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Lo sai che? Unioni civili: diritti e doveri patrimoniali

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In seguito all’introduzione della Legge Cirinnà, con la costituzione di una valida unione civile i partner acquistano reciprocamente gli stessi diritti ed assumono i medesimi doveri.

Dall’unione civile derivano gli obblighi della reciproca assistenza morale e materiale e della coabitazione, inoltre, entrambe le parti sono tenute, ciascuna in base alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni della coppia. Il regime patrimoniale dell’unione civile può essere stabilito concordemente tra le parti e, in assenza di espressa indicazione, si intende quello della comunione dei beni. In caso di morte di uno dei partner permangono una serie di tutele patrimoniali a beneficio di quello superstite.

Le principali garanzie di cui possono godere le parti di una unione civile riguardano il campo successorio e pensionistico.

Al momento della morte di una persona si apre la cosiddetta successione ereditaria, che mira, secondo regole e criteri specifici, ad assicurare la continuità nei rapporti attivi e passivi facenti capo al defunto.

Con la Legge Cirinnà viene operato un passo in avanti, poiché anche ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, essendo parificata dalla legge al coniuge, rientra a tutti gli effetti nella categoria degli eredi, ossia di coloro che possono succedere nel patrimonio del defunto. Si parla, al riguardo, di successione necessaria, perché taluni familiari devono ricevere necessariamente una data quota del patrimonio del defunto, fissata per legge.

In caso di testamento, il defunto può quindi disporre liberamente solo di una parte del patrimonio, la cosiddetta quota disponibile, mentre l’altra parte, la quota di riserva, deve comunque pervenire agli eredi legittimari. E’ evidente come la tutela delle parti dell’unione civile, che fino a ieri in caso di morte del proprio partner potevano essere gratificate soltanto limitatamente alla quota disponibile del patrimonio caduto in successione, risulti rafforzata in maniera decisiva, essendo riservato alle stesse il medesimo trattamento che la legge prevede per il coniuge superstite.

Con riferimento alle indennità e alle pensioni, la Legge Cirinnà prevede che in caso di morte del lavoratore, le indennità siano corrisposte anche al partner dell’unione civile. Tali indennità si riferiscono al recesso senza preavviso, da parte del datore, del contratto di lavoro a tempo indeterminato, nel caso in cui il contratto di lavoro a tempo indeterminato cessi per morte del prestatore di lavoro, e al trattamento di fine rapporto.

Ulteriore beneficio esteso ai partner dell’unione civile è la pensione ai superstiti, prestazione economica erogata ai familiari del pensionato o del lavoratore che sia mancato, qualora il beneficiario superstite non sia autosufficiente economicamente o sia stato abitualmente mantenuto dal defunto.

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