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Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2016

Lo sai che? Come impugnare la notifica di una cartella esattoriale

> Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2016

Vizi di forma, termini per presentare ricorso ed eccezioni da sollevare al giudice: se non vengono rispettate le regole di consegna, la cartella si contesta.

E’ uno dei vizi di forma più contestati, quando si riceve una cartella esattoriale: quello della notifica che non rispetta il modo in cui la richiesta di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate deve essere comunicata al contribuente. C’è un iter preciso che, se non seguito in modo scrupoloso, rischia di rendere nulla la cartella stessa. Con buona pace del contribuente.

Il quale, però, non deve gongolare troppo. Va bene che può contestare un vizio di forma e, quindi, evitare il primo colpo del ko. Ma l’Agenzia delle Entrate può sempre tirar fuori l’asso che nasconde nella manica e presentare una seconda cartella in cui vengono avanzate le stesse richieste contenute nella prima. Magari correggendo il tiro, cioè il vizio di forma commesso la prima volta. Ammesso (e non concesso) che rispetti i termini: con i tempi della pubblica amministrazione, tra l’invio della notifica e la definizione della causa tributaria si rischia la prescrizione.

Qui è dove il destinatario della cartella esattoriale deve fare la sua scelta: se contesta il vizio di notifica non potrà più fare altrettanto con il contenuto. Ergo, se l’Agenzia esattoriale riesce a dimostrare che di avere rispettato l’iter della notifica, la cartella sarà da pagare [1]. Che cosa conviene fare, allora? Verificare che, oltre ad un eventuale vizio di forma sulla notifica, ci siano altri errori nella cartella esattoriale. E valutare cosa conviene contestare.

Come deve essere notificata la cartella di pagamento?

Secondo la Cassazione, l’Agente di riscossione può spedire le cartelle di pagamento imbustandole e recapitandole a Poste Italiane affinché quest’ultima, tramite la raccomandata con avviso di ricevimento e il postino ordinario, le consegni ai contribuenti [2]. L’Agenzia delle Entrate, però, ha il suo piano B: si avvale del messo notificatore, di solito un dipendente dal Comune. Il messo consegna la cartella direttamente nelle mani del destinatario o a persona convivente maggiore di 14 anni o addetta alla casa (domestica, portiere, ecc.).

La prova dell’avvenuta notifica viene data:

  • in caso di raccomandata a.r., dall’avviso di ricevimento redatto dal postino e controfirmato dal destinatario;
  • in caso di notifica a mano, dalla cosiddetta “relazione di notifica” (o anche “relata di notifica”) redatta dal messo comunale, con cui questi attesta il procedimento di consegna della cartella.

In entrambi i casi ci possono essere dei vizi di forma, come vedremo tra poco.

Nulla la notifica della cartella con posta privata

La legge ha anche stabilito che l’Agente di riscossione non può avvalersi di soggetti diversi da Poste Italiane, in quanto società concessionaria del servizio pubblico delle notifiche. Ciò vuol dire che non si può ricorrere ad un corriere o ad un qualsiasi altro tipo di posta privata per la notifica di una cartella esattoriale. A meno che sia proprio la stessa Poste Italiane S.p.A. ad appaltare questo servizio ad un privato nell’impossibilità di provvedere con i propri mezzi. Quando manca il personale…

Notifica della cartella esattoriale via Posta Certificata (Pec)

L’Agenzia delle Entrate non manda le cartelle esattoriali solo ai cittadini privati, ma anche (ahimè) a professionisti, imprenditori, ditte individuali e società. Ma in questo caso è obbligata ad effettuare la notifica tramite la Pec, cioè la posta elettronica certificata. Tuttavia, secondo qualche isolata sentenza [3], le cartelle di pagamento notificate via Pec sono nulle perché la posta elettronica certificata non offre le garanzie tipiche della raccomandata tradizionale: non contiene, infatti, l’originale della cartella, ma appena una copia informatica priva di sottoscrizione e attestazione di conformità. Non solo: non garantisce nemmeno la piena prova dell’effettiva consegna del documento al destinatario, attestando unicamente l’immissione del documento nella casella Pec, a prescindere da ogni verifica sulla effettiva apertura e lettura del messaggio. In altre parole: professionisti, imprenditori, ditte individuali e società, potrebbero far finta di non avere visto alcunché.

