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Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2016

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Lo sai che? Multa mentre l’auto era in officina: cosa fare?

> Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2016

Se abbiamo subito una multa palesemente ingiusta, si può subito fare opposizione dimostrando che non si tratta della nostra auto.

Immaginiamo che ci venga  notificato a casa un verbale per aver violato il codice della strada. Immediatamente, però, ci accorgiamo che abbiamo subito una multa mentre la nostra auto era in officina: cosa fare? La via più semplice ed immediata è quella di fare ricorso in autotutela alla stessa autorità che ci ha notificato la violazione. Le alternative sono i ricorsi al prefetto o quello al giudice di pace, ma i tempi saranno più lunghi e i costi più gravosi.

Multa ingiusta: il ricorso in autotutela

La prima cosa da fare se abbiamo ricevuto una multa ingiusta è presentare un ricorso in autotutela. Si tratta di un rimedio immediato ed economico. Prima di tutto, perché è indirizzato alla stessa autorità che ha fatto la multa (ad esempio la polizia municipale): essa quindi potrà dare una risposta efficace e in tempi brevi, visto che è al corrente della situazione. In secondo luogo, il ricorso in autotutela è gratuito e consente perciò di evitare le spese legali necessarie per instaurare una causa in tribunale.

Se quindi abbiamo avuto una multa mentre l’auto era in officina, questo rimedio fa al caso nostro, perché è pensato per correggere errori macroscopici e palesi. Può darsi, infatti, che il vigile abbia sbagliato a rilevare la targa, o a trascriverla sul verbale. Peggio ancora, la nostra targa potrebbe essere stata clonata su un veicolo che non appartiene a noi. Bisogna quindi segnalare che la nostra macchina era in officina, per evitare di pagare una sanzione ingiusta.

Auto in officina: come fare ricorso

Il ricorso in autotutela va scritto in carta semplice (quindi senza marca da bollo) e indirizzato al comando indicato nel verbale (ad esempio polizia municipale). Il ricorso va spedito tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Bisogna spedire sia al comando di polizia segnato sul verbale, sia alla prefettura territorialmente competente. Se abbiamo inviato il ricorso all’ufficio sbagliato, non ci si deve preoccupare: quest’ultimo ha il dovere di inoltrare l’opposizione all’ufficio competente. Nel ricorso bisogna specificare:

  • le nostre generalità e il nostro indirizzo;
  • i dati del verbale che ci è stato notificato (data e numero del verbale, causa della multa);
  • i motivi per cui chiediamo l’annullamento.

Nel ricorso dobbiamo dimostrare che la nostra auto era in officina nel momento in cui il vigile ha fatto la multa. Per fare questo, è utile allegare al documento alcuni dati che ci consentano di provare la verità, come:

  • la fattura rilasciata dall’officina;
  • eventuale nota di entrata e di uscita dell’auto dall’officina stessa;
  • una dichiarazione del meccanico, il quale affermi che la macchina era effettivamente in riparazione.

Per conoscere tutti i dettagli del ricorso in autotutela e trovare un modello per scriverlo, si può leggere l’articolo Ricorso in autotutela: cos’è, a cosa serve e come si scrive. Utile anche Multe: quando è possibile il ricorso in autotutela.

Il ricorso al prefetto o al giudice di pace

Se vogliamo opporci alla multa perché la nostra auto era in officina, un altro modo è fare ricorso:

  • al prefetto, entro 60 giorni dalla notifica del verbale;
  • al giudice di pace, entro 30 giorni dalla notifica del verbale.

Attenzione però, perché se abbiamo presentato il ricorso in autotutela, questo non sospende i termini per ricorrere al prefetto o al giudice. In pratica, se facciamo un ricorso in autotutela non dobbiamo aspettare la risposta dell’autorità, perché così facendo i 60 o i 30 giorni rischiano di scadere e non potremo più ricorrere al prefetto o al giudice. É consigliabile quindi, in attesa della risposta sull’autotutela, percorrere contemporaneamente una di queste alternative.

Il ricorso al prefetto è gratuito. Per quello al giudice, invece, bisogna pagare il contributo unificato. Esso può proporsi anche personalmente e senza l’assistenza di un avvocato. Tuttavia, è sempre consigliabile farsi assistere e rappresentare da un professionista, perché ci sono delle procedure da rispettare: non è raro che i ricorsi vengano respinti e dichiarati inammissibili proprio per il mancato rispetto di termini, requisiti formali e norme tecniche. Per un approfondimento sul ricorso al prefetto e su quello al giudice, si consiglia la lettura dell’articolo Per contestare una multa devo avere l’avvocato?

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