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Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2016

Lo sai che? Come fare la patente B

> Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2016

Tempi, documenti, prove da sostenere e costi per ottenere o rinnovare la patente di guida. Quando scatta la revoca, la sospensione o il ritiro.

E’ il documento più ambito dai minorenni, quando si avvicinano alla maggiore età: la patente di guida. Per ottenerla, bisogna fare un percorso lungo pochi mesi, a seconda dell’abilità del candidato.

Ci sono due alternative: fare la patente con una scuola guida e fare la patente da privatista. Cominciamo con la prima opzione.

Come fare la patente con la scuola guida: i documenti

Fare la patente con la scuola guida comporta il vantaggio di avere qualcuno che svolge per il candidato le pratiche burocratiche, oltre alle lezioni di teoria e di guida.

Sarà, infatti, la scuola guida a presentare la richiesta all’Ufficio Motorizzazione Civile, la quale rilascia una ricevuta che, però, non autorizza ancora il candidato ad esercitarsi alla guida (dovrà attendere il superamento dell’esame teorico).

Quali documenti bisogna allegare alla domanda per fare la patente? La scuola guida procurerà, innanzitutto, il modello TT 2112, che occorre compilare in tutte le sue parti e sul quale bisogna riportare anche il codice fiscale.

Oltre a questo modello, servono:

  • tre fotografie uguali e recenti, su sfondo bianco, in formato tessera (4,2 x 4,2 cm). Due foto vanno allegate al modello TT2112 ed una è da consegnare al medico sanitario per il rilascio del certificato;
  • due versamenti di 14,62 euro sul c/c postale n. 4028 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri – Imposta di bollo ed un versamento di 10,33 euro sul c/c postale intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri – Diritti L 14-67. Le ricevute dei versamenti vanno incollate nella pratica TT 2112;
  • due fotocopie (fronte e retro) del documento di identità valido.

Chi è già titolare di un tipo di patente (ad esempio ha ottenuto la patente A e vuole fare la patente B) deve allegare al modello TT 2112:

  • due fotocopie della patente ottenuta;
  • originale e copia di un’autocertificazione in carta semplice in cui si attestano data e luogo di nascita, via e comune di residenza e codice fiscale.

I cittadini extracomunitari devono, inoltre, presentare fotocopia autenticata del permesso di soggiorno valido e non scaduto.

In ogni caso è necessario presentare anche il certificato medico in bollo, rilasciato da non più di 6 mesi da un ufficiale sanitario o da un medico abilitato. Chi è affetto da una malattia invalidante deve ottenere il certificato dalla commissione medica locale provinciale. Per avere il certificato medico occorrono:

  • richiesta in carta semplice;
  • marca da bollo da 14,62 euro;
  • una fotografia (una delle tre citate prima);
  • un documento di riconoscimento;
  • l’autocertificazione che attesta eventuali malattie;
  • in caso di deficit visivo, certificato oculistico.

Chi deve sostenere l’esame di teoria in forma orale perché non è in possesso della licenza media o perché cittadino straniero che non conosce la lingua italiana, deve inoltre allegare:

  • domanda in bollo da 14,62 euro con cui chiedere all’Ufficio provinciale della Motorizzazione di poter svolgere l’esame di teoria in questa modalità;
  • autocertificazione in cui si attesti che non si è in possesso di licenza media o che si cittadini stranieri non a conoscenza della lingua italiana.

Attenzione a non fare i furbi: chi dichiara il falso è punibile con l’arresto fino ad un anno [1] e l’annullamento della patente.

Entro 30 giorni dalla data di registrazione della domanda, la scuola guida deve ritirare la ricevuta meccanizzata (modello DTT 0671) che consentirà solo di prenotare per il candidato l’esame di teoria. A meno che il candidato abbia già un altro tipo di patente: in questo caso non dovrà sostenere la prova teorica e potrà passare direttamente alle lezioni di guida. La ricevuta ha una validità di sei mesi: il candidato dovrà sostenere l’esame entro questo termine, altrimenti dovrà ripresentare la domanda.

Come fare la patente da privatista: i documenti

Chi si ritiene in grado di prepararsi autonomamente per fare la patente da privatista, cioè senza iscriversi alla scuola guida, dovrà presentare da solo la domanda scaricando, innanzitutto, il modello TT 2112 dal portale online dell’automobilista o ritirandolo presso l’Ufficio della Motorizzazione Civile. Al modulo dovrà allegare:

  • attestazione del versamento di € 16,00 sul c/c 4028,
  • attestazione del versamento di € 16,00 sul c/c 4028 per la prenotazione dell’esame;
  • attestazione del versamento di € 15,00 sul c/c 9001;
  • attestazione del versamento di € 9,00 sul c/c 9001;
  • documento di identità valido e relativa fotocopia integrale (fronte e retro);
  • 2 fotografie recenti in formato tessera su fondo bianco e a capo scoperto;
  • certificato medico in bollo (e relativa fotocopia), con fotografia, la cui data non sia anteriore a 3 mesi, rilasciato da un medico abilitato.

