Vorrei donare la mia parte di eredità, è possibile?
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2 Dic 2016
 
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Vorrei donare la mia parte di eredità, è possibile?

È possibile donare quanto si è ricevuto in eredità o quanto lo si riceverà alla morte di un familiare, come ad esempio un genitore? Come si fa l’atto di donazione?

 

È possibile donare un’eredità? Certamente sì, ma a determinate condizioni: innanzitutto la successione si deve essere già aperta, non essendo possibile donare una cosa futura; in secondo luogo bisogna andare dal notaio a firmare un atto pubblico, salvo il bene da donare sia di valore irrilevante.

Non in ultimo bisogna considerare che, se la donazione è in favore di tutti gli altri eredi, si può ottenere lo stesso risultato rinunciando all’eredità: in tal caso, infatti, la propria quota “rinunciata” va ad accrescere quella degli altri eredi, ossia viene divisa tra di essi. In questo modo si evita anche l’atto notarile di donazione.

Invece, se si vuole donare l’eredità a uno in particolare degli eredi – e non a tutti – è necessario l’atto apposito di donazione.

 

La donazione dell’eredità può essere fatta in favore di un soggetto terzo che non sia, necessariamente, uno degli eredi (ad esempio il proprio figlio, una associazione di volontariato, ecc.). In tal caso, se l’eredità non è di modico valore, sarà necessario recarsi dal notaio con due testimoni (i quali, di norma, vengono messi a disposizione dallo studio notarile stesso) e pagare le imposte sulla donazione. In pratica si dovranno fare due passaggi: il primo è l’accettazione dell’eredità con conseguente dichiarazione di successione e pagamento delle relative imposte; il secondo – possibile solo dopo essere divenuti eredi – è la donazione dell’eredità o di singoli beni.

Inoltre, è possibile donare anche una singola quota dell’eredità e non tutta quanta.

 

Attenzione: quando si parla di donazione dell’eredità si intende una percentuale ideale su tutti i beni del defunto ancora non divisi con gli altri coeredi. Ma è anche possibile donare uno specifico bene presente nell’eredità, in tal caso però a condizione che sia prima intervenuta la divisione dell’eredità: diversamente, infatti, sul bene vi è ancora la comunione con gli altri eredi e, stante il divieto di donare cose altrui, la donazione sarebbe nulla. Tutt’al più si potrebbe, in questo caso, donare la propria quota sul bene in comune (quota immaginaria e non identificabile con una parte specifica del bene): al beneficiario della donazione poi spetterebbe la parte di denaro non appena il bene venga venduto, in caso di mancato accordo con gli altri comproprietari/coeredi.

 

Donare l’eredità può essere una soluzione tutte le volte in cui il bene ereditato comporti costi gravosi a fronte di un vantaggio risicato. Si pensi al caso di un padre che, morendo, lasci alla moglie e ai quattro figli un appartamento molto piccolo: la casa verrà divisa per 1/3 al coniuge e per gli altri 2/3 tra i quattro figli (a ciascuno di questi quindi spetterà 1/6). In più, alla moglie spetta il diritto di abitazione sull’immobile: in pratica potrà viverci sino alla fine dei suoi giorni. A questo punto uno dei figli potrebbe ritenere non conveniente sostenere le spese di un appartamento senza poter godere dei relativi frutti; anche augurando alla madre una vita lunga, alla morte di quest’ultima, egli dovrebbe dividere la proprietà con gli altri tre fratelli e, in caso di mancato accordo, la comunione andrebbe divisa dal giudice. Una causa, tempi lunghi… Insomma, tutte circostanze che possono disincentivare dal mantenere la proprietà. La donazione, quindi, potrebbe essere la soluzione migliore.

 

Ricordiamo che la donazione è il contratto con cui una parte (cosiddetto donante o disponente), per spirito di liberalità e gratuità, arricchisce un altro soggetto (cosiddetto donatario), attribuendogli un diritto o assumendo verso la stessa un obbligo.

La donazione può interessare tutti i tipi di beni, a eccezione dei beni futuri e altrui, e in alcuni casi anche dei diritti: possono essere donati non solo i diritti di proprietà, ma anche i diritti reali di godimento, i diritti di credito, i titoli di debito pubblico, partecipazioni societarie, aziende, universalità di cose, l’eredità o una sua quota.


 


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