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Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2016

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Lo sai che? Antenna centralizzata, se non la uso devo pagare?

> Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2016

Chi non ha la televisione in casa o chi si vale di una propria parabola deve contribuire alle spese dell’antenna centralizzata?

In un condominio con antenna tv centralizzata, la spesa per l’installazione, per le manutenzioni periodiche e per le riparazioni straordinarie fatte dal tecnico (ad esempio, in occasione di temporali che abbiano spostato l’antenna medesima) va ripartita tra tutti i condomini in ragione dei rispettivi millesimi; ma coloro che non hanno una televisione in casa o che, magari, hanno una propria parabola e che non desiderano collegarsi all’antenna del condominio sono tenuti a pagare?

La questione non è così semplice come potrebbe, a prima vista, sembrare. In generale, la regola fissata dal codice civile, per tutti i servizi condominiali non divisibili (scale, ascensore, cortile, ecc.) è quella della ripartizione delle spese tra tutti i condomini che anche solo potenzialmente si possono valere del servizio, a prescindere poi dall’effettivo uso che ne fanno. Il punto è se tale regola si possa applicare anche all’antenna centralizzata.

Qualche esempio ci aiuterà a capire meglio.

Mettiamo il caso di un condomino che abiti al primo piano e che faccia le scale sempre a piedi. Deve partecipare alla spesa dell’ascensore? Sicuramente si. Egli potrebbe ad esempio recarsi all’ultimo piano o sul tetto per svariate esigenze (trovare un altro condomino, stendere i panni, ecc.) ed aver bisogno dell’ascensore. Così come non è detto che eventuali ospiti da lui diretti debbano necessariamente fare le scale a piedi. Per legge nessuno può rinunciare al diritto sulle parti comuni,

né può sottrarsi all’obbligo di contribuire alle spese per la relativa conservazione. Quindi, anche se non usiamo l’ascensore, siamo tenuti a pagare per la sua manutenzione.

Diverso è invece il caso della copertura del lastrico solare nel caso di un edificio su più livelli, dove quindi il lastrico non è unico per tutto lo stabile, ma ve ne sono diversi, ciascuno volto a coprire un differente livello. In tal caso, le spese di rifacimento della copertura per il singolo lastrico vengono ripartite solo tra i condomini che da esso sono coperti e non dagli altri (ossia tra i proprietario delle abitazioni che si trovano sotto l’asse di quello specifico tetto). In questo caso, infatti, siamo dinanzi a un servizio divisibile.

Nel caso dell’antenna possiamo fare un discorso diverso a seconda che a partecipare debba essere un condomino senza televisione in casa o uno che usufruisca già della sua parabola e, quindi, si sia – per così dire – “staccato” dall’impianto comune.

Condomino senza televisione

In questo caso sembra più corretta la tesi secondo cui a partecipare alla spesa di manutenzione dell’antenna centralizzata debbano essere tutti i condomini, anche quelli che, in quel dato momento, non posseggono una televisione (non è detto, peraltro, che la possano acquistare successivamente!).

Immaginiamo allora di avere una casa in un condominio, dove tutti i televisori sono collegati ad un’antenna centralizzata. In quella casa noi non abbiamo il televisore e, di fatto, quell’antenna non la utilizziamo. Un giorno, però, arriva un forte temporale e i canali televisivi non si vedono più. Come è giusto che sia l’amministratore chiama il tecnico dell’antenna per farla aggiustare e questi presenta la sua fattura. Siccome l’episodio si verifica più volte nell’arco dell’anno, alla ripartizione di questi costi noi non vogliamo partecipare proprio perché non abbiamo una tv in casa. Come si risolve il problema?

Il codice civile [1] stabilisce che le spese per la conservazione ed il godimento delle parti comuni dell’edificio, comprese quelle per i servizi d’interesse comune e le innovazioni deliberate dalla maggioranza, sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.

Quindi quello che conta, in effetto, non è l’uso reale, che facciamo di quell’antenna, ma l’uso potenziale in capo a ciascun condomino. Del resto, nessuno può garantire che il condomino privo, in un determinato momento, della televisione, non la compri in un momento successivo.

Per legge, peraltro, nessuno può rinunciare al diritto sulle parti comuni, né può sottrarsi all’obbligo di contribuire alle spese per la relativa conservazione. Quindi, anche se non abbiamo una tv in casa, siamo tenuti a pagare per la manutenzione dell’antenna centralizzata.

Questo ovviamente non influisce sul pagamento del canone Rai: chi non ha la tv, anche se l’antenna è predisposta a livello condominiale, non sarà tenuto a versare l’imposta sulla detenzione della televisione.

Condomino con propria antenna o parabola satellitare

Diverso potrebbe essere il discorso del condomino già munito di propria antenna o di parabola satellitare. Qui, infatti, potremmo essere nella stessa posizione di chi si distacca dall’impianto di riscaldamento centralizzato, attività che è consentita a tutti i condomini, trattandosi di un servizio divisibile e suscettibile di godimento separato.

Ricordiamo che è la legge stessa [2] a stabilire l’obbligo, per tutti gli immobili di nuova costruzione, di essere dotati di un’antenna centralizzata.

Del resto il codice civile [3] stabilisce che per tutte le innovazioni che abbiano carattere voluttuario o particolarmente costose, se si tratta di impianti suscettibili di un uso separato, i condomini che non intendono utilizzare detto impianto sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.

Come con l’impianto di riscaldamento autonomo – la cui esistenza non pregiudica quello centralizzato – anche le parabole individuali non interferiscono con l’antenna centrale e, quindi, possono serenamente coesistere (qualora ciò non dovesse invece succedere, prevarrebbe il diritto dei condomini all’antenna centralizzata).

Sempre il codice civile [4] stabilisce che «se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne».

Ebbene, l’antenna condominiale non rientra tecnicamente tra gli impianti il cui godimento può essere solo comune come potrebbe essere invece l’impianto fognario. La Cassazione ha peraltro ritenuto possibile rinunciare agli impianti superflui: chi lo fa viene esonerato dalle spese per la relativa manutenzione [5].

L’assemblea del resto non può violare la libertà della persona ed imporre una spesa per l’impianto giustificandolo con l’offerta di programmi diversi ed ulteriori, per il quali il condomino non ha interesse.

note

[1] Art. 1123 cod. civ.

[2] Cfr. legge n. 249/1997 (dove l’espressione “antenne collettive” va intesa come “antenne condominiali”): tale normativa ne stabilisce l’obbligatorietà per tutti gli immobili di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazione generale. Si confronti anche la legge n. 66/2001 che qualifica le opere di installazione di nuovi impianti satellitari come «innovazioni necessarie». Il D.M. per lo sviluppo economico 22/1/2013, sulle regole tecniche per gli impianti (terrestri e satellitari) centralizzati d’antenna, indica come scopo la «riduzione ed eliminazione della molteplicità di antenne individuali, per motivi sia estetici sia funzionali».

[3] Art. 1121 cod. civ.

[4] Art. 1123 cod. civ.

[5] Cass. sent. n. 4652/91.

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