I cittadini extracomunitari devono, inoltre, esibire il permesso di soggiorno o carta di soggiorno in corso di validità. Tale documento dovrà essere presentato in originale anche in occasione dell’esame di teoria e di guida.

Come fare la patente: l’esame di teoria

Come accennato prima, chi vuole fare la patente (che sia iscritto alla scuola guida o che sia privatista) ha 6 mesi di tempo dalla presentazione della domanda per sostenere l’esame di teoria. Nell’arco di questi sei mesi può presentarsi all’esame due volte (volendo può fare il secondo a distanza di un mese dal primo). Se viene bocciato per la seconda volta, deve ripresentare la domanda daccapo.

Le schede informatiche contenenti i quiz, oggetto di prova d’esame, sono state elaborate sulla base di una procedura predisposta dall’ Amministrazione che prevede che ogni candidato risponda a 40 domande singole in circa 30 minuti. Sarà considerato idoneo il candidato che commetterà, al massimo, quattro errori. Se è stato bravo, gli verrà consegnato il foglio rosa, valido 6 mesi e necessario per le esercitazioni di guida.

Come fare la patente: l’esame pratico di guida

Con il foglio rosa in mano, è possibile cominciare le esercitazioni di guida per poi sostenere l’esame pratico e fare la patente. Sono obbligatorie almeno 6 ore di esercitazioni con un istruttore abilitato ed autorizzato, nel caso il candidato si iscriva alla scuola guida, oppure da una persona di età non superiore ai 65 anni munito di patente dello stesso tipo o superiore conseguita da almeno 10 anni (opzione utile per chi vuole fare la patente da privatista). Più complete sono le esercitazioni, più probabilità ci saranno di superare l’esame. Conviene, pertanto, “prenderci la mano” a guidare anche al buio (imparare ad usare correttamente le luci è fondamentale non solo per l’esame ma anche per quando si avrà la patente e si dovrà guidare da soli), su autostrade o superstrade. I veicoli per le esercitazioni devono riportare nella parte anteriore e posteriore un contrassegno in materiale retroriflettente riportante la lettera “P” (principiante).

Completate le ore obbligatorie di esercitazione, se l’istruttore ritiene che il candidato è pronto, verrà rilasciato un certificato da presentare per poter fare l’esame. La prova pratica si svolge almeno un mese dopo aver superato quella scritta. Se il candidato supera l’esame, riceverà la patente di guida. Se lo desidera, potrà tornare a casa guidando da solo la sua auto.

Se, invece, viene bocciato, potrà ripetere l’esame entro sei mesi. Al secondo tentativo fallito, il candidato dovrà ripartire dall’esame di teoria.

Considerando tutto ciò, alla domanda “quanto tempo ci vuole per fare la patente?” la risposta è da 2 a 6 mesi. Sperando che tutto fili liscio o che, alla peggio, non si venga bocciati due volte.

Il veicolo da utilizzare per l’esame di guida deve essere munito di doppi pedali per il comando del freno e della frizione, sia che venga messo a disposizione dell’autoscuola sia che venga preso a noleggio [2]. Se il privatista sceglie quest’ultima opzione, al momento dell’esame dovrà presentare:

  • fotocopia della carta di circolazione da cui si rileva l’aggiornamento dei doppi comandi sfilabili effettuato da un Ufficio della Motorizzazione;
  • fotocopia del contratto di assicurazione da cui si rilevi che il veicolo munito di doppi comandi abbia idonea copertura assicurativa all’uso specifico cui viene destinato;
  • contratto di noleggio del veicolo.

Quanto costa fare la patente

Chi si affida alla scuola guida per fare la patente spenderà mediamente tra i 750 ed i 900 euro, considerando che deve pagare il costo di iscrizione all’autoscuola, la documentazione per l’iscrizione alla Motorizzazione Civile, i costi dei due esami e quelli delle lezioni di teoria e di guida, variabili da una scuola all’altra. Di solito, le autoscuole offrono dei pacchetti con un minimo di esercitazioni comprese nel prezzo. Ogni guida in più, sarà un costo in più.