Per i giudici che contestano questo sistema informatico, l’attestazione di spedizione e d’immissione dell’e-mail nella casella del destinatario è fornita solo da un sistema automatizzato, privo quindi di alcuna garanzia di certezza per il contribuente. Invece, con il sistema tradizionale della notifica cartacea, tale circostanza è garantita dal postino, dall’ufficiale giudiziario o dal messo notificatore in quanto pubblici ufficiali e, come tali, capaci di dare «fede privilegiata» alla propria attestazione di consegna (sia essa la relata di notifica o il registro di consegne delle raccomandate a.r.).

Come provare la notifica della cartella di pagamento

«L’ho consegnata». «Non ho ricevuto nulla». «La tua parola contro la mia”. “Appunto, la tua parola contro la mia». C’è un modo per evitare questo botta e risposta. L’Agenzia delle Entrate deve conservare le prove della notifica della cartella esattoriale anche oltre i cinque anni (termine durante il quale la legge le impone di custodire copia delle cartelle stesse). Le conviene: se il contribuente intraprende una causa per contestare il difetto di notifica di una cartella, l’Agente della riscossione deve essere pronto a dimostrare il contrario. Vuoi vedere?

Metti il caso che il contribuente chieda una copia dell’estratto di ruolo e ci trova un debito per il quale ritiene di non aver mai ricevuto alcuna cartella. Il debitore può fare opposizione, impugnando l’estratto di ruolo e sostenendo il difetto di notifica della cartella. Se l’Agente riscossore vuol dimostrare il contrario, deve esibire le prove della corretta notifica, ossia: l’avviso di ricevimento in caso di consegna tramite raccomandata a.r. di Poste Italiane oppure la relazione (o relata) di notifica nel caso di consegna a mani tramite messo comunale.

Ma c’è di più: metti che il contribuente subisca un pignoramento, ma sostenga di non aver mai ricevuto, prima, alcun atto di contestazione (la cartella di pagamento, l’intimazione di pagamento, ecc.). In tal caso, il pignoramento è illegittimo se l’Agenzia delle Entrate non dimostra il contrario.

Insomma: se mi accusi di qualcosa, se pretendi che paghi per un presunto torto, sei tu che devi dimostrare il perché.

E se il contribuente non è in casa?

Può capitare che il postino o il messo comunale, al momento di suonare al citofono, si sentano rispondere da una voce metallica: “Il contribuente da Lei chiamato non è al momento raggiungibile”. In altre parole, il destinatario della cartella esattoriale è temporaneamente assente. Affinché gli sforzi dell’Agenzia delle Entrate non siano del tutto vani a causa di un vizio di forma di notifica, il postino o il messo dovranno obbligatoriamente seguire questa procedura:

  • lasciare affisso alla porta del debitore o nella sua cassetta della posta un avviso con cui gli comunica di aver tentato la consegna della cartella;
  • depositare la cartella in Comune;
  • inviare poi una seconda raccomandata a.r. con cui lo informa della possibilità di ritirare il plico in Comune.

Se il postino o il messo non seguono uno di questi passaggi, la notifica è nulla.

Ma può anche capitare che chi arriva con in mano la cartella esattoriale da consegnare, dopo aver suonato al citofono, si senta rispondere dalla stessa voce metallica: «Attenzione: il contribuente da Lei cercato è inesistente». In altre parole, il destinatario della cartella non abita più in quella casa. Postino o messo devono indagare per trovarlo, dopo aver riportato questo inconveniente nella relazione (o relata) di notifica. Altrimenti, il procedimento è nullo.

Interessante, a questo proposito, la decisione della Ctr Lazio [4] con la quale si è prevista la irritualità della notifica quando il concessionario non sia in grado di dimostrare di aver spedito al contribuente una raccomandata con ricevuta di ritorno subito dopo l’affissione dell’avviso alla casa comunale ed alla porta dell’abitazione o dell’ufficio (la cosiddetta procedura di notifica a soggetti irreperibili).

L’amministrazione finanziaria non può eccepire il mancato aggiornamento dei dati presenti sull’anagrafe tributaria e la mancata comunicazione del contribuente in merito alla variazione anagrafica, premesso che è dovere dell’amministrazione stessa aggiornare i dati e nessun adempimento è richiesto in tal senso al contribuente [5].

