza territoriale del giudice di appello

La competenza a conoscere del giudizio di appello contro le sentenze del giudice di pace, in materia di opposizione a sanzioni amministrative per violazione al codice della strada, spetta – se parte del giudizio sia un’amministrazione dello Stato – al tribunale del luogo dove ha sede l’Ufficio dell’Avvocatura dello Stato nel cui distretto si trova il tribunale che sarebbe competente secondo le norme ordinarie. È questo l’orientamento chiarito da alcuni giudici di pace [5].

Si tiene dunque nel cosiddetto «foro erariale» (quello cioè ove è presente la più vicina Avvocatura dello Stato) la causa di appello contro la sentenza emessa dal giudice di pace nell’ambito dell’opposizione a sanzione amministrativa per violazioni del codice della strada. Vale infatti la regola generale valevole per i giudizi nei quali è parte un’amministrazione dello Stato e non la regola di “prossimità” dettata per il primo grado dal decreto legislativo sulla semplificazione dei riti [6].

 

 

Competenza territoriale contro la cartella di pagamento

Qual è infine il giudice competente nel caso in cui si debba impugnare la cartella di pagamento emessa sulla base di una multa non opposta e non onorata? La competenza territoriale è quella del luogo della contravvenzione, tanto qualora sia contestata la formazione del titolo esecutivo e la regolarità della notifica, quanto se con quell’unico atto di opposizione siano eccepiti vizi propri della cartella [7].

 

Che succede infine in caso di ricorso contro la cartella di pagamento, per omessa notifica della multa, se dalla cartella medesima non si riesce a stabilire il luogo ove è stato commesso l’illecito? Secondo la Cassazione [8], ove l’opposizione, in assenza di pregressa notifica dell’ordinanza ingiunzione, sia stata proposta avverso la cartella esattoriale, dalla quale non sia identificabile il luogo dell’illecito, trova applicazione, ai fini dell’individuazione del giudice competente, il foro generale delle persone fisiche ossia il giudice del luogo in cui il convenuto ha la residenza o il domicilio, quindi quello dell’Agenzia di Riscossione che ha notificato la cartella medesima.


[1] Trib. Aosta sent. n. 347/16.

[2] Ai sensi degli art. 22 l. 24 novembre 1981 n. 689 e 204 bis c. strad.

[3] Cass. sent. n. 18670/2010.

[4] Cass. sent. n. 27202/2011.

[5] Oltre al cit. Trib. Aosta sent. n. 347/16, cfr. Trib. Mondovì sent del 22.05.2008; Trib. Salerno sent. n. 1575/2015 («Per le cause di appello avverso le sentenze emesse dal g.d.p. ove una parte del giudizio è un’amministrazione statale sussiste la competenza del foro erariale, ai sensi dell’art. 7, comma 2 r.d. 30 ottobre 1933 n. 1611».

[6] Prima della riforma, si legge in sentenza, la norma della “prossimità” aveva natura speciale e quindi si poneva su uno stesso piano rispetto alla norma speciale dettata in tema di “foro erariale”. Oggi, invece, la norma della “prossimità” dettata per il primo grado dall’articolo 7 del decreto legislativo 150/11, ha natura “eccezionale” rispetto alle regole generali del rito del lavoro applicabili ai giudizi di opposizione contro le sanzioni per infrazioni al codice della strada. E, fermo restando che in appello deve applicarsi il rito del lavoro, non vi è ultrattività della deroga alla regola del foro erariale, prevista solo per il primo grado.

[7] G.d.P. Bari, sent. n. 4838/2008: La ragione di siffatta decisione poggia sulla considerazione che il giudizio di opposizione ha carattere unitario e che il foro inderogabile dell’illecito stradale attrae quello derogabile del luogo dove è stata notificata la cartella (art. 480 c.p.c.).

 


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