Per quanto riguarda i privatisti, possono spendere per fare la patente circa 650 euro. Tenuto conto, però, che la legge impone un minimo di 6 ore di esercitazione certificata da un istruttore abilitato (circa 200 euro). E per avere l’istruttore, il privatista deve iscriversi alla scuola guida. Certo, risparmierà le ore di lezione di teoria. In pratica, per fare la patente, il privatista sosterrà i costi della Motorizzazione Civile, delle 6 ore di esercitazione, dell’iscrizione all’autoscuola per fare le guide e degli esami di teoria e di pratica.

Il rinnovo della patente: tempi e costi

Il rinnovo della patente B varia a seconda dell’età del guidatore in questo modo:

  • rinnovo ogni 10 anni fino ai 50 anni di età;
  • rinnovo ogni 5 anni per età compresa tra 50 e 70 anni;
  • rinnovo ogni 3 anni tra i 70 e gli 80 anni;
  • rinnovo ogni 2 anni dopo gli 80 anni.

La scadenza della patente coincide con il giorno del proprio compleanno [3].

Attenzione a non far scadere la patente per troppo tempo: dopo 3 anni senza rinnovarla, per poter guidare si dovranno sostenere di nuovo l’esame di teoria e l’esame pratico.

La nuova tessera della patente viene spedita per posta a un costo di 6,86 euro che va aggiunto agli altri costi per il rinnovo della patente di guida. Costi che variano a seconda della procedura che si vuole seguire. Quella più comoda consiste nel rivolgersi ad un’agenzia di pratiche auto o ad una scuola guida che pensa a tutto, dalla visita medica all’iter burocratico. Nell’insieme, si possono spendere dal 100 ai 130 euro, compresi certificato medico, bollo e servizio dell’agenzia o dell’autoscuola.

L’alternativa per il rinnovo della patente è il fai-da-te. Non tutte le Ausl fanno pagare la stessa cifra, ma in media i costi sono: un versamento di 26,20 euro (16 euro per la marca da bollo e 10,26 per diritti della Motorizzazione da pagare in posta), 6,80 euro per l’invio della patente a casa (da pagare al momento del ritiro) e la visita medica, il cui costo, come detto, può variare a seconda dell’Ausl o delle condizioni di chi deve rinnovare la patente (da pagare presso la struttura sanitaria). Mediamente si parte da un minimo di 45 euro.

Al momento della visita, si deve presentare questa documentazione: patente di guida in scadenza, carta d’identità o passaporto, tessera sanitaria, due foto formato tessera, ricevuta dei versamenti, autocertificazione per eventuali patologie, occhiali da vista nel caso in cui il guidatore ne faccia abitualmente uso. Per la patente B viene richiesta un’acutezza visiva di 10/10, raggiungibile anche con occhiali o lenti a contatto. L’occhio che vede di meno non deve scendere sotto i 2/10.
Inoltre non ci deve essere tra i due occhi una differenza superiore alle tre diottrie.

Se la visita medica dà esito positivo, viene rilasciato un documento provvisorio valido 60 giorni che ne attesta il rinnovo e la nuova data di scadenza finché non arriverà la nuova patente formato tessera per posta. Il documento provvisorio è riconosciuto solo in Italia, quindi non è consentito guidare all’estero finché non si riceve la nuova patente.

Cosa si rischia a guidare con la patente scaduta

Guidare con la patente scaduta può comportare una multa da 159 a 639 euro, con una sanzione accessoria che consiste nella sospensione della patente stessa senza decurtazione dei punti.

Se, malauguratamente, chi si mette alla guida con la patente scaduta fa un incidente, l’assicurazione pagherebbe sì i danni provocati a terzi ma potrebbe esercitare il diritto di rivalsa e farsi rimborsare dal conducente.

La revoca della patente

Il Codice della strada prevede alcuni casi in cui la patente di guida viene revocata. A volte per motivi di condotta del titolare, a volte per motivi che non dipendono dal suo comportamento o dalla sua volontà. Vediamo quali sono.

La revoca della patente per perdita di requisiti avviene con un provvedimento dell’ufficio competente presso la Motorizzazione Civile quando il titolare:

  • non sia più in possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti;
  • non risulti più idoneo quando viene sottoposto alla revisione della patente;
  • non abbia avuto la sostituzione della patente con un’altra rilasciata da uno Stato estero.

