Parto anonimo: diritto del figlio a conoscere la madre
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30 Nov 2016
 
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Parto anonimo: diritto del figlio a conoscere la madre

Diritto alla conoscenza delle proprie origini: accesso alle informazioni personali della madre biologica in caso di morte di quest’ultima.

 

Nel caso di cosiddetto parto anonimo, dopo la morte della madre, il figlio ha diritto di conoscere le proprie origini biologiche mediante accesso alle informazioni relative all’identità personale della madre stessa. È quanto chiarito di recente dalla Cassazione [1].

 

Dopo il decesso della mamma che ha partorito in anonimato non è più operativo il termine di cento anni, dalla formazione del documento, per il rilascio della copia integrale del certificato di assistenza al parto o della cartella clinica, comprensivi dei dati personali che rendono identificabile la madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata [2]. Se così fosse, infatti, si avrebbe la cristallizzazione di tale scelta della madre, anche dopo la sua morte e la definitiva perdita del diritto fondamentale del figlio di conoscere le proprie origini, in evidente contrasto con la necessaria «reversibilità del segreto» [3]. Si pregiudicherebbe anche il diritto della madre di “ripensarci” e di comunicare le proprie generalità al figlio: diritto che spetta per tutto il corso della vita della madre stessa, proprio in ragione della revocabilità di tale scelta.


[1] Cass. sent. n. 15024/2016.

[2] Previsto dall’art. 93, co. 2, d.lgs. n. 196/2003

[3] C. Cost. n. 278/2013.

 


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