Assenze sul lavoro, che rischio?
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1 Dic 2016
 
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Assenze sul lavoro, che rischio?

Assenze ingiustificate e disinteresse per i compiti affidatigli: legittimo il licenziamento del dipendente.

 

Il dipendente in malattia deve preoccuparsi di comunicare, il più presto possibile, la propria assenza alla propria azienda: è vero che il certificato medico viaggia ormai in via telematica e che tale comunicazione viene fatta dall’Inps, ma è anche vero che il lavoratore ha l’obbligo di informare prontamente il proprio datore della sua assenza. Se non lo fa una sola volta, per quanto passibile di sanzione disciplinare, non rischia il posto; ma un comportamento recidivo di tale tipo può essere causa di licenziamento. Lo ha appena chiarito la Cassazione [1].

 

Le frequenti assenze non preavvertite né giustificate sono un comportamento ritenuto sufficientemente grave per considerare impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro. È chiaro, in questo caso, il disinteresse del dipendente verso le proprie responsabilità. Specie quando a questi sono affidati compiti delicati.

 

«Il certificato medico non basta?» potrebbe essere questa la giustificazione che il lavoratore negligente potrebbe dare dinanzi a una contestazione disciplinare di questo tipo. La risposta è assolutamente “no” e il dipendente deve essere diligente nel fornire una pronta comunicazione ai suoi capi. Anche perché il certificato medico ha un iter burocratico che il lavoratore, con una comunicazione immediata al proprio capo, potrebbe bypassare, consentendo all’azienda di provvedere per tempo ad organizzare la sostituzione del dipendente assente.

 

Come avviene la trasmissione del certificato medico? Molto semplice. Il lavoratore malato (sia nel settore pubblico che in quello privato) contatta il proprio medico per richiedere il certificato attestante l’assenza per malattia da presentare al relativo datore di lavoro. Il medico non è più tenuto a rilasciare il certificato cartaceo, ma effettua l’invio telematico di tale certificato all’Inps. A sua volta, l’istituto di previdenza rende disponibile l’attestato di malattia al datore di lavoro, tramite modalità telematica.

 

Se è sanzionabile il comportamento del dipendente che, pur con il certificato medico non comunica all’azienda la propria malattia, lo è ancor di più quello del dipendente che, assente, non offre giustificazioni e, quindi, non si procura neanche il certificato medico. In questo caso il suo comportamento è senz’ombra di dubbio passibile di licenziamento.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 6 ottobre – 1° Dicembre 2016, n. 24572

Presidente Nobile – Relatore Manna

Svolgimento del processo

Con sentenza pubblicata il 16.1.14 la Corte d’appello di Firenze rigettava il gravame contro la sentenza n. 1346/12 del Tribunale della stessa sede che aveva respinto l’impugnativa, proposta da L.N., del licenziamento disciplinare intimatogli con lettera del 10.10.07 da Arimar International S.p.A.

Per la cassazione della sentenza ricorre L.N. affidandosi a tre motivi, poi ulteriormente illustrati con memoria ex art. 378 c.p.c.

Arimar International S.p.A. (qui di seguito, più brevemente, Arimar) resiste con controricorso.

Il Collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della motivazione in forma semplificata.

Motivi della decisione

1- II primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 7 legge n. 300/70 e 24 Cost., per avere la sentenza impugnata ritenuto non necessaria la verifica dell’avvenuta affissione in azienda del c.d. codice disciplinare perché gli addebiti mossi al ricorrente non attengono a specifiche previsioni dei CCNL di settore, ma costituiscono comportamenti non aderenti ai generali doveri di collaborazione, fedeltà e correttezza propri dei rapporto di

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[1] Cass. sent. n. 24572/16 dell’1.12.2016.

 


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