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Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2016

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Lo sai che? Il padrone di casa deve diffidare l’inquilino che fa chiasso?

> Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2016

Affitto: se il rumore è intollerabile il locatore risarcisce solo se è responsabile insieme all’inquilino del fatto.

La responsabilità per i rumori prodotti all’interno di un appartamento è solo di chi li genera, inquilino o proprietario che sia. È a quest’ultimo che ci si deve rivolgere per ottenere il risarcimento del danno per aver passato le notti insonni o aver vissuto sotto il continuo stress di un frastuono insopportabile. Dunque, nell’ipotesi di appartamento in affitto, il locatore non può essere ritenuto responsabile personalmente salvo nel caso in cui abbia concorso, insieme al conduttore, a produrre i rumori. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Da un punto di vista pratico, ciò significa che chi viene molestato da un vicino rumoroso, il quale si trovi all’interno dell’appartamento in forza di un contratto di affitto, non può pretendere, dal relativo padrone di casa, che lo diffidi per fargli cessare le molestie o, magari, gli revochi l’affitto stesso. Pur potendolo quest’ultimo fare, non è un suo dovere garantire al resto del condominio che l’inquilino rispetti il relativo regolamento e non disturbi i vicini.

L’unico caso – rimarca la Cassazione – in cui il locatore è corresponsabile dei rumori prodotti dall’inquilino è quando egli abbia concorso alla realizzazione del fatto dannoso, e non già per aver omesso di rivolgere, al conduttore, una formale diffida ad adottare gli interventi necessari a impedire pregiudizi a carico di terzi.

Chi deve eliminare, dunque, le cause delle immissioni di rumore? Come già hanno chiarito le Sezioni Unite della Cassazione [2], ci si può rivolgere al proprietario dell’appartamento se i rumori provengono, ad esempio, dalle caratteristiche strutturali dell’appartamento stesso: si pensi a uno scaldabagno particolarmente rumoroso o a un condizionatore d’aria caldo/freddo, posto sul terrazzo, che, per qualche difetto di funzionamento o perché particolarmente vecchio, generi baccano. In questi casi, sempre che l’impianto sia di proprietà del locatore, quest’ultimo si può dire corresponsabile. Invece, quando i rumori vengono prodotti dalla condotta dall’inquilino – volume troppo alto, spostamento di mobili, tono della voce assordante, pulizie di casa svolte negli orari del riposo – è solo a quest’ultimo che si può fare causa.

note

[1] Cass. sent. n. 23245/16 del 15.11.2016.

[2] Cass. S.U. sent. n. 4848/2013 e n. 10186/2000:«L’azione esperita dal proprietario del fondo danneggiato per l’eliminazione delle cause delle immissioni, che rientra tra quelle negatorie, di natura reale, a tutela della proprietà, deve essere proposta nei confronti del proprietario del fondo dal quale le immissioni provengono quando sia volta ad accertare in via definitiva l’illegittimità delle immissioni e a ottenere il compimento delle modifiche strutturali del bene indispensabili per far cessare le stesse e che, cumulativamente a essa, può essere introdotta l’azione per la responsabilità aquiliana prevista dall’articolo 2043 cod. civ., per ottenere il risarcimento del pregiudizio di natura personale che sia derivato dalle immissioni stesse».

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