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Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2016

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Lo sai che? Assegno non trasferibile, quale l’importo limite?

> Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2016

Vincolante la clausola «non trasferibile» per assegni di importo a partire da mille euro: sotto 1.000 euro è invece possibile chiedere alla banca un carnet di assegni senza la scritta «non trasferibile».

La legge [1] vieta il trasferimento di assegni non trasferibili per importi a partire da 1.000 euro. Solo al di sotto di mille euro è possibile emettere assegni che possono essere trasferiti, ossia “girati” dal prenditore (il beneficiario) a un altro soggetto, verosimilmente un suo creditore. Ma procediamo con ordine.

Un tempo l’assegno bancario (quello cioè emesso su rilascio di un carnet della banca e con presenza di un conto corrente ove siano depositati i fondi a copertura dell’assegno stesso) poteva liberamente circolare. In altre parole, una volta consegnato dal debitore al creditore, con l’indicazione dell’importo, della data e del beneficiario, quest’ultimo poteva – invece di portare il titolo in banca per il pagamento – apporre la cosiddetta girata e consegnarlo, a sua volta, a un proprio creditore per pagare un debito. Anche il nuovo possessore dell’assegno poteva fare lo stesso: invece di riscuoterlo, poteva girarlo a un altro soggetto come forma di pagamento. E così via. Questo meccanismo, chiamato trasferibilità, si realizzava con la cosiddetta “girata”: sul lato posteriore dell’assegno, cioè, veniva apposta la firma del precedente prenditore che trasferiva il titolo. Così, avveniva spesso che gli assegni girassero numerose mani prima di essere materialmente incassati. Essi venivano usati un po’ come se fossero moneta circolante.

Oggi però la legge non consente più questo se l’assegno è di importo pari o superiore a mille euro. In buona sostanza, la banca emette già il carnet di assegni con la scritta – presente su un ogni assegno – “non trasferibile”. Questo non consente più di far circolare l’assegno anche per cifre inferiori a 1.000 euro.

Il correntista può ancora chiedere al proprio istituto di credito il rilascio di un carnet senza la clausola “non trasferibile”, la somma di euro 1,50 per ciascun assegno circolare o modulo di assegno bancario in forma libera, a titolo di imposta di bollo. Questo però gli consente di utilizzare gli assegni solo per importi fino a 1.000 euro, mentre per importi superiori dovrà egli stesso apporre sul titolo la scritta non trasferibile.

Dunque, sintetizzando, la clausola “non trasferibile” è obbligatoria per trasferimenti pari o superiori a 1.000 euro (tale nuovo limite di importo è entrato in vigore il 31.12.2011 [2]. Per questo motivo, gli assegni sono emessi con l’indicazione prestampata della clausola “non trasferibile” salvo esplicita richiesta contraria del cliente.

In caso di violazione, è prevista l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie determinate in misura percentuale rispetto all’importo dell’assegno.

note

[1] D.lgs. n. 231 del 21.11.2007.

[2] Limite introdotto dal D. L. n. 201 del 6.12.2011 “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” , convertito, con modificazioni, con Legge 214/2011.

Autore immagine: 123rf com

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