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Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

Lo sai che? Come fare e rinnovare la carta d’identità

> Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2016

Dove andare, quali documenti portare, quanto costa. Quando è valida per l’espatrio, come farla per i bambini. Che cos’è la carta d’identità elettronica.

Insieme alla tessera sanitaria, la carta d’identità è l’unico documento obbligatorio di cui ogni cittadino deve essere in possesso. Anzi, lasciare a casa la tessera sanitaria per andare a spasso potrebbe anche essere un optional. Dimenticare la carta d’identità, invece, in caso di un qualsiasi controllo, sarebbe un guaio: c’è sempre l’obbligo di portare con sé un documento che dica chi siamo e dove abitiamo.

Come fare la carta d’identità

Fare la carta d’identità richiede la presenza fisica del richiedente davanti all’ufficio anagrafe del Comune di residenza. Bisogna portare con sé due fotografie formato tessera recenti e a capo scoperto e compilare il modulo di richiesta fornito dall’anagrafe oppure scaricato dal sito web del Comune. Occorre presentare anche un altro documento di riconoscimento (la patente, la tessera sanitaria…). In mancanza di quest’ultimo, per fare la carta d’identità è necessario recarsi in Comune accompagnato da due testimoni muniti, a loro volta, di un documento d’identità non scaduto. La validità della carta d’identità per i maggiorenni è di 10 anni. Il costo è di 5,42 euro di diritti di segreteria. In caso di smarrimento, la richiesta per rifare la carta d’identità costa 10 euro, così come in caso di furto. Se il documento è stato rubato, il cittadino dovrà presentare all’ufficio anagrafe la denuncia fatta alla pubblica autorità (Polizia o Carabinieri).

La carta d’identità può essere richiesta anche da un non residente. In questo caso, il costo sale a 10 euro o a 20 euro se per ottenere il documento ci si rivolge agli uffici anagrafici presenti nei più grandi aeroporti italiani.

Come fare la carta d’identità valida per l’espatrio

Basterà un’autocertificazione da presentare all’anagrafe comunale (oltre ai documenti citati in precedenza) per fare la carta d’identità valida per l’espatrio. Si tratta di una dichiarazione in cui si afferma di non avere alcun impedimento per ottenere il passaporto. La carta d’identità valida per l’espatrio sostituisce all’interno dell’Unione europea il passaporto.

Gli stranieri che non hanno acquisito la cittadinanza italiana non possono espatriare con la carta d’identità. Avranno diritto sì a chiedere questo documento, se residenti in un Comune italiano, per sbrigare le pratiche quotidiane, ma sulla carta d’identità verrà impresso il timbro «Non valida per l’espatrio». Vuol dire che per varcare il confine, in entrata o in uscita, avranno bisogno del documento di identità o del passaporto rilasciati nel loro Paese.

Come fare la carta d’identità per minorenni

Fare la carta d’identità non richiede un’età minima: il Comune può rilasciarla anche ai neonati. I genitori (o chi ne fa le veci) devono sempre recarsi all’anagrafe comunale con due fotografie formato tessera del bambino. Può succedere che il minore non abbia l’autorizzazione dei genitori a fare la carta d’identità: in questo caso, il ragazzino avrà bisogno dell’autorizzazione del giudice tutelare.

Il documento per i bambini fino a 3 anni ha validità di 3 anni. Da quell’età fino ai 18 anni, il documento avrà una validità di 5 anni.

La carta d’identità rilasciata ai minorenni può essere valida anche per l’espatrio purché, al momento della richiesta, il ragazzo sia accompagnato da entrambi i genitori, oppure da uno solo se l’altro è impossibilitato purché venga presentato il consenso del genitore assente. Sul documento di identità per l’espatrio del minorenne verranno indicati i nomi dei genitori. In assenza di questa indicazione, il padre e/o la madre dovranno portare con sé lo stato di famiglia o un altro documento che ne attesti la parentela. Il costo della carta d’identità del minorenne è lo stesso di quella di un maggiorenne: 5,42 euro per la prima richiesta, 10 euro in caso di smarrimento.

Come rinnovare la carta d’identità

La carta d’identità scaduta può essere rinnovata in pochi minuti presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune di residenza. Non sempre viene fatto un documento nuovo: a volte basta apporre un timbro sul retro che riporta la nuova data di scadenza. A meno che la carta d’identità non sia in buone condizioni oppure il cittadino non sia più riconoscibile sulla foto. In questo caso non sarà necessario ricompilare il modulo di richiesta ma serviranno altre due fotografie recenti.

