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Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2016

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Lo sai che? Scuola: no a contratti oltre i 36 mesi per docenti e Ata

> Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2016

La Cassazione dichiara illegittima la reiterazione dei contratti a termine conclusi dal Miur con docenti e personale amministrativo.  

La Suprema Corte, con la sentenza del 23 novembre scorso [1], ha ribadito un principio fondamentale: la reiterazione dei contratti a termine, conclusi con il personale docente e con quello amministrativo, tecnico ed ausiliario, dà diritto al precario ad ottenere il risarcimento del danno.

Nonostante le promesse di stabilizzazione dei precari della scuola, arriva una nuova stangata per il Miur, ritenuto responsabile – in violazione della normativa comunitaria – di consentire il rinnovo illimitato di contratti di lavoro a tempo determinato, anche senza ragioni obiettive che lo giustificano.

Ma quale è l’origine del problema?

Come noto, il contratto di lavoro a tempo determinato nasce dalla volontà del legislatore di soddisfare le esigenze produttive e organizzative temporanee del datore di lavoro e costituisce un’eccezione alla regola del contratto di lavoro a tempo indeterminato: perciò la sua stipulazione deve essere soggetta a limitazioni temporali e causali.

Sebbene il reclutamento del personale a termine della scuola sia disciplinato in maniera distinta dal sistema privato, resta fermo in ogni caso il principio di illegittimità di una reiterazione ingiustificata del contratto a termine.

Inoltre, in ossequio alla direttiva UE è precluso alla legge il ricorso generalizzato e indiscriminato al contratto a termine.

Se è vero che in linea di principio potrebbero individuarsi anche nel settore della scuola delle ragioni che potrebbero giustificare il ricorso al contratto a termine, nel predetto comparto il ricorso a contratti a tempo determinato, purtroppo, viene effettuato per esigenze niente affatto provvisorie, ma stabili e durevoli nel tempo.

Tale situazione di illegittimità non è sfuggita alla Suprema Corte la quale, con la sentenza in commento, è tornata ad affermare che la reiterazione del contratto a termine realizzata a far data dal 10 luglio 2001 è illegittima.

Tuttavia, precisa la Corte, tale illegittimità non determina la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, essendo l’accesso al pubblico impiego regolato, come vuole la Costituzione, mediante concorso.

Ne consegue che i docenti ed il personale Ata interessati da una reiterazione illegittima del contratto a termine – che non siano stati stabilizzati – hanno diritto al risarcimento del danno (quantificato secondo i parametri stabiliti dalla Suprema Corte di Cassazione tra 2,5 e 12 mensilità della retribuzione [2]).

note

[1] Cass. sent. n. 23866/2016 del 23.11.2016.

[2] Cass. SS. UU. sent. n. 5072/2016 del 15.03.2016 (Conforme Cass. sent. n. 14633/2016 del 18.07.2016).

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