Se, passato un certo tempo, torna in possesso dei requisiti necessari, può richiedere subito la patente, che avrà i criteri di quella precedente. In parole povere, è come se rimanesse congelata. Altro discorso è la revoca per la perdita permanente dei requisiti psico-fisici: qui si parla di un atto definitivo. Negli altri casi, è possibile fare ricorso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La revoca della patente per motivi di condotta avviene come sanzione accessoria a quella amministrativa quando il titolare ha commesso qualche grave infrazione al Codice della strada come:

  • guidare durante il periodo di sospensione della patente;
  • circolare contromano su autostrade o strade extraurbane;
  • mettersi in stato di ebbrezza da alcol o da sostanze stupefacenti al volante di un autobus, di un autocarro o da un altro veicolo con massa complessiva superiore alle 3,5 tonnellate o, ancora, di un veicolo con rimorchio;
  • superare per due volte il limite di velocità di oltre 60 km/h;
  • essere recidivo nella guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico pari o superiore a 1,5 g/l o sotto effetto di droghe.

La revoca della patente viene disposta dal Prefetto con un’ordinanza dopo la segnalazione (entro cinque giorni) dal soggetto che accerta una delle condizioni per le quali la legge prevede questo provvedimento. Il cittadino a cui viene revocata la patente può ottenerne un’altra non prima di due o tre anni, a seconda del tipo di violazione. Quando la patente viene revocata per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, i tre anni per poter richiedere una nuova patente decorrono dalla sentenza definitiva di condanna (cosiddetto passaggio in giudicato) e non dal momento dell’infrazione [4].

La revoca della patente per motivi di condotta ad un conducente professionista (un camionista, l’autista di un autobus ecc.) costituisce giusta causa di licenziamento.

La sospensione ed il ritiro della patente

Altra sanzione accessoria prevista in caso di gravi infrazioni al Codice della strada è la sospensione della patente. Questa sanzione accompagna quella amministrativa, che prevede il pagamento di una multa. La durata della sospensione dipende dalla gravità dell’infrazione commessa.

E’ sempre il Prefetto a decidere la sospensione della patente, che viene comunicata alla Motorizzazione Civile, ed a restituire tramite la Polizia locale il permesso di guida alla fine della sospensione. Ma la stessa Motorizzazione può provvedere alla sospensione se il titolare perde i requisiti psico-fisici per continuare a sedersi al volante.

Ecco i casi in cui viene maggiormente decisa la sospensione della patente:

  • per superare il limite di velocità da 40 a 60 km/h: sospensione da 1 a 3 mesi. Se neopatentati, sospensione da 3 a 6 mesi. Se recidivi, da 8 a 18 mesi;
  • per superare il limite di velocità di oltre 60 km/h: sospensione da 6 a 12 mesi. Se recidivi, revoca della patente;
  • per provocare lesioni a persone dopo una violazione al Codice della strada: sospensione della patente fino a 1 anno. E’ ammesso il ricorso entro 20 giorni dalla notifica;
  • per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico tra 0,5 g/l e 0,8 g/l: sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Con un tasso tra 0,8 e 1,5 g/l si rischia la sospensione da 6 mesi a 1 anno. Se pizzicati al volante con un tasso superiore a 1,5 g/l, la sospensione va da 1 a 2 anni. In caso di recidiva nell’arco di un biennio, viene revocata la patente;
  • per guida sotto l’effetto di droghe: sospensione della patente da 1 a 2 anni. Anche qui, in caso di recidiva nell’arco di un biennio, viene revocata la patente;
  • per rifiutarsi di sottoporsi all’alcoltest o agli esami su presunta assunzione di droghe: sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni.

Attenzione, però: è necessario provare non solo che il conducente abbia assunto delle sostanze stupefacenti ma anche che sia sotto l’effetto di droghe proprio al momento in cui si trovava al volante [5].

Un ultimo appunto, importante per chi considera il Codice della strada come un optional quando si siede al volante: bastano tre multe consecutive per rischiare il ritiro della patente ed essere costretti a tornare all’autoscuola (in quel caso, si ricominci a leggere questo articolo daccapo per sapere come fare la patente). Lo stabilisce il Codice della strada, ma lo ha ribadito il Tar del Veneto con una sentenza [6] con cui ha condannato un conducente beccato tre volte nell’arco di un anno senza cintura di sicurezza ed intento a compiere guida e manovre pericolose. Quando è troppo è troppo.

note

[1] Art. 469 cod. pen.

[2] Art. 121, co. 9, Cod. str.

[3] Art. 7, Dl del 9 febbraio 2012.

[4] Sent. Cons. Di Stato, sez. III, n. 2416/2016.

[5] Cass. sent. N. 35334/2015.

[6] Sent. Tar Veneto n. 1194/2015.

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