Non occorre attendere che la carta d’identità non sia più valida per provvedere al rinnovo: fino a 180 giorni prima della scadenza è possibile chiederlo all’anagrafe comunale portando con sé il documento che sta per scadere. Attualmente, la data di scadenza coincide con il giorno del compleanno. Vuol dire che se compio gli anni il 2 gennaio ma la carta d’identità mi scade il 30 agosto 2017, la scadenza successiva non sarà più il 30 agosto 2027 ma il 2 gennaio 2018.

Rinnovare la carta d’identità costa come farla nuova: 5,42 euro di diritti di segreteria.

 

Che cos’è la carta d’identità elettronica

Piano piano, alcuni Comuni si stanno adeguando ad un nuovo sistema già adottato in altri Paesi europei e, per quanto riguarda altri documenti come la patente o la tessera sanitaria, anche in Italia. Si tratta della carta d’identità elettronica che, oltre a risolvere qualche problema di spazio nel portafoglio, semplifica alcune questioni burocratiche.

La carta d’identità elettronica ha le dimensioni di una carta di credito. E’ plastificata e, come quella cartacea, riporta la foto del titolare ed i suoi dati anagrafici. Ma ha qualche elemento in più. Il più innovativo, un chip che contiene:

  • una componente elettronica di protezione dei dati anagrafici, della foto e delle impronte digitali del titolare;
  • una componente per consentire l’accesso ai servizi erogati dalla Pubblica amministrazione;
  • un elemento per permettere di acquisire l’identità digitale sull’apposito sistema pubblico;
  • un fattore per abilitare il cittadino alla fruizione di ulteriori servizi in Italia e in Europa.

In pratica, la carta d’identità elettronica contiene nel chip, oltre ai dati già riportati su quella cartacea:

  • le immagini di due impronte digitali (una della mano destra e una della sinistra);
  • il codice fiscale (anche in formato di codice a barre);
  • gli estremi dell’atto di nascita;
  • i nomi dei genitori, se si tratta di una carta d’identità intestata ad un minorenne.

Nei Comuni che sono già abilitati al rilascio della carta d’identità elettronica, bisognerà presentarsi con una fototessera in formato cartaceo o elettronico (anche salvata su una chiavetta Usb) e possibilmente, per accelerare l’iter, il codice fiscale o la tessera sanitaria. Il costo è di 16,79 euro più i diritti fissi di segreteria. Bisogna conservare la ricevuta di pagamento: sarà necessario presentarla all’ufficio anagrafe al momento di fare la domanda. La validità è la stessa della carta d’identità cartacea.

Il cittadino (o chi per lui se delegato per iscritto) riceve la carta d’identità elettronica presso lo sportello dell’Anagrafe o all’indirizzo da lui segnalato per la consegna entro 6 giorni dalla presentazione della richiesta. In caso di smarrimento, è obbligatorio presentare denuncia presso le forze dell’ordine. Poi, contattando l’apposito servizio del Ministero dell’Interno può disporre l’annullamento del suo documento e fare richiesta di rinnovo al proprio Comune di residenza.

La carta d’identità elettronica dà la possibilità di accedere ai propri dati tramite smartphone grazie all’app Idea.

I dispositivi Android, dotati di lettori di prossimità Nfc, riescono a leggere i dati riportati sul chip della carta d’identità elettronica, la regolarità del funzionamento del documento e l’esattezza dei dati.

Cosa si rischia con una carta d’identità falsa

Chiunque viene trovato con una carta d’identità falsa è accusato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi validi per l’espatrio [1] e viene punito con la reclusione da 2 a 5 anni. La pena aumenta da un terzo alla metà per chi fabbrica il documento falso o lo detiene fuori dall’uso personale.

La contraffazione di una carta d’identità, inoltre, configura l’ipotesi di falso in certificazione amministrativa [2] e non quella di falsità ideologica in atti pubblici. Questo perché la carta d’identità è un certificato e non un atto pubblico costitutivo di diritti a favore del privato e di doveri a carico dell’Amministrazione. Avendo il solo scopo di permettere l’esatta identificazione di un cittadino, rientra tra i documenti tutelati dall’articolo del codice penale citato in nota.

La Cassazione si è espressa più volte sul reato di falsificazione di un documento di identità. La Suprema corte ha stabilito, per esempio, che la contraffazione della carta d’identità (come del passaporto) rappresenta un’ipotesi di reato indipendente dal possesso del documento [3]. In altre parole: chi, come Totò e Peppino, si mette in cantina a fabbricare una carta d’identità falsa (loro facevano le false banconote, ma serva l’esempio), viene punito per il gesto, anche se poi non se la porta in giro.

Il mero possesso, invece, di una carta d’identità falsa valida per l’espatrio integra il reato perché, secondo la Cassazione, la normativa non tiene conto di eventuali forme di concorso nella falsità [4].

note

[1] Art. 497-bis cod. pen.

[2] Ex art. 477 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 18535/2013.

[4] Cass. sent. n. 12268/2012 e n. 5061/2012.

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