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Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2016

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Lo sai che? Pensione a 64 anni, possibile se sono disoccupato?

> Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2016

Salvacondotto per i nati sino al 1952: è possibile beneficiarne se si risulta disoccupati da tanto tempo?

 

La pensione a 64 anni col beneficio del salvacondotto è possibile anche per i disoccupati, nonostante l’Inps, sino a poco tempo fa, negasse questa possibilità: lo ha stabilito la stessa Inps, con una recente circolare [1] nella quale ha confermato l’orientamento del Ministero del lavoro, riconoscendo la pensione anticipata anche a coloro che risultano disoccupati alla data del 28 dicembre 2011. Molti lavoratori potranno, così, pensionarsi quest’anno, o al massimo nel 2017, grazie a quest’agevolazione.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire in cosa consiste il beneficio del salvacondotto, che cosa si deve fare per ottenerlo e quali sono i particolari requisiti che devono possedere i disoccupati.

Salvacondotto: chi si può pensionare a 64 anni?

Il salvacondotto è un beneficio che consente di pensionarsi a 64 anni di età (64 anni e 7 mesi, nel 2016, per effetto degli incrementi legati alla speranza di vita), senza penalizzazioni sulla pensione, per coloro che sono nati sino al 31 dicembre 1952. Per fruire del salvacondotto, però, è necessario possedere:

  • almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per gli uomini;
  • almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per le donne.

Si tratta, in pratica, di una particolare tipologia di pensione di anzianità, con requisiti più leggeri rispetto alla pensione anticipata istituita dalla Legge Fornero e con uno “sconto” sui requisiti d’età rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria (per la quale, dal 2018, saranno necessari 66 anni e 7 mesi d’età per tutti). Possono, però, ottenere l’agevolazione i soli lavoratori dipendenti del settore privato.

Salvacondotto: quali disoccupati possono beneficiarne?

In base a una vecchia circolare Inps, potevano essere ammessi al salvacondotto soltanto coloro che, alla data del 28 dicembre 2011, svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato. Questa previsione, però, derivava da un’interpretazione non corretta della Legge Fornero, nel punto in cui disponeva i requisiti necessari per accedere al salvacondotto [2].

Ora, invece, l’Inps, con una nuova circolare [1], recependo l’indirizzo del Ministero del lavoro in materia, ha chiarito che il beneficio si applica anche a coloro che alla data del 28 dicembre 2011 non svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato, purché alla data del 31 dicembre 2012:

  • se uomini, risultino in possesso del requisito contributivo minimo per l’accesso alla pensione di anzianità con le quote (la quota è la somma di età e contributi posseduti dall’interessato), con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato;
  • se donne, risultino in possesso del requisito contributivo minimo richiesto per l’accesso alla pensione di vecchiaia, cioè pari a 20 anni, con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratrici dipendenti del settore privato.

In parole povere, le donne, anche se non occupate come dipendenti al 28 dicembre 2011, possono pensionarsi col salvacondotto a 64 anni (64 anni e 7 mesi nel 2016) se in possesso di 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, purché tutti i contributi derivino da lavoro dipendente svolto nel settore privato, mentre gli uomini, oltre ai 35 anni di contributi, devono possedere anche una quota pari ad almeno 96.

Salvacondotto: che cosa succede se i requisiti si raggiungono con contributi volontari o da riscatto?

I lavoratori disoccupati possono raggiungere la pensione a 64 anni e 7 mesi se i contributi richiesti (pari a 20 anni per le donne e 35 per gli uomini) derivano da lavoro dipendente svolto nel settore privato: sono esclusi i contributi volontari, i contributi figurativi maturati per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato, i contributi da riscatto non correlato ad attività lavorativa.

Ad esempio, se una lavoratrice possiede 20 anni di contributi accreditati nel Fpld, cioè nel fondo pensione lavoratori dipendenti, più 27 settimane di contributi figurativi, può accedere al salvacondotto; se, invece, non raggiunge 20 anni di contribuzione senza i contributi figurativi, non può ottenere il salvacondotto.

Salvacondotto: si può accedere se si è lavoratori autonomi?

Se si possiedono, oltre ai contributi da lavoro dipendente nel settore privato, anche contributi da lavoro autonomo, come quelli accreditati presso la gestione dei commercianti, degli artigiani e dei coltivatori, questi possono essere contati ai fini del salvacondotto, a condizione che alla data del 28 dicembre 2011 l’interessato risulti occupato come dipendente del settore privato [3].

In caso contrario, vale quanto esposto nel precedente paragrafo: bisogna, cioè, raggiungere l’anzianità contributiva richiesta con i contributi da lavoro dipendente del settore privato, nel caso in cui non si risulti occupati (come lavoratori subordinati del settore privato) al 28 dicembre 2011.

note

[1] Inps Circ. n. 196/2016.

[2] Art. 24, Co. 15-bis, D.L. 201/2011.

[3] Inps. Mess. n. 219/2013.

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