La cartella esattoriale, quindi, deve essere recapitata all’indirizzo di residenza attuale del contribuente. La notifica alla vecchia residenza è nulla. Il cittadino valuti cosa gli conviene di più: se pagare la benedetta cartella o cambiare casa ogni due mesi. Sia chiara una cosa, però: se il contribuente cambia la sua residenza senza comunicarlo al Comune, la notifica al vecchio indirizzo è valida [6]: in tal caso il postino o il messo eseguono la procedura prevista per soggetti irreperibili, con deposito del plico alla Casa Comunale.

La persona fisica, infatti, quando cambia residenza, non è tenuta ad alcun adempimento nei confronti del fisco, ma solo alla comunicazione al Comune. Questo vuol dire che  spetta all’Agenzia delle Entrate aggiornare i propri archivi anagrafici, senza alcuna sollecitazione di terze parti.

La notifica eseguita in un luogo diverso da quello in cui la stessa doveva eseguirsi è nulla e la proposizione del ricorso non comporta alcuna sanatoria [5].

La copia degli atti di notifica

Il contribuente che, prima di intentare causa, voglia accertarsi della correttezza o meno della notifica e delle firme, può presentare istanza di accesso agli atti amministrativi a cui l’ufficio deve necessariamente dar seguito. In tal modo potrà verificare che l’Agenzia di riscossione sia in possesso delle prove della notifica e che essa sia stata compiuta regolarmente.

Come impugnare la notifica della cartella di pagamento?

L’impugnazione della notifica della cartella esattoriale segue le stesse regole delle contestazioni sul merito. Il contribuente deve, per cartelle fino a 20mila euro, tentare prima la mediazione-reclamo. In caso contrario dovrà intraprendere il giudizio presso:

  • il giudice di pace per le cartelle attinenti a multe entro 30 giorni dalla notifica;
  • il tribunale ordinario per le cartelle attinenti a contributi dell’Inps o Inail entro 40 giorni dalla notifica;
  • la commissione tributaria provinciale per le cartelle attinenti a tutti gli altri tributi erariali o locali entro 60 giorni dalla notifica.

note

[1] Ctr Roma sent. n. 140/2014.

[2] Cfr. anche Ctr Liguria sent. n. 893/2015; Ctr Toscana sent. n. 2331/2015.

[3] Ctp di Latina sent. n. 992/01/16 del 1.07.2016.

[4] Ctr Lazio sent. n. 354/28/15.

[5] Ctp Lecco sent. n. 101/01/16.

[6] Ctr Lazio, sent n. 186/10/15 del 21.01.2015.

