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Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2016

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Lo sai che? Posso circolare con un’auto intestata a mio marito o mia moglie?

> Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2016

L’obbligo di annotare, sulla carta di circolazione, il nome di chi utilizza un’auto altrui per oltre 30 giorni non vale per familiari conviventi.

Il marito o la moglie che usa giornalmente l’auto del coniuge può farlo senza dover essere obbligato a far annotare il proprio nominativo sulla carta di circolazione dell’auto. Questo perché tale obbligo non vale per i familiari conviventi. Ma procediamo con ordine.

Come noto, dal 4 novembre del 2014, chiunque utilizzi un’auto altrui, in modo esclusivo e personale, per oltre 30 giorni di seguito, è obbligato a far annotare il proprio nominativo sul libretto di circolazione dell’auto. La comunicazione, che va fatta alla Motorizzazione (Dtt, dipartimento trasporti terrestri) anche tramite un’agenzia di pratiche auto, può essere anche fatta dal proprietario dell’auto. In caso di violazione di tale obbligo scattano multe da un minimo di 516,46 euro a un massimo di 2.582,28 euro oltre al ritiro della carta di circolazione. Tali sanzioni scattano solo nel caso di possesso dell’auto altrui iniziato dopo il 4 novembre 2014 (decorsi i 30 giorni utili per eseguire tale adempimento); invece, coloro che hanno iniziato a possedere l’auto altrui prima di tale data possono continuare a farlo serenamente, senza rischio di multe.

L’obbligo di annotare, sulla carta di circolazione, il nome del possessore dell’auto altrui non sussiste per i familiari conviventi, anche se l’utilizzo del mezzo avviene continuamente, ben oltre 30 giorni. In questi casi, dunque, è lecito circolare con l’auto formalmente intestata al marito o alla moglie senza subire alcuna sanzione.

La norma richiede che si tratti di familiari conviventi, quindi appartenenti allo stesso nucleo familiare (in senso anagrafico) e con obbligo di residenza presso lo stesso domicilio. Così non può è consentito circolare con l’auto del genitore anziano se questi fa parte di un differente nucleo familiare e/o non è residente col figlio. Chi utilizza l’auto del padre o della madre non convivente o nel cui stato di famiglia non è più ricompreso deve andare alla Motorizzazione e far annotare il proprio nominativo sulla carta di circolazione.

Medesime considerazioni valgono per chi convive: solo se i due partner, residenti nello stesso luogo, si sono “segnati” all’anagrafe come medesimo nucleo familiare non avranno obblighi di annotazione sul libretto di circolazione. Diversamente, l’uso esclusivo e personale della macchina del compagno/a implica l’annotazione sul libretto.

La normativa sancisce l’obbligo di annotazione del possesso solo in caso di uso esclusivo e personale: pertanto se il mezzo è semplicemente condiviso dalla coppia di conviventi – come nel caso in cui entrambi, avendo una sola auto, la utilizzino indifferentemente per i propri spostamenti – allora non bisogna fare la comunicazione.

Così, la comunicazione non va ovviamente fatta se l’uso esclusivo si protrae per meno di 30 giorni (si pensi al caso del partner che prenda in prestito l’auto della convivente per un viaggio di solo 2 settimane).

Per maggiori chiarimenti leggi Possesso auto: obbligatoria tra parenti l’annotazione sul libretto?

note

Autore immagine: Laleggepertutti.it/Palumbo

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1 Commento

  1. due auto intestate ad un figlio non convivente pure abitando della stessa via. Il reale utilizzo, secondo necessità, riguarda piu membri della famiglia nel senso “allargata” quindi non necessariamente conviventi; è capitato di essere fermati pervenuto controllo di routine dalle autorità preposte ma, debbo dire intelligentimente, mai è stato contestata la difformità tra conducente ed intestatario; intelligentemente perché sarebbe stato difficile dimostrare, anche eventualmente in altre sedi, l’uso oltre i trenta gg. dell’occasionale conducente Credo che questa norma possa avere altre finalità di tipo elusivo/evasivo riferito ad intestazioni fittizie etc?

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