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Ctr Roma, sez. VI – Sentenza n. 140/6/14, depositata il 20/01/2015   In tema di esecuzione esattoriale, qualora la parte destinataria di una cartella di pagamento contesti esclusivamente di averne ricevuto la notificazione e l’Agente per la riscossione dia prova di aver eseguito regolarmente questa notificazione, resta preclusa la deduzione di vizi concernenti la cartella di pagamento che non siano stati fatti valere opponendosi tempestivamente a quest’ultima.   Ctr Lazio, sez. X – Sentenza n. 186/10/15, depositata il 21/01/2015 E’ legittimo il ruolo contenuto nella cartella di pagamento qualora la notifica degli avvisi di accertamento dell’ente impositore risulti perfezionata in quanto il contribuente destinatario abbia variato la propria residenza senza comunicare alcunché all’Ufficio anagrafe ed il messo notificatore abbia poi accertato la mancanza di altri recapiti nel comune. Nel caso di specie il contribuente risultava destinatario di distinti ruoli notificatigli con cartelle di pagamento per l’anno d’imposta 2005. Il contribuente, che pure invocava l’illegittimità della pretesa per la mancata notifica degli atti presupposti, non aveva considerato che questi erano stati invece ritenuti notificati per irreperibilità a seguito di trasferimento per luogo ignoto in quanto egli aveva trasferito la propria residenza senza comunicare la variazione al comune e senza fare neppure risultare alcun altro recapito nello stesso comune.   CTP di Milano, Sez. 47, sentenza n. 1946/2015 del 27/2/2015 È inesistente la cartella esattoriale notificata dal Concessionario della Riscossione ad una società estinta, per mancanza del soggetto destinatario della cartella (nel caso di specie il Concessionario della Riscossione in data 13 aprile 2012 notifica l’iscrizione a ruolo per oltre 4mila euro una Sas cancellata dal registro delle imprese in data 20 settembre 2011 senza messa in liquidazione. Il ricorso introduttivo viene proposto nei confronti del solo Concessionario della Riscossione).   Ctr per la Lombardia, Sez. 11, sentenza n. 774/2015 del 4/3/2015 L’azione di annullamento della cartella di pagamento può essere rivolta dal contribuente, indifferentemente nei confronti dell’ente creditore o del concessionario, senza che tra costoro si realizzi un’ipotesi di litisconsorzio necessario, essendo rimessa alla sola volontà del concessionario evocato in giudizio la facoltà di chiamare in causa l’ente creditore (conf. Cass. Ord. 10646/2013).   Ctr Lazio, sez. XXXV – Sentenza n.2054/35/15, depositata l’8/04/2015 Il concessionario della riscossione ha facoltà di procedere direttamente alla notifica mediante raccomandata con avviso di ricevimento e la notifica si ha per avvenuta con la ricezione da parte del destinatario nella data risultante dall’avviso di ricevimento, nel quale l’ufficiale postale attesta l’effettiva coincidenza tra destinatario e consegnatario della cartella di pagamento. Quando la cartella di pagamento è emessa sulla base di controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi ex art. 36-bis, dpr n. 600 del 1973, l’Amministrazione finanziaria non è tenuta a una motivazione analitica del provvedimento, essendosi proceduto alla mera liquidazione dell’imposta in base ai dati contenuti nella dichiarazione o rinvenibili negli archivi dell’anagrafe tributaria.   Ctr Lazio, sez. n. XXII – Sentenza n. 3587/22/15, depositata il 17/6/2015 Le cartelle di pagamento sottostanti all’avviso preventivo di iscrizione di ipoteca, se ritualmente notificate non possono essere più contestate, per cui ogni censura inerente l’illegittimità delle notifiche andava fatta valere nel termine di legge di 60 giorni successivi alla notifica. In tema di notifica occorre ribadire che la stessa può essere eseguita anche mediante invio diraccomandata con avviso di ricevimento, notificata in plico chiuso e si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma dell’art 26 del dpr 602/73 o dal portiere dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda. Si considerano inammissibili le censure sollevate con le memorie illustrative e poi riproposte in sede di appello quali motivi. Difatti, la tutela dei contribuenti è affidata in primo grado ai motivi da sollevare con apposito ricorso da proporre dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale nei modi e nei termini previsti ai sensi degli artt. 18 e 21 del dlgs n. 546/92. Oltre tale termine non è possibile in appello sollevare ulteriori doglianze soprattutto con memorie da depositare e non da notificare le quali hanno un carattere prettamente illustrativo delle censure presentate tempestivamente.   Ctr Liguria, Sezione 1- Sentenza del 25/08/2015 n. 893 La legge sulla notifica a mezzo posta (e in particolare l’art.14) consente (anche) al concessionario della riscossione di notificare la cartella di pagamento avvalendosi «direttamente» (e quindi senza il tramite degli ufficiali giudiziari) del servizio postale. Non occorre, in tal caso, la redazione di una relata di notifica e la prova della positiva esecuzione dellastessa è data dalla sottoscrizione dell’avviso di ricevimento secondo quanto previsto dal regolamento che disciplina la consegna della corrispondenza «ordinaria» per raccomandata.   Ctr Toscana, Sez. 16 Sentenza n. 2005 del 09/11/2015 L’individuazione dei soggetti tenuti al pagamento delle imposte è riservata esclusivamente all’Ufficio che, ai fini della riscossione, consegna al concessionario l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute. Quindi il concessionario non può notificare la cartella di pagamento ad un contribuente nei confronti del quale non vi sia stata iscrizione a ruolo.   Ctr Toscana, Sez. 35 Sentenza n. 2331 del 22/12/2015 In tema di riscossione delle imposte, la notifica della cartella esattoriale può avvenire anche mediante invio diretto, da parte del concessionario, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, in quanto la seconda parte del comma 1 dell’art. 26 dpr 602/1973 prevede una modalità di notifica, integralmente affidata al concessionario stesso ed all’ufficiale postale, alternativa rispetto a quella della prima parte della medesima disposizione e di competenza esclusiva dei soggetti ivi indicati.

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